FontiAlternative.infoNotizie su energia e ambientehttp://www.fontialternative.infoit-it06/12/200916/12/2017http://www.rssboard.org/rss-specificationcapraro.itangelo.capraro@gmail.comangelo@capraro.it<![CDATA[Pronta entro il 2015 la prima centrale operativa con tecnologia a sali fusi]]>Carlo Rubbia, il premio Nobel per la fisica che quando ricoprì la carica di presidente dell'Enea lanciò l'energia solare termodinamica come una delle soluzioni energetiche del futuro. Sarà siciliana, sarà pronta nel 2015 e fornirà elettricità sufficiente agli usi domestici di circa 40.000 famiglie la centrale a solare termodinamico e integrata a biomasse che realizzerà Enel Green Power in provincia di Catania.

Lo ha annunciato Enel Green Power durante il convegno 'Sicilia, l'isola del solare termodinamico. Carta del Sole, un patto per l'energia tra territorio e industria' organizzato da Anest (Associazione nazionale per l'energia solare termodinamic)a e Fred Sicilia (Forum regionale energia distribuita), tenutosi ieri a Palermo. L'impianto avrà una potenza di 30 megawatt, costerà circa 200 milioni di euro, è già in fase di autorizzazione e produrrà il 60% di una centrale di pari potenza che utilizzi una fonte fossile (una quantità di energia molto alta per una fonte rinnovabile, doppia rispetto ad esempio a quella prodotta dal solare fotovoltaico). Dopo la fase sperimentale e pionieristica dell'Enea e dell'Enel a Priolo, dove è stata collaudata e affinata la tecnologia a sali fusi, parte quindi la vera e propria scommessa tecnologica, impiantistica e industriale di una tecnologia tutta italiana, dai brevetti Enea alle produzioni di componenti al know how di Enel, tutte localizzate nel nostro Paese. Secondo le stime di Anest, il numero di personale direttamente occupato in una centrale di queste dimensioni può arrivare fino a 150 persone, in fase di funzionamento, mentre molto maggiore sarebbe il numero di operai coinvolti nella costruzione, da 1.000 a 1.500 su tre anni.


fonte: adnkronos.com]]>
20/09/2012 12:03:34<![CDATA[Puglia prima regione per kw installati, Brindisi guida la classifica dei comuni]]>
E' tempo, infatti, di tirare le somme dei risultati ottenuti negli ultimi sei anni grazie agli incentivi al settore del fotovoltaico. Dal 2006, anno di attivazione del Primo Conto Energia, ai primi di settembre 2012 sono stati incentivati in tutta Italia oltre 15mila Mw (426mila impianti), di cui oltre 2 mila Mw (oltre 30mila impianti) in Puglia.

La Puglia, infatti, attivissima già dal 2007, è la prima regione d'Italia per kW installati (al quinto posto per numero di impianti). Nell'analisi per provincia tra le prime sette figurano quelle di Lecce (primo posto), Brindisi (terzo posto), Bari (quarto posto), Foggia (quinto posto) e Taranto (settimo) mentre nella classifica per Comuni quello di Brindisi è al primo posto seguito da altri 6 comuni pugliesi che si collocano tra i primi 15 a livello nazionale. Diverso il risultato se analizziamo i dati per numero di impianti installati: il primo comune pugliese è Lecce che a livello nazionale si colloca al 23esimo posto mentre la medesima provincia è posizionata al decimo posto, segnale evidente che in Puglia, a differenza di altre Regioni, prevalgono i grandi impianti. In Lombardia infatti si registra un numero di impianti superiore a quelli pugliesi di circa il 50% che però sviluppano potenze di circa il 30% in meno rispetto a quelli attivi nella regione.

fonte: adnkronos.com]]>
11/09/2012 15:15:54<![CDATA[Italia prima tra i produttori di energia pulita, miglior performance nel G-20]]> Washington, 13 apr. L'Italia è tra i Paesi del G-20 quello che ha sviluppato di più l'energia solare, fotovoltaica ed eolica ; a fronte di finanziamenti pari a 8 miliardi di dollari, il nostro Paese ha prodotto energia proveniente da fonti rinnovabili per 8GW, con un tasso di incremento superiore ad ogni altro Paese. A rivelarlo è il rapporto del Pew Charitable Trust, un osservatorio sociopolitico indipendente che si occupa di grandi temi legati allo sviluppo ed alla crescita a livello mondiale.

Secondo il rapporto gli investimenti in energia pulita nei paesi del G-20 sono saliti nel 2011 fino a 263 miliardi di dollari con un incremento del 6,5% rispetto allo scorso anno . Hanno riconquistato il primo posto con 48 miliardi di dollari gli Stati Uniti, scalzando la Cina a cui nel 2010 spettava il primato negli investimenti. A seguire Germania, Italia e Regno Unito. Dal 2004 l'investimento nell'energia pulita, escludendo ricerca e sviluppo, è cresciuto del 600%. “Questo aumento, ha detto Phyllis Cuttino, direttore del programma Clean Energy Pew. è dovuto in parte al numero di Paesi che hanno attuato efficaci politiche nazionali per sostenere il mercato dell'energia pulita”. Tra le tecnologie rinnovabili, il solare a livello mondiale è aumentato del 44%, attirando 128 miliardi dollari e rappresentano oltre la metà degli investimenti energia pulita tra i membri del G-20. La combinazione poi del crollo dei prezzi dei moduli fotovoltaici con l'aumento degli investimenti ha prodotto 83,5 GW di energia pulita nel 2011. Di questi, 43 derivanti da energia eolica e 30 da energia solare e fotovoltaica. A livello mondiale nel 2011 sono stati generati 565 GW, quasi il 50% in più rispetto all'anno precedente.

 
fonte: adnkronos.it]]>
13/04/2012 15:13:42<![CDATA[Piano di azione per le rinnovabili tra la Regione Puglia e la rete R20]]>Piano di azione mediterraneo per l'energia rinnovabile e l'uso efficiente delle risorse è stata firmata a Ginevra, in Svizzera, tra la Regione Puglia, rappresentata dal presidente Nichi Vendola, e la rete R20 rappresentata dalla sua presidente Michele Sabban, vice presidente della regione Ile de France, recentemente in visita istituzionale in Puglia. Testimone dell'accordo, il presidente onorario di R20, l'ex governatore della California Arnold Schwarzenegger. L'accordo coinvolgerà i Paesi delle due sponde del Mediterraneo ed in particolare quelli attraversati nei mesi scorsi dalla Primavera araba.

''La lettera di intenti che abbiamo sottoscritto apre una importante prospettiva di collaborazione tra la Puglia e i membri della rete R20, guidata da Arnold Schwarznegger'', ha spiegato Vendola. ''Da oggi - ha aggiunto - parte un percorso che sarà definito e presentato pubblicamente a Rio de Janeiro nel giugno prossimo, in occasione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, Rio+20''. Puglia, R20 e Associazione delle Regioni d'Europa lavoreranno fianco a fianco, assieme ai partners mediterranei per la riconversione ecologica del modello economico e produttivo, la diffusione di buone pratiche di risparmio ed efficienza energetica ed uno sviluppo armonico ed eco-compatibile delle energie rinnovabili . Vendola è, inoltre, intervenuto alla Conferenza mondiale 'Il cammino verso Rio: le Regioni costruiscono la Green Economy' presieduta da Arnold Schwarznegger. Presentando i risultati della Puglia sulle energie rinnovabili, il presidente della Regione ha sottolineato ''il primato nazionale'' che sul tema dell'energia la Regione Puglia ha assunto, negli ultimi anni. ''Nel 2006 la produzione rinnovabile pugliese copriva appena il 6% dei consumi elettrici regionali; nel 2010 questo valore ha superato il 21% ed oggi, quasi tutta la domanda energetica residenziale regionale è coperta da fonti pulite. Un'eccellenza internazionale, soprattutto con riferimento al solare e l'eolico''. Vendola poi ha illustrato le politiche della Regione in ambito mediterraneo sottolineando come ''la Puglia si muova in un contesto multilaterale fondato sul concetto di partenariato e su uno spirito di costruzione e condivisione di relazioni stabili e durature nell'area mediterranea, capaci di tramutarsi in progettualità concrete ed efficaci per lo sviluppo dei territori''. Oggi nell'internazionale per le conferenze di Ginevra, si terrà l'Assemblea generale di R20, in cui saranno esaminati i risultati del primo anno di attività della rete (2011) e analizzati i programmi per il 2012. Il Presidente Vendola, insieme con Arnold Schwarznegger, illustrerà la visione strategica della Puglia e il contenuto dell'accordo di cooperazione Regione Puglia-Rete R20 per un 'Piano d'azione per l'energia rinnovabile e l'uso efficiente delle risorse nel Mediterraneo'.
 
 
fonte: adnkronos.com]]>
08/03/2012 11:47:54<![CDATA[Meno di un euro al giorno per riscaldare una Biocasa classe A di 90mq]]>Meno di un euro al giorno per riscaldare una Biocasa classe A di 90 metri quadrati . Sono questi i primi risultati stimati dal dipartimento Best del Politecnico di Milano del progetto Biocasa 2012 di Filca Cooperative , azienda leader nell'edilizia lombarda. A partire da quest'anno, spiega il presidente di Filca, Giacomo Fumeo, ''tutti i nuovi interventi edilizi si collocheranno in classe energetica A oppure A+, una scelta di fondo che consolida le politiche aziendali di green building. A fine 2011 erano già 2.036 le Biocase Filca realizzate, il 28% delle quali in classe A e il restante 72% in classe B''.

Attualmente, sottolinea Fumeo, ''sono 27 gli interventi in costruzione per 1.250 unità abitative, delle quali l'89% si colloca in classe A''. In particolare, con la Biocasa in classe A si abbatte l'80% dei consumi termici con notevoli vantaggi per l'ambiente : con riferimento alle 4.946 Biocase realizzate, in costruzione e in programma, sono state stimate 3.499 tonnellate di minori emissioni di anidride carbonica, equivalenti all'azione di 349.900 alberi. Un processo costruttivo di qualità, però, non si limita a progettare e a realizzare edifici con standard energetici e ambientali elevati, ma ne verifica anche le prestazioni durante il loro utilizzo. Così Filca Cooperative ha incaricato il dipartimento Best del Politecnico di Milano di monitorare le performance energetiche di due interventi già consegnati: residenza del Parco in via Pompeo Marchesi a Milano (classe A) e la residenza Oleandri realizzata a Desenzano del Garda (classe B). La campagna di monitoraggio, spiega il professore Giuliano Dall'O', docente di Fisica tecnica ambientale al Dipartimento Best, ''ha riguardato le prestazioni del sistema edificio-impianto durante la stagione invernale. Per entrambi gli interventi si può affermare che vi è una perfetta coerenza tra le performance energetiche stimate in fase progettuale e quelle rilevate. Di qui un risparmio effettivo sulla bolletta energetica: con riferimento alle case costruite secondo i parametri della Legge 10, rimasta in vigore sino al 2005, la residenza Filca di Milano, in classe A, consuma l'85% in meno di energia termica, quella di Desenzano del Garda il 68% in meno». I dati rilevati dal monitoraggio condotto dal Politecnico hanno quindi consentito di quantificare i costi reali per riscaldare una Biocasa Filca in classe A di 90 metri quadrati: la spesa media annua è di 300-350 euro (meno di 1 euro al giorno) contro i 1.500-1.800 euro di una casa comune . All'efficienza energetica devono accompagnarsi anche la sicurezza e il benessere psicofisico della persona. Per garantire un microclima abitativo ottimale, spiega Carlo Signorelli, docente di Igiene all'Università di Parma e membro della Giunta Esecutiva della Società italiana di igiene, medicina preventiva e Sanità pubblica, "occorre puntare da un lato sulla salubrità dei materiali da costruzione e delle finiture, dall'altro sui sistemi di ventilazione meccanica controllata per garantire un adeguato ricambio dell'aria interna viziata".



fonte: adnkronos.com]]>
07/03/2012 11:19:14<![CDATA[Certificazione energetica degli edifici.Obbligatoria dal primo gennaio 2012]]>
La certificazione energetica degli edifici è stata introdotta dalla direttiva 2002/91/CE al fine di far rispettare all’interno degli Stati membri i requisiti minimi di efficienza energetica per gli edifici di nuova costruzione e per quelli già esistenti, provvedendo alla certificazione del rendimento energetico nell’edilizia.

Il provvedimento si inserisce nell’ambito delle iniziative della Comunità europea in relazione ai cambiamenti climatici, impegni assunti con il protocollo di Kyoto, alla sicurezza dell’approvvigionamento. Libro verde sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico.

Tale direttiva è stata recepita in Italia con il D.Lgs. n. 192/2005 e successive modifiche ed è stata attuata con il DPR n. 59/2009. Dal 1° luglio 2009 è dunque, obbligatorio in tutta Italia redigere l’attestato di certificazione energetica nel caso di edifici di nuova costruzione nonché nel caso di compravendita di immobili (articolo 6 del D.Lgs. 192/2005).

Le disposizioni nazionali per fare la certificazione energetica degli edifici, sono contenute nel D.M. 26 giugno 2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici). Recentemente il D.Lgs. n. 28/2011 ha modificato alcuni articoli del D.Lgs. n. 192/2005, è ora previsto che, nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari, sia inserita un’apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione relativa alla certificazione energetica degli edifici.

In caso di locazione, la disposizione si applica solo agli edifici e alle unità immobiliari già dotate di attestato di certificazione energetica, mentre non è obbligatorio redigere l’atto nel caso in cui l’edificio ne sia sprovvisto.

Dal 1° gennaio 2012, inoltre, è previsto che gli annunci commerciali di vendita di edifici o di singole unità immobiliari riportino l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica. (E.L.)

fonte: http://dirittoambiente.net]]>
02/01/2012 11:25:35<![CDATA[Lavorare nel fotovoltaico]]>
Per molti giovani studenti rappresenta la soluzione e l’alternativa per il loro futuro lavorativo, solo in questo modo la situazione riesce ad essere maggiormente chiara e a trovare un ulteriore motivazione alla scelta delle fonti energetiche alternative.Il fotovoltaico ha raggiunto livelli piuttosto elevati e questo consente davvero a chiunque di poter installare un impianto anche nel settore privato, quindi questo modo è sempre richiesta maggiore manodopera, ma anche figure specializzate che si adoperino nel settore della ricerca.

Il lavoro quindi, crea un’occupazione oltre naturalmente ad utilizzare una fonte energetica non inquinante che contribuisce anche al raggiungimento degli obiettivi previsti dall’unione europea.

Lavorare nel fotovoltaico richiede soprattutto con una forte passione e propensione verso il settore, ed è su questo obiettivo che il nostro paese sta lavorando in maniera insistente perché si possa avviare la fase di realizzazione degli stessi pannelli senza la necessità di dover dipendere da altri stati.

I presupposti per uno o sviluppo futuro sono senza dubbio positivi, quindi, occorre incentivare il settore sia perché l’ambiente possa ricavarne vantaggi ma anche perché si tratta di una realtà capace di offrire nuovi posti di lavoro.

fonte:pienosole.it]]>
28/08/2011 00:30:56<![CDATA[Efficienza energetica, l’Authority tira le somme]]>titoli di efficienza energetica (TEE) e come già riportato nel Primo e nel Secondo Rapporto Statistico intermedio relativi all’anno d’obbligo 2009, dal 1 giugno 2009 al 31 maggio 2010 l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas fa il punto della situazione nel suo Quinto Rapporto Annuale. Il documento, come nelle precedenti edizioni, presenta i risultati conseguiti alla data di chiusura di ciascun anno d’obbligo, ossia alla data entro la quale i distributori obbligati devono dimostrare il conseguimento del loro obiettivo annuale: il 31 maggio dell’anno successivo a quello di riferimento dell’obiettivo stesso.
Avvalendosi del supporto dell’ENEA, l’Authority ha certificato per l’ultimo anno del quinquennio, conclusosi il 31 maggio del 2010, risparmi energetici pari a 2.860.566 tep, richiedendo al GME l’emissione di TEE così ripartiti:

* 2.014.123 di tipo I (attestanti la riduzione di consumi di energia elettrica);

* 675.496 di tipo II (attestanti la riduzione di consumi di gas naturale);

* 170.947 di tipo III (attestanti la riduzione di consumi di combustibili solidi, liquidi e di altri combustibili gassosi).

Il risultato se annesso a quelli degli altri anni determina un quantitativo di TEE complessivamente disponibili al 31 maggio 2010 di 6.645.018, pari al 102% dell’obiettivo complessivo da conseguirsi nel 2009. Il rapporto entra nei dettagli anche per ciò che concerne il mercato dei titoli rivelando che alla data sopra citata gli operatori iscritti e operativi nel Registro dei titoli di efficienza energetica risultavano “346 (+19% rispetto a dodici mesi prima), dei quali 88 distributori, 233 società di servizi energetici, 4 soggetti con energy manager e 23 traders. L’ammontare di titoli movimentati nei 12 mesi precedenti il 31 maggio 2010 (nel mercato organizzato o attraverso contrattazione bilaterale) risulta pari a 2.913.390 TEE, un valore equivalente a circa il 91% degli obiettivi assegnati per il 2009. Si tratta di un volume complessivo del 39% superiore a quello registrato nell’anno precedente (tra il 1 giugno 2008 e il 31 maggio 2009), ma inferiore alla somma degli obiettivi assegnati nell’anno”.


fonte:rinnovabili.it]]>
31/03/2011 07:19:32<![CDATA[Tra vent'anni ci vorrà un'altra Terra]]>Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia –. Nella nuova economia eco-sostenibile, il pensiero economico deve comprendere l’attenzione per gli esseri umani e per i sistemi naturali del pianeta, tra di loro indissolubilmente legati”.
Considerando le aree necessarie a fornire le risorse che utilizziamo, la superficie occupata dalle infrastrutture e quella necessaria ad assorbire i rifiuti che produciamo, comprese le emissioni di CO2, basterebbe che ogni abitante del pianeta si “accontentasse” di 1,8 ettari globali per vivere entro i limiti della capacità del pianeta senza compromettere le generazioni future.

E invece la stragrande maggioranza dei Paesi, in particolare le nazioni più ricche, superano di gran lunga questa misura arrivando a picchi di oltre dieci ettari globali pro capite. I dieci Paesi con l’impronta ecologica pro-capite più “pesante” sono Emirati Arabi Uniti, Qatar, Danimarca, Belgio, Stati Uniti, Estonia, Canada, Australia, Kuwait e Irlanda. In sostanza, ci vorrebbero ben sei pianeti se tutti vivessimo come un abitante medio degli Emirati Arabi, quattro pianeti e mezzo per Stati Uniti, Belgio e Danimarca, quattro pianeti per Canada e Australia. Ma anche l’Italia non brilla per “leggerezza”: a ciascun italiano servono infatti ben cinque ettari globali per soddisfare il suo stile di vita, un valore equivalente alla capacità produttiva di 2,8 pianeti, che ci porta al 29° posto della classifica, subito dopo Germania, Svizzera e Francia, ma molto prima dei più virtuosi Regno Unito, Giappone e Cina. Complessivamente, i 31 Paesi dell’OCSE, che includono le economie più ricche del mondo, sono responsabili di circa il 40% dell’impronta globale. L’unico tra i Paesi europei a rientrare nei limiti del pianeta è la Repubblica Moldava, mentre a chiudere la classifica con impronte da 'Cenerentola' sono Bangladesh, Afghanistan e Timor-Est.

Il Living Planet Report del WWF ha misurato lo stato di salute del pianeta attraverso i trend di quasi 8mila popolazioni di oltre 2.500 specie di vertebrati, che sono alla base dei servizi naturali da cui dipendiamo. Se l’Indice delle specie registra un certo miglioramento nella zona temperata (+ 29%) rispetto al 1970, per i migliori sforzi nella conservazione e nel controllo dell’inquinamento e perché deforestazione e cambiamenti di uso del suolo qui sono avvenuti soprattutto prima del 1950, ai tropici si registra un declino del 60% e fino al 70% per le specie di acqua dolce, il tasso più alto tra tutte le specie terrestri e marine considerate. Ma nella complessa rete delle connessioni ecologiche la perdita di biodiversità è sintomo e sinonimo del cattivo stato di salute degli ecosistemi e implica un peggioramento dei servizi eco-sistemici che sono alla base della nostra vita e del nostro benessere: la fornitura di cibo, materie prime e medicine, la regolazione del clima, la depurazione di acqua e aria, la rigenerazione del suolo, l’impollinazione delle piante, la protezione da inondazioni e malattie““Le specie sono le fondamenta degli ecosistemi – ha dichiarato Jonathan Baillie, direttore del Programma di Conservazione della Zoological Society di Londra – Ecosistemi in salute costituiscono la base di tutto quello che abbiamo. Se li perdiamo distruggeremo il sistema che supporta la nostra vita.” Nonostante questo, l’impronta ecologica dell’uomo, ovvero la domanda di risorse naturali necessarie per le nostre attività, è in costante aumento e va ben oltre la capacità del pianeta di rigenerare le proprie risorse. Dal 1966 l’impronta ecologica globale è raddoppiata, l’impronta di carbonio è aumentata addirittura di 11 volte, rappresentando oggi oltre la metà dell’impronta ecologica globale, l’impronta idrica è in costante aumento e considerando l’acqua “virtuale” contenuta nei prodotti commercializzati internazionalmente, ha impatti e ricadute su fiumi e falde acquifere di tutto il mondo (un abitante del Regno Unito, per esempio, consuma 150 litri di acqua al giorno, ma il consumo nel Paese di prodotti esteri porta questo valore fino a 4.645 litri di risorse idriche mondiali al giorno)..

Per la prima volta il Living Planet Report 2010 ha incrociato i trend delle specie e dell’impronta ecologica con i redditi dei singoli Paesi, mostrando come i Paesi a più alto reddito hanno un’impronta ecologica pari a circa cinque volte di quella a basso reddito, che subiscono invece la maggiore perdita di biodiversità. Eppure una maggiore impronta ecologica e un alto livello di consumi non corrispondono necessariamente a un più alto livello di sviluppo. Il Perù, per esempio, ha un’impronta ecologica pro-capite di 1,5 ettari globali, in linea quindi con la capacità del pianeta, e un Indice di sviluppo umano di 0,86 che rientra nei parametri di aspettativa di vita, reddito e livello di educazione ,stabiliti dall’ONU. L’Indice dello Sviluppo umano può quindi essere alto anche in Paesi con un’impronta ecologica moderata.

Considerando che nel 2050 la popolazione globale supererà con ogni probabilità i nove miliardi, rientrare nei limiti del pianeta e investire nel capitale naturale è una scelta quanto mai urgente. Come fare? Il WWF ha elaborato un decalogo per il futuro sostenibile e la green-economy in cui ognuno ha un suo ruolo, a partire dall’elaborazione di nuovi indicatori di sviluppo all’aumento delle aree protette e della capacità produttiva del pianeta, dagli accordi internazionali per la distribuzione equa delle risorse, fino alle scelte individuali nella dieta e nei consumi di energia. “La sfida posta dal Living Planet report è chiara – conclude Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia – Dobbiamo trovare un modo per soddisfare le esigenze di una popolazione sempre più numerosa che incrementa i propri consumi. Dobbiamo imparare a vivere nei limiti delle risorse dell’unico pianeta che abbiamo e per fare questo chi ha uno stile di vita consumista deve limitare consumi e sprechi". Per fare una spesa 'a prova di CO2' il WWF ha elaborato due applicazioni interattive su www.improntawwf.it e su www.wwf.it/imprese i progetti del WWF con le imprese verso un futuro sostenibile.

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14/10/2010 08:49:30<![CDATA[Pietro Colucci, emissioni CO2: dobbiamo osare]]>Di Pietro Colucci, Presidente Assombiente.

Secondo un rapporto diffuso dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (Eea) lo scorso anno l'Europa dei 27, ha ridotto le emissioni di Gas serra del 17,3 % rispetto al 1990.

L'imprevisto risultato ci porta vicinissimi all'obiettivo del 20% di riduzioni di CO2 fissato per il 2020. Anche se in realtà il gran merito  è attribuibile alla crisi industriale che ha fortemente inciso sulla produzione di beni e servizi a livello europeo ma anche globale

Nonostante tutto è di fondamentale importanza cogliere segnali positivi che vanno oltre la lettura semplice della crisi come causa unica di tale fenomeno.

Non è un caso che per la prima volta dal dopoguerra, la domanda e la conseguente produzione di energia elettrica è calata di quasi il 7% e lo ha fatto in modo più che proporzionale rispetto al calo della produzione industriale.

Quindi gli sforzi fatti sul fronte dell'efficienza energetica, che e' uno dei tre obiettivi del 20/20/20 (riduzioni di CO2, efficienza energetica, produzione di energia da fonti rinnovabili) stanno cominciando a generare i primi proficui risultati.

Ma anche il terzo fattore, quello delle energie rinnovabili, sta dando il suo importante contributo con un incremento di del 8,3%.

I cambiamenti climatici hanno aumentato in maniera estrema la sensibilità ambientale dell'intera Società su scala globale.

Il tutto ha messo in moto un circuito virtuoso dapprima culturale che cambia pero' nel profondo le abitudini ed i comportamenti di ciascuno di Noi, aumentando il livello di attenzione ai temi climatici e di sostenibilità del nostro modello industriale e sociale.

Sempre secondo Pietro Colucci il Ministro Prestigiacomo avrebbe ragione nell’affermare che con la ripresa economica  riprenderanno ad aumentare le emissioni e che perciò sarebbe infruttuoso aumentare gli obiettivi  come piacerebbe ad  altri Paesi europei. Sempre secondo il ministro sarebbe più logico lavorare sulle modifiche strutturali di sistema al fine di rendere stabili i risultati raggiunti, ma ha torto, a  mio giudizio, afferma Colucci, quando sostiene che non c'è lo spazio per osare di più perché i grandi produttori mondiali di CO2 non si stanno adeguando e che l'Europa non può fare tutto da sola!

Questo è il momento migliore, adesso si deve puntare ad obiettivi più ambiziosi, proprio perché ora possiamo contare sul lapissale desiderio generalizzato di importanti cambiamenti sul fronte ambientale che giungano a rivedere drasticamente il nostro attuale modello di sviluppo che appare, in molta parte, superato anche in termini "culturali".

Non bisogna aver paura che l’ottimo lavoro svolto da noi europei possa essere rovinato dalla negligenza di Paesi come gli Usa, la Cina e la Russia, e soprattutto non dobbiamo pensare che possa rappresentare un rischio per le nostre imprese in termini di competitività, e questo per due precisi motivi:

- il primo, di ordine pragmatico, e' che la Francia e la Germania che puntano a rettificare al rialzo fino al 30% la riduzione delle emissioni, hanno problemi di competitività non dissimili dalle nostre, eppure sono pronte ad accettare la sfida;

- il secondo, se vogliamo riflette maggiormente lo strato culturale, e' che la competitività del  modello di sviluppo di un Paese come il nostro, non e' perseguibile a discapito dell'ambiente in cui e' calato ed a dispetto di una collettività che deve sostenerlo e che con esso deve convivere!

A chi è un famigerato sostenitore  della "sostenibilità ambientale deve essere economica" e cioè costare il meno possibile io mi permetto di rispondere che e' vero esattamente il contrario e cioè che e' "l'economia che deve finalmente diventare sostenibile"!

 

Pietro Colucci

Presidente Assoambiente

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13/10/2010 17:33:56<![CDATA[GSE, pubblicato il Bilancio elettrico italiano del 2009]]>GSE ha pubblicato il Bilancio elettrico italiano del 2009 mettendo in risalto la quota di energia generata sfruttando fonti rinnovabili e decretando un contributo che sul totale prodotto rappresenta il 21,1%, raggiunto grazie alla presenza sul territorio di ben 26,5 GW istallati (+11,1% rispetto al 2008) responsabili di una produzione lorda di 69,3 TWh, superiore del 19,2% se messi in relazione con i dati dell’anno precedente.
Grazie a questo aumento percentuale della quota di energia green, è stato possibile ridurre l’impiego dei combustibili fossili del 14% anche se però le fonti inquinanti continuano a generare la maggior parte dell’elettricità prodotta sul nostro territorio con un 65% sul totale, seguiti dalle fonti rinnovabili (21%) e dalle importazioni nette per il 14%.
Alla fine del 2009 quindi gli impianti alimentati da fonti rinnovabili hanno fatto salire l’istallato a 26,5 GW, la cui quota maggiore è rappresentata dall’ idroelettrico anche se la crescita maggiore ha interessato il numero di MW eolici: con 1360 nuovi MW istallati si è potuta raggiungere una quota di potenza complessiva di 4.898 MW (il 38% in più rispetto al 2008) mentre la produzione risulta cresciuta del 35%, fino a raggiungere 6.543 GWh.
Cresce anche il contributo del fotovoltaico, duplicati gli impianti rispetto al 2008 hanno raggiunto le 71.288 presenze per un totale di 1144 MW che vanno a sommarsi a quanto generato grazie a biomasse e rifiuti, che insieme hanno registrato un +28% (7.631 GWh) la cui potenza, crescendo del 30%, è arrivata a 2018 MW istallati sul territorio.
Affrontando il tema nello specifico il rapporto del GSE conclude con i dati relativi alla produzione lorda: con 69.330 GWh la generazione da fonte rinnovabile in Italia cresce del 19% rispetto al 2008, anche grazie alle condizioni favorevoli che hanno permesso al comparto idroelettrico una produzione costante e consistente che ha fatto registrare un +18%.
I numeri, quindi, parlano chiaro e rivelano un panorama energetico cambiato, modificato, più sostenibile, che vede aumentare l’incidenza delle rinnovabili sul totale generato nel paese, supportato da una lenta ma progressiva riduzione dei consumi di energia elettrica determinata da una maggiore per l’ambiente e per la preservazione delle risorse.

fonte:rinnovabili.it]]>
29/09/2010 10:32:34<![CDATA[Il fotovoltaico batte il nucleare in termini di costi]]>Quello che fino a qualche tempo fa poteva essere semplicemente un sospetto diventa oggi una consolidata realtà, almeno per quanto attiene gli Stati Uniti d’ America.
La notizia difatti arriva direttamente dagli Usa e sembra essere la prova oggettiva tanto attesa da tutti coloro che hanno sempre sostenuto la produzione di energia tramite l’ausilio di fonti energetiche rinnovabili.

Il dato è confermato quindi: l’energia solare costa meno di quella nucleare!
A confermarlo uno studio della Duke University che, in base a tecniche di comparazione su costi e produzione, ha decretato che si è oramai sancito quello che gli addetti al settore hanno già definito un vero e proprio “sorpasso storico”.

Difatti se si conduce un’attenta analisi sui costi di produzione del fotovoltaico comparandoli con quelli derivanti dall’utilizzo delle centrali nucleari programmate nel paese, il dato emerge con netta chiarezza, Il solare fotovoltaico ha conquistato una vera e propria posizione di spicco tra le varie alternative low cost, superando perfino il nucleare!
A divulgare la notizia John Blackburn, un docente di economia dell’università, che ha riportato i risultati raggiunti tramite la propria ricerca, all‘interno dell‘ articolo “Solar and Nuclear Costs – The Historic Crossover”, pubblicato sul sito dell’ateneo.

A quanto pare in termini monetari il solare ha raggiunto addirittura i 16 centesimi di dollaro a kilowattora.

Una progressiva e costante riduzione dei costi in meno di otto anni a dispetto di quelli impiegati per portare avanti i reattori nucleari che, invece, hanno subito un incremento passando da 2 miliardi di dollari nel 2002 a 10 nel 2010.
Un vero e proprio smacco per l’Italia, sembrerebbe, che testardamente continua ad investire nella parte sbagliata.



fonte:pienosole.it]]>
29/09/2010 10:17:14<![CDATA[Australia, il potenziale delle maree è da record]]> “Gli intervalli presenti lungo la costa creano dislivelli delle maree dagli 8 agli 11 metri. Questio lo renderebbero uno dei maggiori impianti al mondo nel suo genere” ha commentato Alan Major, Direttore generale dell’azienda. Avendo ottenuto la licenza la società australiana potrà portare a termine lo studio di impatto ambientale sul sito scelto per ospitare l’impianto, valutando attentamente che non ci siano danni alla fauna e alla flora marina, determinati soprattutto dalla presenza di turbine sottomarine.

Altri progetti analoghi, al momento in fase embrionale, interessano il sud del paese, in particolare le vicinanze di Melbourne e lo stretto di Tasmania, dove le maree sono intense e dove la rete elettrica di collegamento sarebbe facilmente accessibile. La zona, sotto osservazione da tempo, è stata recentemente dichiarata dal Consiglio Mondiale dell’Energia come una delle aree con maggiore potenziale per la generazione di energia rinnovabile, in grado di produrre un quantitativo di elettricità cinque volte superiore a quanto necessario al fabbisogno dell’intero paese.

fonte:rinnovabili.it]]>
10/09/2010 08:45:15<![CDATA[Europa patria del fotovoltaico]]>Che il fotovoltaico sia divenuto oramai un mercato in continua espansione è certamente un dato di fatto, ma che si sia trasformato in uno dei segmenti più produttivi dell’ Europa, beh, questo è un dato che certamente fa notizia.
A quanto pare, quindi, la nuova “patria” del fotovoltaico è diventata l’Europa, a confermarlo l’uscita dell’articolo Photovoltaics Status Report pubblicato dal Joint Research Center della Commissione Europea che, secondo un’accurata indagine condotta sull’attuale condizione mondiale dell‘energia in questione , il 78 per cento dei pannelli solari installati nel mondo durante il 2009 sono stati montati esclusivamente nel Vecchio Continente.

Un dato importante, questo, che conferma finalmente un’effettiva presa di coscienza anche da parte dell’Europa rispetto ad un tema delicato ed attuale come quello delle rinnovabili.

Il rapporto sembra essersi basato sui resoconti produttivi di oltre 300 aziende dislocate sull’intero territorio mondiale, e a quanto pare i risultati parlano chiaro, alla fine dell’anno scorso la produzione totale nel nostro continente ha quasi superato i 16 Gigawatt, raggiungendo di conseguenza il 70 per cento di quella mondiale.

Tra le nazioni europee quella che ha registrato una crescita maggiore in termini di capacità installata è stata la Germania con i suoi 3,8 Gigawatt, una notizia questa a cui eravamo alquanto preparati, ma probabilmente non eravamo abbastanza preparati ad un secondo posto ricoperto dall’Italia, che è cresciuta di 0,73 Gigawatt.

Insomma possiamo ritenerci soddisfatti rispetto all’impegno che il nostro continente ha deciso di spendere nell’utilizzo di queste tecnologie, anche se a quanto pare resta ancora un po’ carente l’effettiva produzione che è rimasta appannaggio esclusivo di Cina, Taiwan e Malesia.

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10/09/2010 08:42:25<![CDATA[Terzo Conto Energia e Linee Guida. Il ruolo delle Regioni]]>Roma, 8 settembre 2010 – Si è tenuto oggi, in occasione dell’apertura di PV Rome Mediterranean, Salone Internazionale delle Tecnologie Fotovoltaiche per il Mediterraneo, il convegno nazionale organizzato da Assosolare dedicato a nuovo Conto Energia e Linee Guida.

Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente, del GSE e di altre Istituzioni nazionali e locali, sono stati presentati e discussi per la prima volta dopo la loro recente approvazione, il terzo Conto Energia e le Linee Guida per il settore fotovoltaico. È stata inoltre presentata la bozza del National Advisory Paper elaborato da Assosolare nell’ambito di PV Legal, il più grosso progetto mai finanziato della Comunità Europea sulle rinnovabili, che punta ad analizzare e snellire i processi autorizzativi degli impianti solari fotovoltaici negli Stati europei aderenti al progetto

“Oggi il solare non è più un settore di nicchia, ma un mercato in netta espansione che ha prodotto trend economici positivi e occupazione, in netta controtendenza rispetto alla nota crisi economica generale” afferma Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare. “Lo sviluppo del settore si è però concentrato soprattutto in alcune Regioni, mentre nel resto del Paese i risultati ottenuti sono stati insoddisfacenti rispetto alle potenzialità. Questa crescita a “macchia di leopardo” segnala che il fotovoltaico è un’importante opportunità che non è stata colta appieno: la complessità dei processi autorizzativi pone seri limiti a uno sviluppo equilibrato e omogeneo del fotovoltaico in Italia oltre a far lievitare il costo complessivo dell’impianto fino al 30%”.

Come evidenziato nel National Advisory Paper, il freno più rilevante allo sviluppo del settore in Italia è la poca chiarezza e omogeneità normativa sul territorio nazionale e ciò crea incertezze, favorisce speculazione e abusi.

“Uniformare la normativa nazionale secondo parametri chiari e procedure più snelle è la vera priorità”, continua Gianni Chianetta, “per lo sviluppo di un mercato che potrebbe dare un contributo agli obiettivi del 2020 ben maggiore degli 8.000 MW previsti dal Conto Energia 2011-2013. Stimando un aumento costante dell’installato annuo di appena il 10%, si arriverebbe nel 2020 a superare il valore cumulativo di 15.000 MW”.

La seconda parte del convegno è stata dedicata alla tavola rotonda sul “caso Sicilia”, una delle Regioni italiane a più alto potenziale per il settore, dove però non mancano criticità che finora ne hanno ostacolato uno sviluppo concreto.

“Diversamente da Regioni come Lombardia e Puglia, dove il solare ha creato occupazione e la nascita di un tessuto imprenditoriale capace di attirare gli investimenti stranieri, la Sicilia ha perso il treno offerto dal primo e dal secondo Conto Energia” ha aggiunto Chianetta. “Non manca la buona volontà, ma ora non c’è più tempo per le promesse e per gli slogan politici, occorre passare ai fatti: serve applicare subito le linee guida ed assumere più risorse qualificate da dedicare all’evasione delle richieste di autorizzazione sia in regione che in tutti gli altri enti coinvolti, oltre ad una convergenza politica atta ad assicurare lo sviluppo del settore nel medio lungo termine. La Sicilia non può più permettersi altri errori se vuole davvero come dice scalare la classifica delle regioni d’Italia in un settore per il quale ha una vocazione naturale”.

Cristina Martorana, socio dello studio legale Clifford Chance, ha commentato: “A dispetto delle dichiarazioni di principio contenute nella Delibera di approvazione del PEARS, la Sicilia non ha, ad oggi, dato prova di aver saputo cogliere lo spirito della 387/2003. Adesso, con l’approvazione del terzo Conto Energia, delle Linee guida nazionali e la chiarezza fatta sui presupposti che devono sussistere per fruire dell’estensione degli incentivi 2010, la Regione ha davanti a sé un’altra preziosissima occasione che, se colta, potrà finalmente attribuirle il ruolo di protagonista nel settore. L’occasione di poter diventare “Regione virtuosa”, uniformando le proprie linee guida a quelle nazionali e dando così una maggiore certezza a tutti coloro che credono nelle sue “naturali” potenzialità. In un contesto in cui, solo una lettura costituzionale della norma “salvadia” può evitare di compromettere la finanziabilità di progetti che basano il loro titolo autorizzatorio su DIA consolidate”.

Giuseppe Velluto, socio dello Studio Gianni, Origoni, Grippo & Partners, in relazione alle recenti novità normative “salvadia”, ha precisato: “il legislatore ha cercato di porre rimedio ad una situazione normativa ormai ingestibile nel tentativo di salvaguardare gli ingenti investimenti fatti dagli operatori del settore. Ancora una volta però, nel tentativo di risolvere vecchi problemi, ne sono stati creati di nuovi che continuano a rendere difficile il finanziamento delle iniziative autorizzate tramite procedure semplificate”.



fonte: pienosole.it]]>
09/09/2010 09:50:02<![CDATA[Nuove modalità di accesso al premio per impianti fotovoltaici abbinati a un uso efficiente dell’energia a partire dal 25 agosto 2010]]>Il Decreto Ministeriale 6 agosto 2010, pubblicato nella G.U. del 24/08/2010, ha modificato le modalità di accesso al suddetto premio previste nel DM 19/02/2007, in quanto i commi 8 e 9 dell’art. 20 del nuovo Decreto sostituiscono i commi 1, 2 e 8  dell’art. 7 del DM 19/02/2007.

 

Le nuove modalità si applicano alle domande di ammissione al premio presentate al GSE a partire dal 25 agosto 2010.

 

Le modifiche sostanziali ai fini dell’accesso al premio sono le seguenti:

 

  1. l’impianto fotovoltaico, operante in regime di scambio sul posto, deve essere realizzato sull’edificio oggetto della richiesta premio.

 

  1. EDIFICI ESISTENTI

  • gli interventi migliorativi delle prestazioni energetiche devono essere effettuati sull’involucro edilizio (non devono interessare gli impianti);
  • gli indici di prestazione energetica (sia invernale che estivo), di riferimento ai fini del calcolo della maggiorazione sulla tariffa incentivante, sono quelli relativi all’involucro edilizio;
  • il calcolo della riduzione percentuale degli indici di prestazione energetica (necessaria per la maggiorazione sulla tariffa incentivante, pari alla metà della suddetta riduzione percentuale) deve essere effettuato come segue

 

[(EPe,invol ante + EPi,invol ante) – (EPe,invol post + EPi,invol post) x 100] / (EPe,invol ante + EPi,invol ante)]

dove

EPe,invol = indice di prestazione energetica estiva dell’involucro edilizio, ante operam o post operam

EPi,invol = indice di prestazione energetica invernale dell’involucro edilizio, ante operam o post operam

 

           Si ricorda che la riduzione di ciascun indice deve essere maggiore del 10%.

 

  1. NUOVI EDIFICI

  • la maggiorazione sulla tariffa incentivante è del 30% se la prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell’involucro è inferiore di almeno il 50% rispetto ai valori minimi di cui all’art. 4, comma 3, del DPR 2 aprile 2009, n. 59.

 

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27/08/2010 12:23:56<![CDATA[Procedure per accedere al Conto energia 2011]]>Con lo schema di Decreto che ha acquisito l'intesa della Conferenza Unificata tenutasi l'8 luglio 2010, il Conto energia ha subito notevoli modifiche per quel che riguarda le tariffe e la tipologia di impianti (vedi menu di destra). Meno numerose sono state le modifiche apportate alle procedure, ma anch'esse significative.
 
In attesa della pubblicazione delle Disposizioni Tecniche di Funzionamento da parte del Gestore dei Servizi Energetici, dove saranno illustrate le modalità operative, riportiamo qui di seguito quanto stabilito dal Decreto:
 
• per accedere alla tariffa incentivante Conto energia il soggetto responsabile dell'impianto deve farne richiesta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE);
 
• la richiesta deve pervenire entro 90 giorni (e non 60 come previsto prima) dalla data di entrata in esercizio dell'impianto. Se la richiesta viene consegnata al GSE dopo la scadenza dei 90 giorni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto fotovoltaico, il soggetto responsabile non avrà diritto alle tariffe incentivanti per il periodo che intercorre tra la data di entrata in esercizio e la data di invio della richiesta;
 
Si tratta di un notevole vantaggio rispetto alle disposizioni precedenti, che prevedevano l'esclusione dall'incentivo nel caso di mancato invio della richiesta entro i tempo stabiliti.
 
• una volta ricevuta e verificata la richiesta, se essa è completa, il GSE deve assicurare l'erogazione della tariffa entro 120 giorni dalla data di ricevimento della richiesta stessa;
 
• la domanda di concessione della tariffa incentivante deve essere firmata dal soggetto responsabile e inviata insieme a:
 
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;

- scheda tecnica finale d’impianto;

- elenco dei moduli fotovoltaici e dei convertitori (inverter) CC/CA;

- 5 diverse fotografie volte a fornire, attraverso diverse inquadrature, una visione completa dell'impianto, dei suoi particolari e del quadro di insieme in cui si inserisce;

- schema elettrico unifilare dell'impianto con indicazione:

• del numero delle stringhe e del numero dei moduli per stringa;
• eventuali dispositivi di protezione lato corrente continua esterni all'inverter;
• numero di inverter e modalità di collegamento delle uscite degli inverter;
• eventuali dispositivi di protezione lato corrente alternata esterni all'inverter;
• contatori dell'energia prodota e/o prelevata/immessa dalla rete elettrica di distribuzione;
• punto di di collegamento alla rete indicando in dettaglio gli organi di manovra e protezione presenti nonchè gli eventuali punti di derivazione dei carichi;
• presenza di gruppi elettrogeni, gruppi di continuità (UPS), sistemi di accumulo e di eventuali altre fonti di generazione.

- copia della comunicazione con la quale il gestore della rete ha notificato al soggetto responsabile il codice identificativo del punto di connessione alla rete, il cosiddetto codice POD;

- copia dei verbali di attivazione dei contatori di misura dell'energia prodotta e di connessione alla rete elettrica;

-  per gli impianti superiori ai 20 kWp copia della Denuncia di Officina Elettrica presentata all’UTF; se l'impianto immette tutta l'energia in rete occorre una copia della comunicazione fatta all’UTF sulla caratteristiche dell’impianto ( circolare 17/D del 28 maggio 2007 dell’Agenzia delle Dogane: disposizioni applicative del Dlgs 2 febbraio 2007, n.26).

- per gli impianti di potenza compresi tra i 6 e i 20 kW:

• relazione generale che descrive i criteri progettuali e le caratteristiche dell'impianto;

• un disegno planimetrico che identifichi con chiarezza al disposizione dell'impianto, dei principali tracciati elettrici e delle principali apparecchiature.

La domanda e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà può essere inviata al GSE esclusivamente via fax o tramite posta elettronica certificata (PEC).

Invece, la scheda tecnica finale dell'impianto, le foto, lo schema elettrico, la comunicazione del codice POD, il verbale rilasciato dall'UTF, la relazione generale e il disegno planimetrico devono essere trasformati in formato digitale di carattere standard (pdf, jpg, ecc.) e inviati al GSE utilizzando esclusivamente il suo portale informatico.

Ora occorre solo attendere la pubblicazione delle Disposizione Tecniche di Funzionamento da parte del GSE.

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15/07/2010 16:08:17<![CDATA[Il Conto energia per il fotovoltaico dal 1 gennaio 2011]]>Il meccanismo del Conto energia consiste di due elementi fondamentali:

• l'attribuzione di una tariffa incentivante per tutta l'energia prodotta dall'impianto e
 
• la scelta tra due regimi di produzione/utilizzo dell'energia prodotta, a seconda della propria convenienza e della taglia dell'impianto: lo Scambio sul posto o la vendita alla rete, in particolare nella forma del Ritiro dedicato.
 
L’incentivo è attivo dal settembre 2005, è stato profondamente modificato nel 2007 ed è stato riformulato completamente per gli impianti che entrano in funzione dal 1° gennaio 2011.

Il Conto energia è stato introdotto dalla Direttiva 2001/77/CE, recepita in Italia dal Dlgs 387/2003. Il Decreto attuativo 28 luglio 2005 ne ha fissato i tempi e i termini di applicazione, mentre la delibera 188/05 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ha stabilito i modi di erogazione degli incentivi. Con il Dm 19 febbraio 2007 sono state introdotte importanti modifiche, rese a loro volta operative dalla delibera 90/07 dell’AEEG. Il Decreto Conto energia 2011, approvato in data 8 luglio 2010 dalla Conferenza unificata ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha riformulato il meccanismo e le tariffe a partire dal 1° gennaio 2011.
 
Beneficiari del Conto energia 2011

Possono beneficiare del Conto energia i seguenti “soggetti responsabili dell’impianto”:
• persone fisiche*
• persone giuridiche
• soggetti pubblici
• condomini di unità abitative ovvero di edifici* 
 
*Queste due categorie sono escluse dall'accesso alle tariffe per gli impianti fotovoltaici a concentrazione, riservate esclusivamente alle persone giuridiche e ai soggetti pubblici.
 
Tariffe e impianti
 
Il Conto energia individua quattro diverse tipologie impiantistiche, distinte in base al livello di integrazione architettonica e/o di tecnologia utilizzata:
 
• impianti su edifici
• altri impianti
• impianti integrati con caratteristiche innovative
• impianti a concentrazione
 
Ad ogni tipologia impiantistica corrispondono specifiche regole e tariffe di riferimento: si veda la voce "Tariffe e impianti 2011" nel menu di sinistra.
 
Limiti e soglie di potenza incentivabile

Non esistono limiti alla potenza incentivabile - con le tariffe - per singolo impianto, nel caso di:

impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici e
altri impianti fotovoltaici.
 
Dunque per queste due tipologie di impianti tutta l'energia prodotta ha diritto alle tariffe incentivanti, qualunque sia la taglia dell'impianto e la sua produzione.

Diverso invece il caso di:

• impianti integrati con caratteristiche innovative e
• impianti a concentrazione,

per i quali è prevista una potenza massima incentivabile per impianto pari a 5 MW.

Ricordiamo inoltre che esiste una soglia massima per accedere allo Scambio sul posto: la potenza di picco fino a 200 kW. Oltre questa taglia, è obbligatorio accedere al Ritiro dedicato (vedi menu di sinistra).
 
Tempi dell'agevolazione, costanza della tariffa
 
Le tariffe incentivanti (diverse per le diverse tipologie di impianti e per le diverse fasce di potenza) sono erogate per un periodo di 20 anni e rimangono costanti.

O per chiarire meglio: rimangono invariate rispetto al singolo beneficiario: questi avrà a disposizione sempre la stessa tariffa per tutto il periodo, senza ritocchi dovuti all'inflazione, ma anche senza diminuzioni se il sistema tariffario di base varia.
 
L'officina elettrica
 
Gli impianti di potenza superiore ai 20 kW, che scelgono la vendita parziale dell'elettricità alla rete (quindi con autoconsumo), devono qualificarsi come "officina elettrica", presentando apposito denuncia all'Ufficio Tecnico di Finanza (UTF) o Agenzia delle Dogane. La soglia dei 20 kW sale a 30 kW nel caso di impianti situati in zone montane.

Nel caso invece venga immessa in rete tutta l'elettricità prodotta (quindi senza autoconsumo), si possono semplicemente comunicare le caratteristiche dell'impianto all'Ufficio Tecnico di Finanza, in deroga all'obbligo di denuncia di apertura di officina elettrica.

Per tutte le informazioni sull'iter di apertura di officina elettrica e sul connesso regime delle accise, si veda la voce "Officina elettrica" nel menu di destra.

Cumulabilità e compatibilità con altri incentivi
 
Il decreto specifica le possibili forme di cumulabilità tra il Conto energia e altri incentivi pubblici:
 
• contributi in conto capitale fino al 30% del costo di investimento per impianti su edifici con potenza nominale non superiore a 3 kW;
• contributi in conto capitale fino al 100% del costo di investimento per impianti realizzati su scuole pubbliche o paritarie;
• contributi in conto capitale fino al 30% del costo di investimento per impianti su edifici pubblici -diversi da quelli indicati nei due punti precedenti- o su edifici di proprietà di onlus che provvedono alla prestazione di servizi sociali affidati da enti locali;
• contributi in conto capitale fino al 30% del costo di investimento per impianti su aree oggetto di interventi di bonifica, ubicate all'interno di siti contaminati, con la condizione che il responsabile dell'impianto si assuma la diretta responsabilità delle preventive operazioni di bonifica. Tali contributi non sono cumulabili con il premio del 5% della tariffa di riferimento previsto per gli "altri impianti fotovoltaici" localizzati in zone classificate industriali, commerciali, cave esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati (così come definiti dall'articolo 240 del dlgs 152/2006);
• contributi in conto capitale fino al 30% del costo di investimento per impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e per impianti fotovoltaici a concentrazione;
• finanziamenti a tasso agevolato previsti dal Fondo rotativo per Kyoto (non ancora attivato).
 
Premialità riservata agli enti locali

Una premialità speciale è riservata agli Enti locali e alla Regioni. Per loro vale infatti la regola del diritto alla tariffa massima (quella degli impianti realizzati sugli edifici), anche se i loro impianti non lo sono affatto. Tale disposizione si applica solo agli impianti operanti in regime di Scambio sul posto, nonchè agli impianti, i cui soggetti responsabili sono gli enti locali, che entrano in esercizio entro il 2011 e per i quali le procedure di gara si sono concluse con l'assegnazione prima dell'entrata in vigore del decreto Conto energia 2011.

Per Enti locali si intendono "i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni dei comuni". 

Obiettivi e limiti massimi della potenza cumulativa
 
Il Conto energia 2011 prevede un obiettivo nazionale di potenza nominale fotovoltaica cumulata da installare, pari a 8.000 MW entro il 2020. Si tratta di un dato complessivo, che tiene conto anche di quanto risulta fino ad oggi installato grazie ai precedenti meccanismi di incentivazione.
 
Invece, per quanto riguarda i limiti massimi di potenza elettrica cumulativa incentivabile, ai densi del decreto Conto energia 2011, le cifre sono le seguenti:
 
3.000 MW per impianti realizzati su edifici e altri impianti fotovoltaici;
300 MW per impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative;
200 MW per impianti fotovoltaici a concentrazione.
 
Una volta raggiunte tagli soglie, sono previsti comunque ulteriori 14 mesi di tempo (che diventano 24 per i soggetti pubblici) per poter accedere alle tariffe. 
 
Gestore del Conto energia

Il Conto energia è interamente gestito dal GSE (Gestore Servizi Energetici). A questo ente è affidato il compito di riconoscere gli incentivi, di controllare gli impianti e le quantità prodotte e di erogare le tariffe incentivanti.
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15/07/2010 16:00:29<![CDATA[Gli EnergyBoyz del Costa di Lecce di nuovo in prima linea al Festival dell’Energia ]]>

Come è già avvenuto nei due anni precedenti del Festival dell’Energia, Alessandro Beulcke, presidente di Aris - Agenzia di Ricerche, Informazione e Società, organizzatrice dell'importante evento, ha scelto i ragazzi di Repubblica Salentina, studenti del Costa, come partner per la delicata funzione di interazione con il pubblico. Mentre a curare i rapporti con i grandi ospiti invitati al Festival, i giornalisti, gli scienziati, gli imprenditori, etc., è lo staff dell'organizzazione, il lavoro a diretto contatto con il pubblico, con tutti i partecipanti ed i visitatori in città è un compito degli EnergyBoyz. I ragazzi sono una sorta di "ufficio informazioni mobile", nel senso che sono in continuo movimento tra le diverse postazioni e location del Festival: Piazza Sant'Oronzo, Piazza Duomo, Castello Carlo V, Rettorato, ex Convento dei Teatini, sono alcuni dei luoghi in cui sono programmati gli incontri, le mostre e gli esperimenti previsti nel ricco programma. Durante il loro muoversi tra una location e l'altra, i ragazzi del Costa, armati di cartine e programmi, forniscono ogni genere di informazione necessaria, fino ad accompagnare fisicamente gli ospiti ed i partecipanti presso le necessarie sedi.

Questa terza edizione del Festival si è appena conclusa con un successo di partecipazione e di pubblico oltre ogni aspettativa. E’ stata una maratona di quattro giorni, dal 20 al 23 maggio, che ha portato nel capoluogo salentino alcuni dei più autorevoli nomi nel campo energetico, ambientale, scientifico, culturale e politico nazionale e internazionale, dando spazio a tutte le opinioni, le tesi e le considerazioni. Solo per citare alcuni degli oltre 100 ospiti di questi giorni al Festival di Lecce Corrado Clini, Direttore Generale Ricerca Ambientale e Sviluppo del Ministero dell’Ambiente Richard Duke - Vice Ministro statunitense per l’ambiente e l’energia, Tom Van Ierland - Commissione europea Direzione Generale Climate Action; Agostino Ghiglia - deputato membro della Commissione Ambiente firmatario della mozione che di fatto dà il via all’infrastrutturazione della ricarica per l’auto elettrica, Francesco Rutelli - Presidente Fondazione Centro per un Futuro Sostenibile, Adolfo Spaziani – Direttore Generale Federutility, Roberto Malaman - Direttore Generale AEEG. Tanti i nomi più noti al grande pubblico: Patrizio Roversi (conduttore televisivo), Maurizio Mannoni di RAI3, Cristina Gabetti di Striscia la Notizia Canale 5, Mauro Tedeschini di Quattroruote.

Notevoli anche i numeri di questa terza edizione: la stima è di circa 20.000 persone che hanno seguito i dibatti e gli affollatissimi incontri, visitato le mostre, fruito delle rassegne cinematografiche e dei concerti. E sono più di 10.000 gli accessi quotidiani al sito del Festival (www.festivaldellenergia.it) e alla webTV (www.festivaldellenergia.tv). Numeri che testimoniano senza dubbio non solo il successo del Festival come manifestazione per l’alto profilo del programma e la capacità di coinvolgere ampie fette della popolazione, ma anche il significativo bisogno dei cittadini di essere informati e di partecipare.

Il dirigente dell'istituto, Nicola Greco, è oltremodo orgoglioso di questa partecipazione viva dei suoi studenti ai grandi eventi della città e del territorio: «Abbiamo anche quest’anno accolto con molto piacere la personale richiesta del presidente Beulcke di effettuare il servizio volontario degli EnergyBoyz, ci sentiamo onorati della sua attenzione e siamo oltremodo soddisfatti che anche questa terza edizione i ragazzi si sono dimostrati all'altezza del compito loro affidato. Da alcuni anni ormai la nostra scuola ha apertamente dichiarato la sua chiara intenzione di essere parte integrante del tessuto operativo di Lecce e del Salento. Da un lato promuoviamo noi stessi iniziative che interagiscono e arricchiscono il territorio, come ad esempio tutte le iniziative realizzate con i movimenti “Repubblica Salentina” e “GPace – Giovani per la Pace” e, dall'altro, cerchiamo di partecipare attivamente agli eventi che si svolgono intorno a noi. Oltre al Festival dell'Energia, infatti, i nostri ragazzi sono stati in prima linea durante le diverse edizioni della Notte Bianca, del Night Parade, dell'Assemblea di Confindustria e così via. Sarà perché siamo qui, posizionati nel cuore della città, da 125 anni o perché per noi rappresenta una vera e propria vocazione, il Costa è probabilmente la scuola salentina più fortemente radicata nel tessuto culturale, artistico ed economico del nostro territorio".]]>
25/05/2010 08:41:07<![CDATA[Gli italiani preferiscono l'energia solare]]>
La ricerca, commissionata a IPR Marketing, che ha interpellato attraverso interviste telefoniche un campione di 1000 italiani dai 18 anni in su, rappresentativi per area geografica, sesso e luogo di residenza, è la prima in assoluto che indaga quello che gli italiani pensano dell’energia da fonte solare, mettendo in luce le loro perplessità ma anche i punti di forza che riconoscono a questa forma di energia rinnovabile.

Incentivi, finanziamenti, impianti di piccole e grandi dimensioni, le centrali fotovoltaiche e l’agricoltura: questi i punti principali dell’indagine, di cui hanno discusso oggi Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde, Antonio Noto, Direttore Generale di IPR Marketing, Andrea Fontana, Amministratore Delegato di FRV Italia, Fabio Patti, Sales Manager di Yingli Green Energy e Giuseppe Velluto, Partner dello Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo & Partners.

I risultati più interessanti emersi dalla ricerca:

* la maggior parte degli intervistati ritiene l’energia solare meno costosa (54%), più sicura (91%) e più compatibile con l’ambiente (94%) rispetto alle altre fonti;
* molti hanno pensato di utilizzare il solare, ma la maggioranza (59%) non è informata sulle tematiche relative agli incentivi e al ”conto energia”;
* la maggioranza (74%) pensa che la produzione e l’utilizzo di energia fotovoltaica sia destinata a crescere in Italia, a patto che il Governo preveda maggiori incentivi e il sistema bancario aumenti il proprio sostegno;
* molti (23%) temono il furto dei pannelli solari già installati;
* la perplessità più grande (69% degli intervistati) che frena l’installazione di pannelli è risultata essere l’incertezza normativa in tema di incentivi e che si riduca, quindi, il beneficio economico nel tempo;
* la grande maggioranza degli intervistati (73%) è a favore dell’utilizzo di terreni agricoli per l’installazione dei pannelli.

fonte:www.pienosole.it]]>
07/05/2010 15:31:50<![CDATA[Olio di palma 100% sostenibile]]>olio di palma, con l’intento di utilizzare la materia prima per la produzione di biodiesel e di assicurasi per i prossimi anni lo scettro di più grande produttore di combustibile rinnovabile. Una misura che sarà però votata alla sostenibilità, come spiega lo stesso presidente Luiz Inácio Lula da Silva, avendo intenzione di concentrare le colture nelle vaste aree dell’Amazzonia che la deforestazione ha portato all’inaridimento.
Il programma per la produzione sostenibile dell’olio di palma è una novità all’interno del panorama politico del paese, ben visto anche dal ministro brasiliano dell’Ambiente Izabella Teixeira che ha voluto sottolinearne l’unicità rispetto agli altri programmi mondiali; l’utilizzo di zone degradate e disboscate come aree da impiegare per interessi economici ha il pregio di evitare la distruzione di boschi e foreste per la creazione di nuove piantagioni destinate alla produzione di biodiesel. “La crescita sostenibile e la protezione dell’ambiente è una priorità nazionale per il Brasile”, ha dichiarato il ministro.
Oltre a permettere ai contadini di sfruttare terreni disboscati a bassa produttività attraverso la modifica di leggi relative alla zonizzazione, il programma dà esplicito divieto agli agricoltori di danneggiare le foreste per coltivare palme. Attualmente i brasiliani producono olio di palma su 70.000 ettari di terra, coprendo meno della metà della domanda del paese, il che significa che la maggior parte di esso deve essere importato dall’estero, dove le pratiche di coltivazione a scopo non alimentare sono state ampiamente criticate. Secondo il piano proposto, 31,8 milioni di acri sarebbero disponibili a seguire tali linee guida conferendo alle foreste il vecchio aspetto rigoglioso.
La crescita delle piantagioni sostenibili in Brasile si spera risulti un incentivo per gli agricoltori affinché procedano al recupero delle zone degradate visto che attualmente la legge prevede che una percentuale che oscilla tra il 20 e l’80% dei terreni venga coltivato con piante autoctone e, grazie all’aumento della piantumazione di palme da olio, si seguiranno gli obblighi di legge dando all’economia un periodo di prosperità che si spera possa giovare al Brasile e ai suoi abitanti portando all’aumento di posti di lavoro e togliendo dal commercio illegale numerosi sudamericani costretti dalla povertà ad una dubbia condotta di vita.

fonte:rinnovabili.it]]>
07/05/2010 15:24:20<![CDATA[SunEdison realizza il più grande parco fotovoltaico]]>
L’impianto supererà di ben 12 MW l’impianto spagnolo di Olmedilla (60 MW) e e di 22 MW quello tedesco di Strasskirchen (50 MW).

I calcoli hanno dimostrato come l’energia prodotta in un anno sarà sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 17 mila famiglie. L’impianto fotovoltaico consentirà di risparmiare ogni anno 41 mila tonnellate di CO2, pari al consumo di circa 8 mila automobili.

Partner del progetto è il Banco Santander che seguirà tutta l’attività finanziaria, mentre la parte organizzativa sarà seguita da Isolux Corsàn, gruppo di grande esperienza nel settore fotovoltaico.

La Regione Veneto per bocca del suo assessore alle Politiche per il Territorio Renzo Marangon, assicura come il progetto assicuri la creazione di 350 posti di lavoro nonchè competenze specifriche in un settore ad alto sviluppo come quello delle enrgie rinnovabili.

fonte:www.pienosole.it]]>
15/03/2010 08:45:39<![CDATA[Processare la biomassa con l'aiuto del sole]]> Il processo messo a punto sarebbe addirittura in grado di produrre il doppio della quantità di carburante per tonnellata di biomassa rispetto ai convenzionali sistemi di gassificazione. Normalmente, la degradazione delle materie prime nei sottoprodotti (monossido di carbonio, idrogeno e altri composti gassosi) avviene a temperature superiori a 700-800 °C, raggiunte tramite una porzione di biomassa che è stata gassificata, finendo per perdere il 30-35% delle materie prime. Per ovviare al problema Alan Weimer, professore di ingegneria chimica presso l’Università del Colorado, insieme al suo team ha iniziato a ricercare il modo di utilizzare il calore solare concentrato per guidare il processo.
I risultati positivi hanno portato la sua tecnologia a costituire il cuore di un impianto dimostrativo della Sundrop Fuelsper, la gassificazione solare termica; in altre parole una centrale da 1,5 MW circondata da eliostati che riflettono la luce del sole al forno, con il vantaggio di aumentare ulteriormente la temperatura ed aumentare di conseguenza la qualità del syngas che raggiunge un rapporto di idrogeno–monossido di carbonio di due a uno.
“Posso dirvi – afferma Weimer – che l’aspetto economico è stato valutato ampiamente, e l’idea è in grado di produrre carburante a meno di 2 dollari al gallone, senza sovvenzioni”. La realizzazione del primo impianto commerciale è prevista a partire dall’anno in corso e la società ha intenzioni di accoppiarvi una bioraffineria su scala in grado di produrre fino a otto milioni di litri di carburante per autotrazione, ogni anno.

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11/03/2010 08:52:46<![CDATA[Fotovoltaico per le coltivazioni dei rifugiati sahariani]]>Orti Solari Familiari”, che ha preso vita nel campo rifugiati di Dajla (Sahara) e che si è concluso con la missione del febbraio 2010, nella quale sono stati realizzati 22 orti familiari alimentati da energia solare. Ciò ha permesso sia di rendere autonomi gli abitanti per una buona parte dei fabbisogni nutritivi e sia di risolvere diverse problematiche sanitarie. Attraverso i moduli fotovoltaici sarà possibile il funzionamento dei sistemi di irrigazione, per assicurare ai campi profughi prodotti ortofrutticoli freschi. Oltre alla creazione degli orti, si prevede di organizzare corsi di formazione sul campo, per rendere la popolazione indipendente, anche per quanto riguarda la realizzazione di altre coltivazioni grazie anche agli strumenti del microcredito. Questo senza trascurare la necessaria sensibilizzazione ai temi energetici e ambientali. Al progetto ha collaborato la RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica), con il patrocinio della Regione Lazio, Assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i Popoli, per migliorare le condizioni socio-sanitarie degli oltre 100.000 rifugiati sahariani che vivono da più di tre decenni nel deserto algerino a causa dell’occupazione marocchina.
Il numero uno della Reseda Onlus, Roberto Salustri, presiederà il convegno al quale interverranno anche l’Assessore all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio, Filiberto Zaratti, il rappresentante italiano della RASD, Omar Mih, e Andrea Micangeli del CIRPS.

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11/03/2010 08:48:22<![CDATA[Per raggiungere i target rinnovabili 2020 l'Italia ha bisogno di incentivi]]>obiettivo rinnovabili impostogli dalla Direttiva clima energia della UE, ossia un 17% di eco-energie nel consumo totale finale, ha bisogno del sostegno fornito da solidi regimi tariffari.
E’ il parere di Costantino Lato alla direzione dell’unità Studi, Statistiche e Servizi Specialistici del Gse ed espresso in un’intervista a Reuters. “E’ un obiettivo difficile da rispettare” ha dichiarato Lato, soprattutto se si pensa che ad oggi la quota in questione è fissa al 7%. Ad accorciare il gap esistente, conquistando terreno verso la meta del 2020, suggerisce, potrebbe essere l’introduzione di tariffe incentivanti per l’impiego di energia pulita nel riscaldamento industriale e residenziale, area in cui esiste un ampio margine di miglioramento.
Dal punto di vista burocratico, l’Italia ha semplificato le procedure di autorizzazione per lo sviluppo di progetti che utilizzano il calore geotermico interno della terra, in maniera tale da promuovere un maggior uso del calore del pianeta nel riscaldamento e che potrebbero pertanto facilitare in parte la questione.
Sulla delicata situazione del Conto Energia 2011 e delle continue proroghe nell’approvazione, “è probabile che si aspetti fino a dopo le elezioni regionali, in Italia in programma il 28-29 marzo”. Nulla di fatto, almeno per questa settimana secondo l’uomo Gse, anche per la “Conferenza unificata di Stato e Regioni”. Intanto i ritardi per il nuovo regime tariffario per il fotovoltaico hanno disorientato investitori e operatori dell’energia solare che già minacciano di deviare i flussi di investimento verso altri mercati. E il futuro del terzo comparto fotovoltaico in Europa si fa sempre più offuscato.

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09/03/2010 20:04:52<![CDATA[La Romania pronta a raggiungere 3,5 GW eolici]]>
L’Ewea, nel suo recente rapporto Pure Power, ha indicato la possibile strada affinché il Paese migliori la sua posizione rispetto a quella odierna, che lo vede come uno degli Stati europei con l’importo più basso di capacità di energia dal vento. Le aspettative parlano di 3.500 MW on shore raggiungibili nei prossimi anni, a partire dalla regione di Dobrogea, che confina con il Mar Nero. “Esiste un enorme potenziale di energia eolica in Romania, e se gli ostacoli infrastrutturali esistenti verranno rimossi, il mercato romeno dell’energia eolica crescerà, fornendo posti di lavoro e contribuendo a guidare l’economia soprattutto nelle aree rurali più povere”, ha affermato Cristian Tantareanu dal centro per la promozione dell’energia pulita ed efficiente nazionale (ENERO). Già nel corso di una conferenza sull’energia eolica organizzata dalla EWEA a Bucarest lo scorso anno, Arthouros Zervos, Presidente dell’Associazione, aveva esortato il governo rumeno ad “affrontare al più presto questioni quali le procedure amministrative e di accesso alla rete per progetti di energie rinnovabili”.

In tal senso, qualcosa inizia a smuoversi e fonti ufficiali fanno sapere che una legge nazionale contenente misure di sostegno all’eolico dovrebbe essere ultimata nel primo semestre del 2010.

Nonostante il basso livello di penetrazione di tale tecnologia, la Romania è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo di energie rinnovabili – una quota del 24% di energie rinnovabili nel mix energetico globale entro il 2020 – anche e soprattutto con i progetti di sfruttamento del vento, come confermano le parole del Ministero romeno dell’Economia, Alexandru Sandulescu: “L’energia eolica sarà la nostra chiave per raggiungere il target prefissatoci di energie rinnovabili 2020”.

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08/03/2010 08:57:10<![CDATA[Richiesto un segnale forte per l'industria fotovoltaica italiana da parte del Governo]]>
In un comunicato stampa diramato oggi il presidente di ANIE/GIFI, Gert Gremes, dichiara:
“È necessario in questo momento un messaggio forte da parte del Governo a sostegno di un comparto industriale, quello fotovoltaico, che, nonostante la crisi finanziaria del 2009, è stato capace di generare un mercato superiore del 60 % circa rispetto all’anno precedente: 580 MWp installati nel 2009 contro i 338 MWp del 2008”.

Il comunicato prosegue ricordando che solo per il 2010 l’industria fotovoltaica italiana ha pianificato investimenti per oltre 2,5 miliardi di Euro e la creazione di almeno 3,000 nuovi posti di lavoro diretti, senza considerare l’indotto generato. Dunque ulteriori ritardi nella pubblicazione del Nuovo Conto Energia metterebbero a serio rischio investimenti e posti di lavoro nel settore nonché mancate entrate nelle casse dello stato per IVA e tasse di oltre 300 milioni di Euro.

Vengono infine messe in chiaro le modifiche che l’Associazione ritiene necessario apportare alle ultime bozze di decreto circolate tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Conferenza Unificata. Le richieste riguardano:

■ la modifica del meccanismo e delle tariffe del Conto Energia 2011
■ il reinserimento della norma che incentiva la sostituzione delle coperture di amianto con tetti fotovoltaici
■ la cancellazione della proroga al 1° Gennaio 2011 ed immediata operatività dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di edifici di nuova costruzione.

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06/03/2010 00:29:58<![CDATA[Africa: il Mercato del Carbonio fa passi avanti]]> Nel frattempo, la crescita dei progetti del Clean Development Mechanism (CDM), nel quadro del protocollo di Kyoto, rimane irregolare. Le economie più sviluppate, come l’Egitto e Sud Africa, stanno ancora sostenendo la parte del leone, con, rispettivamente, 32 e 13 piani.
Fanno eccezione il Kenya e l’Uganda i cui progetti CDM sono aumentati dal 2007 ad oggi di circa 7 volte, mentre stati come Zambia, Madagascar, Mali, Camerun ne possono contare solo uno o due e la Guinea Equatoriale è tra i paesi che non ne hanno alcuno.
Per Achim Steiner, vice-segretario generale Onu e direttore esecutivo dell’Unep, la crescita dei mercati del carbonio nel continente si presta ad una doppia lettura: da un lato è segno evidente della buon riuscita delle iniziative messe in atto dall’Unep e da altre organizzazioni sulla creazione di capacità, sulla catalisi dei finanziamenti ed sul superamento di barriere importanti, dall’altro evidenzia le sfide che ancora devono essere affrontante, dal momento che finora solo una piccolissima percentuale della potenzialità verde dell’Africa è stata messa frutto.
Come prima mossa in questa direzione l’agenzia ambientale Onu ha reso noto la creazione, in collaborazione con la Standard Bank e l’Iniziativa Climatica del governo tedesco, dell’Africa Carbon Asset Development Facility, struttura che avrà lo scopo di sostenere i cosiddetti “carbon project” africani attraverso una combinazione di assistenza tecnica, borse di studio e un accesso preferenziale ai finanziamenti d’impresa. Contestualmente la Banca Mondiale ha annunciato il Humbo Assisted Natural Regeneration Project il primo progetto di silvicoltura su larga scala nel Continente registrato ai sensi del Clean Development Mechanism del Protocollo di Kyoto.
Destinato alle comunità povere in Etiopia prevede, attraverso la riforestazione, di tagliare circa 880.000 tonnellate di anidride carbonica dall’atmosfera nel corso dei prossimi 30 anni aumentando la resilienza delle comunità contro gli effetti del clima. Il progetto ha già restaurato oltre 2.700 ettari di terreni degradati.

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05/03/2010 09:03:02<![CDATA[L'ascensore funziona con il fotovoltaico]]>Schindler Energia, una soluzione offerta a condomini, alberghi ed aziende per il risparmio energetico basata sull’uso del fotovoltaico per il funzionamento degli ascensori.

Si potrà utilizzare l’ascensore senza sostenere nessuna spesa per l’energia elettrica necessaria al suo funzionamento. Adottando il progetto Schindler Energia si riceverà il servizio di manutenzione e si verrà dotati di pannelli fotovoltaici che provvederanno a generare elettricità dal sole e la riverseranno in rete.

Non sarà necessario anticipare somme di danaro in quanto l’investimento necessario per la fornitura e l’installazione dei pannelli fotovoltaici potrà essere rimborsato attraverso gli incentivi del Conto Energia e l’ascensore andrà su e giù per i piani grazie ad energia pulita ed a costo zero.

La soluzione appare interessante in quanto generalmente il costo della bolletta energetica per il funzionamento degli ascensori supera di gran lunga il canone annuo per la manutenzione.

Perciò il progetto Schindler Energia mette insieme in maniera virtuosa manutenzione, riduzione dei costi energetici e produzione di energia pulita. Anche per gli ascensori dunque arriva l’eco-sostenibilità.

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05/03/2010 08:55:48<![CDATA[Nasce ProSTO, il regolamento a favore del solare termico]]> Le OS hanno valenza nazionale o regionale ma spesso vengono supportate da regolamenti edilizi locali che ne estendono la validità e che hanno reso possibile, ad oggi, il coinvolgimento di 150 milioni di cittadini, come si legge nel rapporto “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali”, stilato da Legambiente e Cresme, che rivela che più di 250 Comuni italiani hanno introdotto l’obbligo del solare termico nei regolamenti edilizi. Le comunità locali partecipanti a ProSTO sono: la Regione Lazio, la Città di Lisbona, Murcia, Stuttgart e Giurgiu.

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04/03/2010 08:59:04<![CDATA[Termodinamico: specchi solari firmati Google]]> Google Inc. non soddisfatta dal prezzo a volte inaccessibile delle tecnologie, per così dire, verdi, aveva promesso che avrebbe provveduto in prima persona ad accelerare la ricerca e sviluppo nel campo delle rinnovabili. Già nel 2007 il progetto RE < C ossia “energia pulita più economica del carbone” aveva catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e fatto intendere grandi progressi senza ricorrere alle sovvenzioni del governo. E dopo una serie di investimenti spettacolari e strategie verdi il gigante di Montain View riferisce d’aver messo a punto addirittura degli specchi prototipali da impiegare negli impianti solari termodinamici per dimezzarne letteralmente i costi. A riferirlo alla stampa è stato Bill Weihl, responsabile del progetto Google per l’energia, secondo cui se la sperimentazione darà i risultati voluti il prodotto finito potrebbe essere pronto per il mercato già fra tre anni. Ingrediente segreto della ricetta, e pertanto sotto il massimo riservo da parte dell’azienda, sarebbero materiali innovativi impiegati nella superficie riflettente nel substrato su cui è montato l’eliostato. Google si è resa protagonista di una serie d’investimenti ad alto profilo nei sistemi solari a concentrazione attraverso società solare eSolar e BrightSource, che, fa sapere Weihl, si sono dimostrate interessate alla nuova tecnologia, nonostante debba ancora superare la fase di sperimentazione alle condizioni esterne.

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02/03/2010 08:47:30<![CDATA[Avveniristico studio della Caldera campana]]>Campi Flegrei Deep Drilling Project» (Cfddp). In pratica sarà studiata la caldera sia dal punto di vista geologico sia per un eventuale sfruttamento dal punto di vista energetico. La presentazione avverrà presso la sede Ingv, Osservatorio vesuviano, e vedrà la partecipazione, oltre che dei rappresentanti dell'istituto, anche del Presidente di Amra scarl e di Bagnolifutura spa, società direttamente coinvolte nel progetto.

Recentemente il Consorzio internazionale Icdp (International Continental Drilling Program) ha approvato in via definitiva il «Campi Flegrei Deep Drilling Project», concedendo l'utilizzo di una trivella tedesca di nuova costruzione «InnovaRIG» per la perforazione crostale profonda nella caldera flegrea, vasta area questa di origine vulcanica situata a nord-ovest della città di Napoli.

Il Progetto vede l'esecuzione di due pozzi a scopo esplorativo-vulcanologico, che saranno effettuati nell'area dell'ex acciaieria Ilva di Bagnoli (oggi proprietà di Bagnolifutura spa). Di questi due pozzi, il primo, raggiungerà una profondità di 500 metri e avrà lo scopo di verificare le condizioni di temperatura, pressione e litologia per ottimizzare la progettazione dell'esperimento madre che consisterà nell'esecuzione di una perforazione che vedrà il raggiungimento di una profondità di 4 km, in un tratto che partendo da Bagnolifutura spa divergerà verso il centro del Golfo di Pozzuoli (centro della caldera flegrea); questa operazione potrà essere compiuta considerando un angolo di immersione di 25°.

L'operazione consentirà, per la prima volta, di attraversare l'intero sistema acquifero flegreo e studiare la struttura profonda di un'area calderica caratterizzata da temperature di 500°C-600°C. I vari esperimenti in programma e gli studi pianificati sul pozzo e sui materiali da estrarre, permetteranno di comprendere il funzionamento delle caldere e dei vulcani in generale, con la conseguente possibilità di poter mitigare il rischio vulcanico, legato ad eventuali eruzioni nell'area. Oltre che dei riscontri puramente di ricerca, finalizzata al raggiungimento di una condizione di vita migliore per l'uomo, soggetto questo consapevole della impossibilità di poter controllare gli eventi naturali e cosciente pertanto dell'importanza nel mitigare questi fenomeni, il progetto avrà anche un grande impatto sull'analisi volta allo sfruttamento geotermico delle aree vulcaniche italiane.

Verrà infatti studiato nel dettaglio l'intero sistema geotermale fino alle profondità di reperimento dei fluidi cosiddetti «supercritici», ossia di quei fluidi che raggiungono una temperatura maggiore di 400°C. Questi fluidi permetterebbero, con l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia, rendimenti, nella produzione di energia elettrica, fino a dieci volte maggiore dei fluidi usualmente utilizzati. Attualmente solo l'Islanda ha in corso un progetto analogo per lo studio dei fluidi supercritici, ma nell'area dei Campi Flegrei si potrebbe sperimentare per la prima volta la geotermia del futuro.

Infatti già nel primo pozzo pilota, in programma tra poco più di un mese, verranno progettati importanti esperimenti, tra cui il montaggio di sensori innovativi in fibre ottiche per il controllo continuo delle deformazioni e dei cambiamenti di temperatura. Insomma, un gran salto in avanti nello studio delle caldere e dei vulcani in generali, che potrebbe portare giovamenti alla società da un punto di vista sia della salvaguardia dell'uomo sia di maggiori rendimenti nella produzione di energia elettrica.

fonte:www.vglobale.it]]>
01/03/2010 08:54:37<![CDATA[A Padova iniziati i lavori per il tetto solare più grande del mondo]]>più grande impianto fotovoltaico del mondo, che entrerà in funzione per la fine dell’anno.
I moduli, prodotti dalla SOLON s.p.a., andranno a rivestire i tetti dei fabbricati che, nell’Interporto di Padova, compongono il settore della logistica; una superficie di ben 250mila metri quadrati dove verranno istallati 67.500 moduli solari, disposti anche sulle pensiline dei parcheggi. Con una capacità complessiva stimata in 15 MWp l’impianto permetterà di generare 17 milioni di kWh all’anno grazie ad un investimento che è stato stimato nella somma di 50 milioni di euro. L’energia pulita prodotta riuscirà a coprire i bisogni di 5000 famiglie creando 450 posti di lavoro green che contribuiranno a portare a termine uno dei progetti più ambiziosi nel settore fotovoltaico, permettendo un risparmio di anidride carbonica stimato in 9mila tonnellate annue ed evitando il consumo di 3200 tonnellate di petrolio.
Ulteriore pregio per l’impianto da record è la ridottissima distanza che intercorre tra la sede della SOLON e gli stabilimenti che ospiteranno i moduli. Il tragitto minimo permetterà di ridurre drasticamente le emissioni normalmente generato dal trasporto del materiale necessario per la realizzazione del progetto dallo stabilimento all’Interporto.

fonte:rinnovabili.it]]>
27/02/2010 08:16:28<![CDATA[Fotovoltaico: opportunità per i capannoni commerciali e industriali]]>
E così, in occasione del salone specializzato dedicato all’industria manifatturiera, i visitatori, previo ingresso alla Fiera di Parma nei giorni 25-26 marzo 2010, potranno partecipare al ciclo di workshops gratuiti che Anie/Gifi ha organizzato per gli imprenditori presenti all’evento. I workshop sono in tutto quattro: due si terranno il 25 marzo, e gli altri 2 il giorno dopo rispettivamente di mattina e nel pomeriggio.

Nel primo workshop, con i relatori che sono tutti membri associati ad Anie/Gifi, ed aventi un’esperienza pluriennale nel fotovoltaico per quel che riguarda tutti gli step della filiera, si parlerà di mercato e di legislazione, mentre nel secondo sarà trattato l’argomento relativo alla normativa ed alla fiscalità. Nel terzo workshop si parlerà di componenti e sistemi fotovotaici: dalla scelta dei tipi di pannelli agli inverter fino ad arrivare all’integrazione architettonica ed alla rimozione dell’eternit. Nel quarto ed ultimo workshop saranno invece trattati gli aspetti relativi alla gestione finanziaria di un impianto fotovoltaico: dalla scelta del tipo di finanziamento per la realizzazione al business plan e passando per la pianificazione del “rientro” dall’investimento.

fonte:www.ecologiae.com]]>
26/02/2010 22:40:53<![CDATA[La centrale elettrica del futuro va a vodka e si istalla nel cortile di casa]]>Ci sono usi migliori per la vodka, sostiene il vice presidente della sezione marketing di Bloom Energy, ma la tecnologia messa a punto dalla società e svelata in questi giorni potrebbe funzionare anche con la bevanda numero uno della Russia. La compagnia, fondata da un ex scienziato della NASA, ha realizzato quella che si potrebbe definire una mini-centrale elettrica in miniatura o, come viene appellata, “in scatola” per via delle ridotte dimensioni e della elevata potenza. Battezzato con il nome di Bloom Energy Server, il sistema impiega fuel cell ad ossidi solidi che impiegano semplice biossido di silicio, o in altre parole sabbia al posto dei metalli preziosi solitamente richiesti dalle pile a combustibile, e piastre in ceramica rivestite da particolari inchiostri su cui vige però il totale riservo. Caratteristica ancor più interessante il dispositivo è in grado di funzionare con “qualsiasi” combustibile, dall’idrogeno al biogas fino all’etanolo prodotto a partire dall’erba o dal letame. E anche alimentato con un combustibile fossile, sostiene la società, il sistema risulta circa il 67% più pulito di una tipica centrale elettrica a carbone. Dalle dimensioni approssimative di un pick up e la potenza di circa 100 kW è in grado di produrre energia sufficiente a soddisfare le esigenze di circa 100 abitazioni medie negli Stati Uniti. Per ottenere tutto ciò KR Sridhar, co-fondatore della società e ora anche amministratore delegato, ha impiegato circa dieci anni; i primi test sono stati svolti in gran segreto da grosse compagnie quali Google, Coca-Cola, eBay, Bank of America. Il progetto ha già guadagnato sponsor prestigiosi come il governatore della California Arnold Schwarzenegger ed un investimento totale di 400 milioni di dollari. Ogni ‘centrale in scatola’ ha, per ora, un costo di produzione dell’energia di circa 8 centesimi di dollaro per KW/h e un prezzo tra i 700.000 e gli 800.000 dollari nonostante l’intento della società sia quello di riuscire a realizzare nei prossimi anni unità “consumer” per le abitazioni residenziali del costo di circa 3000 dollari.

fonte:rinnovabili.it]]>
26/02/2010 08:57:15<![CDATA[Conto alla rovescia per il primo Gigawatt fotovoltaico italiano]]>Conto Energia sta per tagliare il traguardo dei 1.000 MWp.

Lo dice il contatore del Gestore dei Servizi Energetici che, mentre scriviamo, segna una potenza cumulata di 993,037 MWp e 69.247 impianti in esercizio (63.515 impianti e 827,809 MWp di potenza relativi al Nuovo Conto Energia e 5.732 impianti e 165,228 MWp relativi al Primo Conto Energia).

Anche se l’Italia arriva a questo risultato solo quarta dopo Germania, Giappone e Spagna, si tratta di un traguardo di tutto rilievo che dimostra il grande potenziale di sviluppo del fotovoltaico nel nostro Paese che è ormai uno dei mercati più importanti nel settore.

Basti pensare che nel 2008 risultavano istallati 338 MWp a cui nel solo 2009 si sono aggiunti più di 600 MWp. Il Nuovo Conto Energia è stato il vero motore di questo successo che , non dobbiamo ignorare, ha prodotto parallelamente investimenti nel nuovo settore e creato oltre 20.000 nuovi posti di lavoro.

Il proseguimento di questo trend positivo è fortemente legato alla politica di incentivazione che proprio in questi giorni vedrà varare nuove regole con nuove tariffe incentivanti. E’ una partita delicata poiché, pur essendo necessario ridurre gradualmente gli incentivi per accompagnare il settore verso l’autosufficienza, forti cambiamenti di rotta possono “gelare” la crescita e portare a rivedere progetti di investimento in un comparto industriale con grandi potenzialità ma non ancora pienamente sviluppato.

Ma di questo parleremo a tempo debito, per il momento godiamoci la soddisfazione per questo bellissimo traguardo!

fonte:www.pienosole.it]]>
26/02/2010 08:49:00<![CDATA[DuPont contribuisce a migliorare il fotovoltaico]]>
DuPont è già leader nella produzione di materiali per l’industria fotovoltaica tra i quali il Tedlar, una lastra polimerica ormai divenuta uno standard universale come supporto nelle celle di silicio cristallino, ed una linea di prodotti che si utilizzano sui rivestimenti protettivi dei pannelli, essenziali per l’efficienza, la durata e il funzionamento degli stessi.

Il nuovo materiale promesso sarà costituito da sottili strati di ceramica e polimeri e consentirà ai produttori di pannelli fotovoltaici e schermi a OLED (Organic Light Emitting Diodes, i LED di nuova generazione utilizzati per i nuovi televisori ultrapiatti e gli schermi dei computer) di sostituire il vetro come materiale di protezione e copertura.

Nell’ambito del fotovoltaico il vantaggio più grande è atteso per i produttori di pannelli a base di CIGS ( Seleniuro di Rame, Indio e Gallio), elementi semi-conduttori tra i più promettenti per il futuro del settore ma con una grande sensibilità alla umidità. Il vetro costituisce sicuramente una buona barriera all’umidità ma i produttori di pannelli hanno bisogno di un materiale che oltre ad essere trasparente e barrierante sia anche flessibile e con proprietà elettriche.La flessibilità sarebbe un’altra interessantissima caratteristica del nuovo materiale in quanto potrebbe aprire nuovi scenari anche nello sviluppo più generale e nelle applicazioni del fotovoltaico.

In DuPont ipotizzano per esempio la possibilità di realizzare guaine di copertura dei tetti con incorporate celle flessibili di questo tipo o sviluppare pannelli flessibili non rinunciando al silicio cristallino utilizzato in wafer sottilissimi fino a 160 micron ( più sottile è il wafer più flessibile diventa il cristallo). A frenare i facili entusiasmi va però ricordato che attualmente si è ancora allo stato di prototipo e secondo gli addetti ai lavori sarà necessario ancora qualche anno per apprezzarne i risultati sul mecato.

fonte:www.pienosole.it]]>
25/02/2010 08:49:13<![CDATA[Energethica punta alla città sostenibile]]>
Il 5° Energethica, Salone dell'Energia Rinnovabile e Sostenibile, si svolgerà alla Fiera di Genova dal 4 al 6 marzo e rappresenta l'evento più importante del Circuito, affiancando all'esposizione un'autorevole sessione convegnistica per fornire un'adeguata diffusione culturale, oltre che commerciale. Energethica intende quindi rinnovare il proprio ruolo pionieristico radunando, oltre alle soluzioni «energethiche» più avanzate, anche realtà tecnologiche focalizzate sulla sostenibilità nel suo complesso, dando stimoli concreti per un consumo ed una produzione responsabili.

Anche nell'edizione del 2010 si troveranno in Energethica Genova aree specifiche dedicate alla produzione di energia da fonti rinnovabili e aree che evidenziano soluzioni per il contenimento dei consumi energetici e idrici, focalizzando l'attenzione sul risparmio economico e sulla sostenibilità ambientale.

Focus del 2010 è la «Città Sostenibile», con convegni e aree dimostrative dedicate. L'esposizione sarà affiancata da quattro Energethica Congress in cui si confronteranno relatori autorevoli provenienti da diverse realtà e settori.

Al convegno inaugurale di giovedì 4 marzo con ospiti internazionali, provenienti da Malesia, Usa, Germania e Svizzera, seguirà nel pomeriggio un convegno internazionale sulla mobilità e il trasporto sostenibile di merci e di persone, in cui verrà evidenziata l'importanza dell'intermodalità, e quindi la combinazione, di mezzi diversi.


Il focus del venerdì e del sabato sarà invece la città sostenibile e in due convegni consecutivi si parlerà dei progetti che alcune Amministrazioni particolarmente virtuose (tra cui in particolare Venaria Reale a Torino, Rosignano Marittimo a Livorno e Varese Ligure a Savona) stanno sviluppando con l'ausilio del cittadino per un'evoluzione sostenibile del loro territorio: il venerdì ci si rivolgerà proprio alle Amministrazioni, grandi industrie e progettisti che potranno ispirarsi a progetti reali riproducibili in altre località, mentre il sabato sarà dedicato al Privato (cittadini e piccole-medie imprese) per fornire esempi e strategie utili a contribuire ad uno sviluppo eco-sostenibile ed una limitazione dello spreco, dei consumi e delle spese.

Durante questi appuntamenti saranno consegnati i 2 Premi Energethica 2010 che ammontano quest'anno complessivamente a 7.000 Euro. Verranno premiati i progetti di giovani talenti nelle aree tematiche «Energia e trasporto merci: risparmio energetico e fonti rinnovabili per una catena logistica sostenibile» (con il sostegno di SBB Cargo) e «Progetti che integrano la produzione di energia da impianti solari fotovoltaici» (con il sostegno di Leasint).

In collaborazione con Legambiente Liguria, Energethica diventa una scuola all'aperto per oltre 50 istituti scolastici, medie inferiori e superiori, offrendo laboratori specifici sull'energia rinnovabile e il risparmio energetico abbinati ad esperienze concrete presso le aziende.

Quest'anno la consueta area dimostrativa dedicata all'edilizia ecocompatibile si concentra sul progetto «La Casa italiana», ideato dalla Società Cooperativa Culturale Areté. Il progetto vuole proporre la realizzazione di un'abitazione con l'utilizzo di prodotti per l'edilizia attiva (ad alta performance ambientale) che abbiano ottenuto il Marchio Qualità Italia, rilasciato da Areté ad aziende che producano interamente «made in Italy». L'abitare ecosostenibile si coniuga dunque con la produzione sul territorio nazionale, favorendo l'economia locale in un beneficio distribuito.


Per ragazzi, genitori, insegnanti ed educatori, è stata predisposta la mostra «Spegni lo spreco», che offre attività dinamiche, informazioni e buone pratiche per attuare oggi un cambiamento necessario: contrarre i consumi del ricco Nord del mondo e soddisfare i bisogni di tutti, avendo cura del pianeta.

Ecco alcuni esempi dell'approccio innovativo di Energethica verso la sostenibilità concreta, non di un futuro lontano, ma di un presente alle porte: un cammino nel quale noi tutti siamo coinvolti e la Fiera-Congresso Energethica Genova mostra cosa si può fare per mettere in atto le proprie buone intenzioni.


Svolgimento della manifestazione: dal 4 al 6 marzo 2010, dalle ore 9 alle ore 18, Fiera di Genova, padiglione C e Fiera Congressi. Per informazioni e preregistrazione: www.energethica.it.]]>
24/02/2010 10:37:35<![CDATA[La ricerca e l’innovazione necessaria per il fotovoltaico]]>
Il fotovoltaico non è solo il modulo in silicio cristallino: esistono altri materiali che possono riprodurre l’effetto fotovoltaico. L’intervento del rappresentante istituzionale, Ing Domenico Sartore, prevede una attenta analisi della situazione in materia di ricerca e sviluppo del fotovoltaico in Italia con particolare riferimento alle tecnologie con il più alto potenziale (tra le quali il fotovoltaico a concentrazione).

I sistemi fotovoltaici collegati alle reti nazionali di distribuzione dell’energia elettrica sono le applicazioni più diffuse della tecnologia grazie soprattutto al Conto Energia. In un ottica di riduzione delle perdite di trasmissione in rete e di accumulo di elettricità, l’Ing Sartore illustrerà una nuova visione di sistemi fotovoltaici residenziali.

Il fotovoltaico a concentrazione e l’immagazzinamento dell’energia sono due elementi che ANIE/GIFI ha proposto di inserire nel Conto Energia valido dal 2011. Proposte che sono state recepite dal Ministero dello Sviluppo Economico. Infatti, nell’ultima bozza di decreto resa pubblica dal dicastero, sono previsti incentivi per i sistemi fotovoltaici a concentrazione e premi per quegli impianti che, attraverso l’utilizzo di batterie, potranno programmare la produzione di energia elettrica.

fonte:www.pienosole.it]]>
23/02/2010 08:46:20<![CDATA[Il girasole: dal campo al motore]]> Tra le colture il che hanno per così dire riscosso maggior successo e la cui coltivazione può essere “allargata” all’ interno di filiere verdi per l’ottenimento di biocarburanti (e non solo) possiamo citare il girasole (Heliantus annuus L.), coltura annuale, che ben si adatta ai terreni dell’Italia centro Settentrionale (Umbria, Toscana e Marche in particolare).
A questo riguardo va sottolineare con estremo piacere soprattutto per il coraggio che si è inteso mettere in campo alla sua realizzazione non tanto per i risultati finali, un progetto (portato avanti nell’anno 2007-2208) che lega l’intera filiera del girasole (con un eufemismo ma che può rendere bene l’idea, potremmo usare uno slogan “energia verde dal campo al motore”) al fine di ottenere biodiesel, che prende il nome di S.I.En.A. (città e provincia dove il progetto è stato sviluppato).
Il progetto è stato messo in piedi in primis grazie al coinvolgimento di organizzazioni professionali del settore agricolo toscano, Toscana cereali, università di Pisa (a cui è stato demandato il controllo della fase agricola), con l’intervento del consorzio agrario di Siena (fondamentale nello stoccaggio dei semi di girasole), l’università di Firenze che ha monitorato l’utilizzo del biodiesel (valutazione di consumi ed emissioni, non che usura dei mezzi), Lega Ambiente la quale in collaborazione con la Provincia di Siena ha curato la diffusione dei risultati, mentre il coordinamento delle attività progettuali è spettato ad ARSIA (Agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura), Cispel Confservizi Toscana, senza dimenticare i finanziatori che di fatto ne hanno reso possibile la partenza, Monte dei Paschi di Siena e Regione Toscana.
L’intento che è stato perseguito è quello di alimentare con biodiesel (75% gasolio – 25% olio di girasole) alcuni tra mezzi pubblici e mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti della città del palio e della provincia senese.
Le varie fasi della filiera hanno visto: raccolta dei semi (acheni) e loro stoccaggio presso il consorzio agrario di Siena, passaggio all’Italcol di Firenze dove sono stati sottoposti a spremitura, ottenendo olio grezzo che è stato avviato alla trasformazione finale (in biodiesel appunto) presso la Fox Petroli di Chieti.
Il biodiesel ottenuto seguendo le fasi sopra descritte ha trovato utilizzo come carburante per cinque autobus della città toscana e per quattro mezzi per la raccolta dei rifiuti a Siena e in parte della provincia, nel periodo Giugno 2008-Aprile 2009.
Dopo aver in maniera molto stringata enunciato i punti chiave del progetto svisceriamone le singole fasi entrando più nel dettaglio di ogni una di esse.
Il progetto nella prima fase ha interessato cinque aziende agricole della provincia di Siena per un totale di 150 ha coltivati a girasole, con un ricavo di 300 €/tonnellata, e di 45 € ad ettaro quale contributo comunitario per le colture energetiche, e alla luce di ciò solo per due aziende la coltivazione del girasole è stata remunerativa.
Problema della scarsa redditività è da imputare allo sfavorevole andamento climatico che ha provocato una diminuzione della resa in granella.
La seconda fase ha previsto il ritiro dei semi e lo stoccaggio da quattro aziende su cinque, da parte del consorzio agrario di Siena, cedendone il prodotto alla Italcol di Castel Fiorentino (provincia di Firenze) che ha eseguito la prima trasformazione, quella cioè dell’olio grezzo dai semi.
L’azienda fiorentina ha remunerato il consorzio agrario di Siena con 20 €/ton (servizi di stoccaggio e trasporto) e le aziende con 220 €/ton (fornitura dei semi), non che sempre a quest’ultime sono state indennizzate con 80€/ton per l’oscillazione dei prezzi.
Il quantitativo in olio estratto dalle 212 tonnellate di semi è ammontato a 82,8 tonnellate, con una resa del 39%. I costi totali per acquisto, stoccaggio, ed estrazione sono stati di 296,28 €/ton di semi.
La terza fase (quella finale) ha riguardato la seconda trasformazione, consistente nella raffinazione dell’olio, eseguita presso la stazione della Fox Petroli a Vasto (Provincia di Chieti).
In tale fase è stato eseguita l’esterificazione, che prevede la reazione olio – metanolo, in presenza di idonei catalizzatori, con formazione estere metilico (il biodiesel) e glicerina grezza.
Sempre presso la medesima raffineria abruzzese è stato stoccato il biodiesel ottenuto, miscelato al gasolio.
Da tenere in considerazione quando si parla di progetti che cercano di incrementare il ricorso a fonti di energia rinnovabili, l’impatto ambientale ed in questo caso trattandosi di matrice vegetale, il costo energetico dei coprodotti (panello di girasole utilizzato nell’alimentazione zootecnica, e glicerina ottenuta nella fase di esterificazione).
Il consumo di energia per Kg di biodiesel è risultato pari a 372 g/kg, che fa del biodiesel un combustibile rinnovabile al 59%.
La sostituzione di 1 Kg di gasolio con un equivalente di biodiesel prodotto nella provincia di Siena permette la riduzione del 50% delle risorse fossili abbattendo anche le emissioni di CO2 nella singole fasi della filiera.
Inoltre è stato dimostrato che i maggiori consumi energetici si sono avuti nella fase agricola (in particolare concimazione azotata, e consumo di gasolio nelle operazioni colturali).
I mezzi di trasporto urbano senese coinvolti (cinque in tutto, di cui quattro urbani ed uno extraurbano )hanno richiesto ventidue forniture di miscela mentre per quel che riguarda i mezzi per la raccolta dei rifiuti la sperimentazione ha riguardato due auto compattatori da ventisei tonnellate e due minicompattatori.
La sperimentazione ha dato anche la possibilità di controllare l’andamento dei prezzi della miscela e del gasolio utilizzato sia per gli autobus che per i mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti.
E’emerso un divario minimo tra i due carburanti, e comunque il prezzo del gasolio è risultato inferiore rispetto a quello del biodiesel.
Tirando le fila del discorso possiamo dire che l’utilizzo del biodiesel non ha dato gli effetti sperati, neanche dal punto di vista delle diminuzioni di numerose emissioni (se si eccettua l’ossido di carbonio, per un totale di appena il 10-15% rispetto al gasolio).
Il progetto Siena ha avuto solamente carattere sperimentale, e pur nella sua complessità (dovuta ad una serie di fattori, primo tra questi quello economico e impatto ambientale) è riproposto in maniera differente (sostanzialmente per altri progetti) ma con gli stessi intenti in altre zone d’Italia ricorrendo anche ad altre colture agro energetiche e da biomassa.
Naturalmente i vari fattori che per così dire ostacolano il ricorso alle agro energie, soprattutto l’impatto ambientale e le emissioni di sostanze nocive non hanno giocato favorevolmente al suo apprezzamento che potrà, se meglio raccordato con i vari componenti della filiera (agricoltori, stoccatori, produttori della materia prima), portare dei vantaggi non indifferenti ad una economia che intende basarsi sul concetto di filiera corta (requisito essenziale per lo sviluppo e per la fattibilità economica di progetti di questo genere).
La filiera corta che come nel caso del progetto in questione, gioverà sicuramente allo sviluppo di economie agricole legate al territorio, senza snaturarne la vocazione principale, ovvero quella di legare ambiente-cibo e produzioni tipiche.
Le energie rinnovabili (agro energie in questo caso) come detto possono fungere da “volano” di sviluppo, integrando quella che è il compito primario dell’agricoltura, produrre cibo, e non essere relegate al ruolo di comprimarie ma permettendo grazie ad esse una integrazione al reddito agricolo.
Per lo sviluppo delle agro energie è necessario però che da parte della gente e degli agricoltori (soprattutto) si attui un cambio di mentalità, che esse non vengano considerate come coltivazioni le quali porteranno a morte l’agricoltura, provocando enormi riduzioni di superfici coltivabili per le colture alimentari causando di conseguenza un aggravio ancora maggiore all’incremento della fame nel mondo, ma come una opportunità se ben gestita, senza fare troppi “voli pindarici”( ma restando von i piedi ben saldi per terra) di sviluppo “locale”.

fonte:rinnovabili.it]]>
22/02/2010 08:55:36<![CDATA[I benefici del biogas? Maggiori del previsto]]> A questi risultati il gruppo di ricerca è arrivato dopo aver analizzato un impianto di biogas nella contea di Scania (sempre Svezia) in un’indagine commissionata dalla Swedish Energy Agency finalizzata alla realizzazione di un caso studio che rendesse più facile ottimizzare le altre strutture produttive. Il paese può già contare su una ventina di centrali che trattano le acque reflue per la produzione, a partire fanghi di depurazione, di biogas successivamente destinato al rifornimento di auto ed altri veicoli.
“L’impianto che abbiamo studiato è abbastanza rappresentativo di una centrale media che processi rifiuti e letame. Nel nostro studio abbiamo calcolato le emissioni per l’intera catena di produzione, rendendo conto sia di quelle dirette che quelle indirette, compresi i fattori finora esclusi da qualsiasi indagine, ad esempio, in che modo il suolo è influenzato quando il concime minerale viene sostituita con bio-fertilizzanti”, spiega uno dei ricercatori.
“Inoltre, la lisciviazione del metano è misurata e non semplicemente basata su dati standard altrimenti utilizzati in questo tipo di analisi”. Al fine di rendere tale prodotto ancora più ecologico, gli scienziati propongono che gli impianti vengano riscaldati utilizzando il cippato, e che i magazzini di bio-fertilizzante vengano coperti per ridurre le perdite di azoto e ridurre la diluizione con acqua piovana.

fonte:rinnovabili.it]]>
20/02/2010 10:05:38<![CDATA[L'energia che viene dalla natura]]>
Attualmente si procede allo sfruttamento delle risorse che nel corso di secoli si sono accumulate nelle viscere del pianeta, ma per gli anni a venire si rende necessaria l'individuazione di nuove fonti e si procede testando processi innovativi.

Poco si sente parlare della free-energy che proviene dal mare e che permette di convertire l'energia cinetica prodotta dalle correnti marine in energia meccanica rotativa, con un alto rendimento.

Questa energia estraibile dalle correnti marine rappresenta una risorsa rinnovabile, pulita e di conseguenza inesauribile ed apre possibilità economiche nuove per il mercato dell'energia.

Ecco dunque che la società canadese Nova Scotia Power (Nsp)insieme alla partner irlandese OpenHydro, ha inaugurato la turbina di potenza commerciale attivata direttamente dalle correnti marine o di marea. L'impianto (della potenza di 1 MW, ma modulabile fino a realizzare centrali di notevole capacità) è stato posizionato nella Baia di Fundy (Nova Scozia), in un'area dove l'escursione di marea è ai massimi livelli mondiali. Dal punto di vista ambientale, la turbina è autolubrificante e opera senza la necessità di utilizzare grassi e altri fluidi che potrebbero avere conseguenze negative per l'ambiente marino. Inoltre, il dispositivo ha un impatto visivo nullo, anche in fase di bassa marea, e un ridotto impatto sulle specie marine, in quanto il suo design non disturba il passaggio della fauna marina.

Una particolare turbina per lo sfruttamento delle correnti di marea può intuitivamente essere paragonata ad una turbina eolica. Ma i parametri di rendimento risultano notevolmente vantaggiosi nel caso delle centrali sommerse.

Nell'aprile 2006 in Italia è stato allacciato alla rete elettrica nazionale dell'Enel il primo generatore di elettricità che sfrutta le correnti marine.

Allo stato attuale il sistema risulta già efficiente ma sono in corso test migliorativi riguardanti sia l'aspetto meccanico sia i sistemi per la connessione alla rete elettrica.

È stato infine condotto uno studio connesso alla quantità di energia che è possibile ottenere in un anno dal sito dove attualmente è installata la turbina, ossia nello Stretto di Messina, al largo di Ganzirri. Il risultato è incoraggiante per la presenza di forti correnti marine che attraversano lo Stretto di Messina. Esse hanno una potenzialità energetica notevole e rappresentano una vera risorsa in termini di produzione di energia.

La Ponte di Archimede Spa è l'azienda che ha sviluppato e realizzato questa turbina chiamata Kobold che ha l'aspetto di una piattaforma galleggiante di circa 10 metri di diametro, ed è dotata di tre grandi pale immerse in acqua. Essa è nata dall'idea di Elio Matacena di sfruttare al contrario un moderno propulsore navale montato sui traghetti Caronte.

Altri sistemi free-energy sono i generatori ad effetto camino. Sono delle altissime costruzioni di cemento armato che sfruttando appunto l'effetto camino, ovverosia l'aria calda che dal basso sale in alto perché più leggera, attiva generatori a turbina eolica. Ma diversamente dai generatori eolici funziona sempre perché il delta della temperatura alla base della torre è sempre diverso dalla cima.

Il 24 settembre 2009 Abengoa Solar segna l'inaugurazione della Torre solare presso la piattaforma di Solucar nei pressi di Siviglia, la cui produzione era partita già ad aprile.

Grazie all'evoluzione di una precedente Torre solare, realizzata sullo stesso sito, la società spagnola segna anche il record di potenza per una centrale a concentrazione solare basata su questa tecnologia.

PS20, così si chiama la nuova centrale inaugurata alla presenza del re Juan Carlos I, la regina Sofia e il Commissario europeo per l'energia, Andris Piebalgs, è costituita da 1.255 eliostati, specchi che inseguono la luce solare concentrandola su un ricevitore collocato in cima a una torre. Il vapore prodotto dal calore accumulato viene utilizzato per azionare una turbina che produce energia elettrica.

Secondo le stime, sarà in grado di sviluppare energia per circa 20 MW garantendo la fornitura elettrica necessaria ad alimentare 10mila appartamenti evitando le emissioni di circa 12mila tonnellate di CO2 l'anno.

La caratteristica principale di questo particolare impianto, che la distingue da tutte le altre tecniche che si avvalgono dell'energia solare, è che produrrà elettricità giorno e notte. La centrale sarà più efficiente durante i giorni molto caldi, in cui di solito si consuma più energia (a causa del maggior l'utilizzo di condizionatori), perché la temperatura esterna aumenta la velocità dell'aria riscaldata dai pannelli solari. Di notte poi i bacini d'acqua sotterranei conserveranno il calore senza far interrompere il movimento ascensionale della corrente.

Micaela Scotto - Legambiente Parco del Vesuvio
fonte:www.vglobale.it]]>
19/02/2010 08:45:27<![CDATA[E il fotovoltaico raddoppia]]>
Complessivamente nel nostro paese la potenza degli impianti fotovoltaici installati è pari a 668,6 megawatt.

Secondo lo studio del settore, entro il 2020 con questa fonte energetica si potrebbe soddisfare addirittura il 12% della domanda di elettricità dell'Unione europea, a confronto con la situazione attuale di poco inferiore all'1%.

L'Italia, se confermata questa tendenza, sarebbe uno di quei paesi che potrebbe contribuire in misura maggiore al conseguimento degli obiettivi europei di lotta al cambiamento climatico.

Per non parlare poi della Puglia: otto nuovi impianti da un megawatt nel territorio foggiano per un valore complessivo di 36 milioni di euro. Progetto che verrà finanziato da diversi grandi investitori tedeschi.

Molti degli impianti saranno già pronti entro quest'anno e si estenderanno su una superficie di 33 ettari di terreno ad uso precedentemente agricolo e forniranno elettricità per 3.800 famiglie.

Altrettanto positive sono le prospettive di crescita dell'energia eolica: 565 milioni di fondi del programma Energetico europeo per il rilancio dell'economia Ue sono stati destinati a finanziare nove progetti eolici offshore.

La scelta è stata fatta sulla base della maturità delle realizzazioni, ma anche considerando l'impatto positivo sulla crisi economica che grava sull'Europa.

I Progetti si sviluppano tutti nel mare del Nord e nel mar Baltico.

L'aiuto in tal senso più consistente va al Baltic-Kriegers Flan, che prevede una interconnessione dei parchi eolici tedeschi, svedesi e danesi nell'area Kriegers Flan, attraverso una soluzione modulare combinata.

fonte:www.vglobale.it]]>
19/02/2010 08:34:27<![CDATA[Eolico e fotovoltaico: progetto imponente in India]]>
Le aree in cui si realizzeranno gli impianti, in accordo con quanto riporta la controllata di Enel Enel Green Power, sono dei terreni marginali o incolti situati nel Sud-ovest del continente indiano. La realizzazione dei 13.000 MW avverrà chiaramente per gradi e porterà immancabilmente la Airvoice Group a stipulare delle partnership strategiche; il piano di realizzazione del progetto prevede che si possa partire nell’anno 2013 con la realizzazione di 300 MW di potenza da impianti eolici e fotovoltaici attraverso la creazione di una joint venture della quale Airvoice Group avrà poco più della maggioranza del capitale, mentre la restante quota sarà posseduta da un gruppo a controllo statale.

fonte:www.ecologiae.com]]>
19/02/2010 08:30:25<![CDATA[Un progetto per realizzare la filiera italiana del fotovoltaico]]>Scoop il progetto che il “sistema Italia” ha messo in campo per sviluppare tecnologie innovative nel fotovoltaico e far partire una filiera tutta italiana del settore.

Scoop è l’acronimo di Italian Solar COncentration technOlogies for Photovoltaic systems. Il progetto, per cui è previsto un investimento complessivo di 17 milioni di euro, è finanziato per 7 milioni dal Ministero per lo Sviluppo economico e per la rimanente parte da sedici tra aziende, enti ed università coordinate da Enel Ricerche.

Obiettivo primario del progetto è quello di sviluppare la tecnologia fotovoltaica a concentrazione, la tecnologia in grado di raccogliere una quantità maggiore di radiazione solare (da cento a mille volte) e dunque di produrre molta più energia per unità di superficie rispetto ai moduli tradizionali ( un impianto di 3 KWp potrà occupare pochi metri quadri di tetto o di terreno).

La tecnologia del fotovoltaico a concentrazione si basa su un semplice sistema ottico (lente di Fresnel) che invia la luce solare concentrandola su una cella di silicio oppure, nelle ricerche più avanzate, su un prisma che raccogliendo la radiazione solare la divide nei tre colori base della luce (tricroico) e li invia a tre chip fotovoltaici specializzati su quella frequenza, aumentando ulteriormente l’efficienza del sistema.

“Scoop” seguirà quattro linee di lavoro, un sistema dicroico compatto per impianti di piccola potenza, uno ad alta concentrazione per impianti di grande potenza, impianti di cogenerazione di energia elettrica e calore integrati nell’edilizia e impianti di cogenerazione per piccole e medie attività commerciali. Le tecnologie chiave coinvolte saranno: le celle fotovoltaiche innovative, i sistemi ottici ad elevata efficienza e l’elettronica di potenza e di controllo.

Un’altra ricaduta importante del progetto sarà di tipo economico. Oggi l’Italia, pur essendo tra i maggiori paesi al mondo in termini di potenza fotovoltaica installata non ne sfrutta appieno il grande potenziale economico in quanto la maggior parte dei pannelli installati è prodotta in paesi stranieri.

Il piano di lavoro predisposto intende favorire la creazione di una vera e propria filiera italiana capace di realizzare non solo i componenti ma anche una rete che vada dalla ricerca alla produzione fino all’installazione e per di più in grado di abbattere notevolmente i costi . Il risultato atteso è la creazione di un grande indotto dell’industria fotovoltaica, tanti nuovi posti di lavoro “green”.

Secondo Sauro Pasini, responsabile della ricerca Enel, entro fine anno saranno pronti i primi prototipi delle quattro linee di lavoro ed entro il 2011 potrebbe essere avviata la nuova filiera industriale del solare avanzato made in Italy.

Insomma un vero e proprio salto di qualità per l’industria fotovoltaica italiana.

fonte:www.pienosole.it]]>
18/02/2010 08:26:22<![CDATA[Eolico: rinnovato il protocollo d'intesa sullo sviluppo del settore]]> Grazie alla firma del Segretario Generale UIL Luigi Angeletti e del Presidente dell’ANEV continua quindi l’impegno tutto italiano a favore della generazione di energia pulita verso il raggiungimento degli obiettivi contenuti nel pacchetto 20-20-20 per un futuro più sostenibile e per un incremento dei posti di lavoro e delle opportunità da parte del settore delle rinnovabili che punta a divenire sempre più autonomo: “Per la produzione dell’energia elettrica – ha detto il Segretario generale della UIL, Luigi Angeletti – il nostro Paese, ancora oggi, continua ad essere dipendente dall’estero con conseguenze negative sia sulla bolletta energetica sia sui processi di modernizzazione e di sviluppo. Il ricorso alle fonti rinnovabili e la diversificazione delle fonti energetiche possono dunque rivelarsi scelte strategiche. Rispetteremmo così i vincoli europei sulla riduzione delle emissioni e, al contempo, potremmo cominciare ad affrancarci da quella dipendenza. Anche la crescita di energia eolica si inquadra in questo contesto, ed il percorso comune che abbiamo fin qui fatto insieme ad ANEV, e che vogliamo continuare a fare, può costituire una occasione formidabile di occupazione e di qualificazione della professionalità dei lavoratori”.

fonte:rinnovabili.it]]>
17/02/2010 08:56:29<![CDATA[IBM mette a punto una nuovo tipo di cella fotovoltaica]]>rame, stagno, zinco, zolfo e selenio la nuova cella fotovoltaica sviluppata nei laboratori IBM e chiamata con il terribile nome di CTZSS, acronimo delle iniziali dei nomi inglesi degli elementi costituenti (Copper = rame, Tin = stagno, Zinc = zinco, Sulfur = zolfo e Selenium = selenio). La nuova cella ha raggiunto il 9,6 % di efficienza nei test di prova superando di gran lunga i valori delle celle precedenti dello stesso tipo che si erano fermati intorno al 6,5%.

In realtà la cella CTZSS si può considerare in qualche modo il naturale sviluppo delle celle CIGS (rame, indio, gallio , selenio) che sono alla base degli attuali pannelli a film sottile.

Secondo IBM la nuova cella ha almeno due requisiti che potrebbero in futuro portare ad una significativa riduzione dei prezzi dell’energia fotovoltaica.

Il primo requisito è il fatto che gli elementi fotoconduttori utilizzati sono tutti presenti abbastanza diffusamente sul nostro pianeta. Viene in particolare sottolineata la mancanza di Indio a differenza della tecnologia delle celle a film sottile CIGS e di Tellururo di Cadmio. L’uso dell’indio nel fotovoltaico trova infatti qualche giudizio critico per via del costo elevato e della non abbondante disponibilità, mentre per il tellururo di cadmio le voci critiche sono per una possibile impennata dei prezzi e per le problematiche di smaltimento a fine vita.

Il secondo requisito è la modalità di produzione che può usare il processo ad immersione in una soluzione, a spray o addirittura a stampa invece del costoso processo sotto vuoto delle celle a base di silicio.

In IBM sono consapevoli che portare la nuova cella sul mercato non sarà semplice né veloce, ma anche l’esperienza industriale delle celle a base di CIGS potrà fornire un prezioso aiuto in questa direzione .

Comunque la sfida è lanciata.

David Mitzi, che dirige il team che ha sviluppato la cella solare CTZSS ha detto: “La ricerca per sviluppare una tecnologia solare che possa reggere il confronto con il costo di un chilowattora generato da sistemi tradizionali e che nello stesso tempo possa dispiegarsi a livello di terawatt è diventata una delle principali sfide che siamo motivati a vincere al più presto”.

fonte:www.pienosole.it]]>
16/02/2010 08:23:02<![CDATA[La turbina più grande del Mondo parlerà norvegese?]]> L’ente norvegese fornirà alla società 137 milioni di corone ossia 17 milioni di euro per contribuire all’istallazione della turbina a Øygarden nella regione di Hordaland sud-ovest della Norvegia, dove la nuova tecnologia sarà testa per i prossimi due anni. Il guadagno in termini di potenza è stato ottenuto in parte riducendo il peso e il numero di parti mobili nella turbina. Il sistema sarà costituito da una torre galleggiante con la zavorra posizionata sotto la superficie dell’acqua in maniera tale da creare un centro di gravità basso e ancorata al fondale marino con un singolo ancoraggio, affinché si possa inclinare di 5-8 gradi. Il prototipo richiederà in totale un investimento di 400 milioni di corone ma una volta in funzione fornirebbe l’energia necessaria al fabbisogno di 2.000 abitazioni. “Ci sono molti idee intelligenti volte a sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili lungo la costa e in mare aperto. L’obiettivo del programma da noi lanciato (Support Program Renewable marine power generation) è quello di dimostrare e introdurre soluzioni energetiche innovative nel mercato dimostrando la fattibilità di progetti in grado d’aiutare a qualificare la tecnologia sotto forma di risultati e esperienze”, ha dichiarato Nils Kristian Nakstad, direttore esecutivo di Enova.

fonte:rinnovabili.it]]>
15/02/2010 09:54:07<![CDATA[La Gran Bretagna apre agli incentivi al Fotovoltaico]]>
Naturalmente il fotovoltaico sarà uno dei protagonisti, ma anche l’eolico, il mini-idroelettrico e gli impianti di generazione da biomasse saranno oggetto degli incentivi. In realtà finora la Gran Bretagna ha incentivato la produzione di energia rinnovabile, ma,dietro un’evidente forte pressione dei grandi gruppi energetici, lo ha fatto solamente per gli impianti di grande dimensione, trascurando del tutto i piccoli e medi produttori.

La svolta del 1 Aprile è proprio questa, il Conto Energia di prossima entrata in funzione è rivolto esclusivamente agli impianti di piccola e media potenza. Parte del terreno perduto sarà recuperato estendendo retroattivamente l’applicazione degli incentivi ai piccoli impianti in funzione a partire da luglio 2009 , quando è stato dato l’annuncio della nuova politica.

E’ previsto che le tariffe incentivanti saranno diversificate in base alla tecnologia (il fotovoltaico ha gli incentivi più alti delle altre tecnologie) e saranno legate all’andamento dell’inflazione. La durata degli incentivi è prevista tra 20 e 25 anni in funzione della tecnologia di produzione e della dimensione dell’ impianto.

Il Regno Unito produce attualmente circa il 5,5% di energia elettrica da fonti rinnovabili, quota che dovrà aumentare a circa il 30% per raggiungere nel 2020 l’obiettivo del 15% di energia da fonti rinnovabili su l’intera energia prodotta ( elettrica e termica). Secondo le previsioni e le simulazioni a tavolino i piccoli impianti da rinnovabili da soli saranno in grado di contribuire per il 2% alla domanda di elettricità nel 2020.]]>
15/02/2010 09:18:07<![CDATA[Eco-freezer, rinfresca e illumina grazie al sole]]> L’eco-frigo ha anche la possibilità di utilizzare le due celle solari come torce per l’illuminazione. Dotate di lampade che sfruttano la tecnologia a LED sono in grado di differenziare la loro attività, accendendosi una alla volta, per illuminare mentre il dispositivo continua a generare energia per mantenere bassa la temperatura all’interno del dispositivo portatile sfruttando l’induzione magnetica.
Qualora si avesse bisogno di utilizzare entrambe le celle come fonti luminose il sistema di refrigerazione entra in blocco inserendo un meccanismo di conservazione del freddo all’interno del frigorifero.
Grazie alla possibilità di regolare la torcia su tre diversi tipi di illuminazione, tra cui la modalità sos ed intermittenza, il frigo può risultare utile in caso di pericolo o semplicemente in momenti in cui si necessità di maggiore illuminazione.

fonte:rinnovabili.it]]>
14/02/2010 23:34:33<![CDATA[Geotermia negli Usa: più 6% in un anno]]>
L'aumento di produzione deriva dall'entrata in funzione di sei nuovi impianti: 3 in Nevada e gli altri in California, Oregon ed Utah. La geotermia rappresenta il 4% della produzione di energia elettrica negli Usa. Negli Usa la produzione di energia geotermica viene fatta essenzialmente in 8 Stati (Alaska, California, Hawaii, Idaho, Nevada, New Mexico, Utah e Wyoming) e quello primo in classifica è la California: da sola rappresenta l'82% della produzione totale, segue il Nevada con il 14%. Si stanno aggiungendo al gruppo geotermico anche Oregon, Colorado, Florida, Louisiana e Mississippi.

Secondo la Gea gli impianti geotermici attualmente in fase di realizzazione negli Usa dovrebbero fornire 6.442 MW, più del doppio della produzione di energia attuale. Progetti non ancora approvati potrebbero nei prossimi anni far aumentare il potenziale di produzione di energia dal geotermico Usa fino a 7.109,9 MW. Attualmente sono all'esame progetti in 14 Stati: Alaska, Arizona, California, Colorado, Florida, Hawaii, Idaho, Louisiana, Mississippi, Nevada, New Mexico, Oregon, Utah e Washington. Tra approvati e da approvare, negli Stati Uniti ci sono almeno 144 progetti geotermici in via di sviluppo.

Il direttore esecutivo della Gea, Karl Gawell, spiega che «Gli Stati Uniti sono i leader mondiali nella produzione di energia geotermica e negli ultimi anni la nostra industria ha visto una rinnovata crescita, nonostante la recessione. Questo è una testimonianza del fatto che il sostegno di politiche federali e statali ha aumentato il potenziale per il nostro Paese, così da avere la leadership mondiale nella produzione e nella tecnologia geotermica. Quest'anno la stimulus legislation emanata dal Congresso ha apportato uno storico gruppo di incentivi a sostegno della geotermia e di altre tecnologie rinnovabili. Ora nel suo bilancio 2011, l'Amministrazione ha proposto misure aggiuntive, comprese quelle su come aumentare gli incentivi per le imprese nazionali, necessari per rifornire un crescente settore dell'energia geotermica. La chiave per sostenere questa crescita è quella di adottare misure di lungo periodo per sostenere una crescita sia di nuovi progetti che della produzione e delle infrastrutture di approvvigionamento. Questo significa che è necessario approvare un disegno di legge che proroghi gli incentivi e gli stimoli fiscali fino al 2016, che adotti un forte Renewable electricity standard, ed altre misure per mantenere gli Stati Uniti leader nel campo dell'energia geotermica».

fonte:www.greenport.it]]>
12/02/2010 09:14:07<![CDATA[Gli altri puntano sulle rinnnovabili]]>
Il governatore Arnold Schwarzenegger ha sottolineato come «il contributo di queste fonti sia indispensabile per raggiungere gli ambiziosi obiettivi che lo Stato si è prefisso (coprire con energia verde circa il 33% della domanda elettrica entro il 2020) e per i quali l'amministrazione pubblica sta lavorando per stimolare la partecipazione delle utilities elettriche e dell'industria». In Europa invece la Danimarca è uno dei paesi dell'Unione che pensa di poter avere nei prossimi anni addirittura un eccesso di produzione di energie rinnovabili. Secondo le stime inviate a Bruxelles in questi giorni il paese potrà contare fino al 2018 su un surplus rispetto alla traiettoria indicativa della Commissione europea. Le stime parlano di 613 ktoe nel 2011 a 366 ktoe nel 2018 che potranno essere scambiate con altri paesi europei. L'Italia si metterà in fila per l'acquisto o sapremo autoprodurre energia a basso impatto rispettando gli impegni assunti?

fonte:www.greenport.it]]>
12/02/2010 09:02:47<![CDATA[Il 2010 vedrà una riduzione dei prezzi del fotovoltaico?]]>
Poiché la Germania, con il suo quasi 50% di quota di mercato, rappresenta la piazza più importante nel mondo per il fotovoltaico le conseguenze si farebbero sentire a livello globale. Per recuperare, i produttori di pannelli solari potranno essere spinti a cercare nuovi sbocchi per i propri prodotti ed a ridurre i prezzi. Si riproporrebbe insomma quello che si è verificato con il taglio degli incentivi in Spagna.

E’ di questo avviso Roger Efird, amministratore delegato per lo sviluppo del business negli USA della Suntech Power Holding. Le sue previsioni sono che dal momento che il governo tedesco applicherà l’attesa riduzione del 15% sugli incentivi molti pannelli fotovoltaici diretti in Germania saranno sicuramente dirottati verso il mercato americano dove la disponibilità di una maggiore offerta spingerà ad abbassare i prezzi.

Ma secondo l’analisi di Efird è valido l’assunto che “tutto quello che avviene in Germania si propaga come un’onda” e perciò le conseguenze si avvertiranno a livello globale con un riduzione dei prezzi generalizzata che secondo la sua stima andrà dal 10 al 15%.

Questa previsione è sicuramente una buona notizia per i consumatori, ma come reagiranno i produttori alla riduzione dei loro margini di guadagno? Probabilmente sarà ancora una volta il mercato a riequilibrare le cose: la riduzione dei prezzi farà aumentare il numero dei nuovi impianti e l’aumento del numero di pannelli venduti farà recuperare i ricavi complessivi. In fondo lo abbiamo visto verificarsi già in passato con tanti prodotti ad alta tecnologia.

Sicuramente chi trarrebbe vantaggio da un trend di questo genere sarebbe la produzione di energia pulita che potrebbe vedere una ulteriore fase di crescita.

www.pienosole.it]]>
11/02/2010 21:13:57<![CDATA[Legambiente: Rinnovabili? L'Italia sembra fare marcia indietro]]> In attesa della tanto contestata approvazione della nuova centrale a carbone di Saline Joniche (RC) da parte della Commissione Via nazionale – che potrebbe avvenire nella giornata di domani - il documento dell'Associazione ambientalista presenta un quadro della situazione "inquinamento" della penisola già decisamente compromesso e destinato a peggiorare ulteriormente con le future autorizzazioni. Qualora venisse permessa la costruzione della centrale in provincia di Reggio Calabria si avrebbero 7,5 milioni di tonnellate di CO2 in più all’anno. Si è intenzionati a giocare un ruolo decisivo nella lotta ai cambiamenti climatici? Allora la soluzione suggerita consiste in un taglio netto della produzione da termoelettrico, classificato come uno dei comparti più inquinanti: nel 2007 il settore ha infatti prodotto il 29% del totale delle emissioni, con un aumento del 17,6% rispetto al 1990.
Ma l'Italia sembra andare contro tutto quello che ha stabilito per raggiungere gli obiettivi dettati dall'Unione europea che elencano una serie di standard da raggiungere, tra cui la riduzione della produzione di gas serra di 60 milioni di tonnellate entro il 2020. Ottenere questi numeri risulterà però impossibile qualora domani venisse dato il via libera alla messa in funzione di impianti ritenuti altamente inquinanti come quello di Civitavecchia o alla costruzione di impianti che hanno già ricevuto le necessarie autorizzazioni (Fiumesanto, Vado Ligure e Porto Tolle).
Per il momento a pagare le multe maggiori per non aver rispettato i livelli di inquinanti emessi in atmosfera saranno le 12 centrali a carbone per aver prodotto 7,3 Mt (Milioni di tonnellate) di CO2 in più rispetto ai limiti consentiti producendo solo il 13,5% dell'energia elettrica del Paese. "È arrivato il momento di fermare la politica energetica autolesionistica del nostro Paese – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – per rilanciare il sistema di produzione di energia, l'industria, i trasporti e l’edilizia, partendo dall’innovazione e dalle tecnologie pulite. Diversi paesi lo hanno già capito, ma mancano all'appello ancora paesi importanti come l'Italia. Continueremo la nostra vertenza contro il carbone nell'interesse generale, al contrario di quanto sta facendo il governo italiano che, nonostante lo spauracchio delle multe previste dai trattati internazionali, continua a prendere decisioni ambientalmente improbabili, a vantaggio di poche aziende energetiche e scaricando i costi sulla collettività".
Il dossier propone quindi di sfruttare il potenziale delle rinnovabili: secondo quanto stimato le fonti pulite potrebbero arrivare a produrre fino a 100.000 GWh all'anno di energia elettrica contro i 50.000 GWh all'anno prodotti dalle nuove centrali a carbone, qualora tutti i progetti venissero accettati.

fonte:rinnovabili.it]]>
11/02/2010 09:05:12<![CDATA[Eolico boom: 31% in più nel 2010]]>

Un terzo di questa crescita viene dalla Cina, che ha registrato per il quinto anno consecutivo un aumento dell'eolico superiore al 100%. Secondo il segretario generale del Gwec, Steve Sawyer, «La crescita rapida e costante di energia eolica, nonostante la crisi finanziaria e la recessione economica testimonia l'attrattività intrinseca della tecnologia, che è pulita, affidabile e veloce da installare. L'energia eolica è diventata la power technology  scelta da un numero crescente di Paesi in tutto il mondo. Copenaghen non ci ha avvicinato ad un prezzo globale del carbonio, ma l'energia eolica ha continuato a crescere grazie alle politiche energetiche nazionale nei nostri principali mercati ed anche perché molti governi hanno dato priorità allo sviluppo delle energie rinnovabili nei loro piani di ripresa economica. L'energia eolica sta già dando un contributo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2. I 158 GW di potenza eolica installati alla fine del 2009 produrranno 340 TWh di energia elettrica pulita e un risparmio di 204 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. Come si vede in Europa e negli Stati Uniti, l'energia eolica è oggi spesso l'opzione più interessante per la produzione di nuova energia, sia in termini economici e ambientali, e per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento».

Il documento del Gwec sottolinea che «L'energia eolica è oggi un player importante nel mercato mondiale dell'energia». Nel 2009 il global wind market per le installazioni di turbine ha raggiunto i  45 miliardi di euro ed attualmente l'industria dell'eolico da lavoro in tutto il mondo a mezzo milione di persone.

I principali mercato i continuano ad essere Asia, Nord America ed Europa, ciascuno dei quali ha installato più di 10 GW di nuovo eolico nel 2009.

Il più grande mercato del mondo è ormai la Cina, che ha praticamente raddoppiato la sua produzione di energia eolica dai 12,1 GW del 2008 ai 25,1 GW di fine 2009, con 13 GW in più. Il segretario generale della Chinese Renewable Energy Industries Association, Li Junfeng, ha spiegato le ragioni di questo boom del vento: «Il governo cinese sta prendendo molto sul serio la sua responsabilità per limitare le emissioni di CO2, mentre deve provvedere a fornire energia per la sua economia in crescita. La Cina sta mettendo un forte impegno nello sviluppo delle enormi risorse eoliche del Paese. Visti i tassi di crescita attuali, si può prevedere che anche il target non ufficiale di 150 GW sarà soddisfatto  ben prima del 2020».

Con la crescita di 1.270 MW dell'eolico in India e le crescite registrate in Giappone, Corea del Sud e Taiwan, L'Asia è diventata il più grande mercato regionale dell'eolico, con più di 14 GW installati in un anno. 

Comunque, il primato come Paese resta saldamente (e a sorpresa) in mano agli Stati Uniti: «Contro tutte le aspettative - spiega il Gwec -  il wind energy market Usa ha installato circa 10 GW nel 2009, aumentando la potenza installata del Paese del 39% e portando il totale installato, "grid-connected" a  35 GW. All'inizio del 2009, alcuni analisti avevano previsto un calo nello sviluppo dell'energia eolica di ben il 50%, ma l'attuazione dell'U.S. Recovery Act,  con la sua forte attenzione per lo sviluppo dell'energia eolica, in estate ha invertito questa tendenza».

L'amministratrice delegata dell'Awea, Denise Bode, sottolinea con soddisfazione che «L'industria eolica statunitense nel 2009 ha infranto tutti i record di installazione, sfarinamento il Recovery Act con un successo storico nella creazione di posti di lavoro, evitando le emissioni di carbonio, e tutelando i consumatori. Ma la produzione di turbine eoliche statunitense è in calo rispetto ai livelli dello scorso anno, ed è in aumento la richiesta di maggiori politiche di mercato a lungo termine»

L'Europa, che è tradizionalmente il più grande mercato del mondo per lo sviluppo dell'energia eolica, ha continuato ad avere una forte crescita, anche oltre le aspettative. Nel 2009 in Europa sono stati installati altri 10,5 GW, con in testa la Spagna (2.5GW) e Germania (1,9 GW). Segue sorprendentemente l'Italia della burocrazia e della protesta anti-eolica Italia con più di un Gw installato nel 2009, più o meno quanto Francia e Gran Bretagna. L'Italia risulta sesta al mondo  (dopo l'India e prima della Francia), sia per "cumulative capacity" che per "installed capacity"  di energia eolica. E' terza in Europa con 4,850 Mw, dopo Germania (25,777 MW) e Spagna (9,149 MW) e prima di  Francia (4,492 MW)  e Gran Bretagna (4,051 Mw). Nel 2008 l'eolico nel nostro Paese raggiungeva i 3,736, la crescita nel 2009 è stata quindi di 1,114. Non male, ma con diverse condizioni burocratico-politiche si potrebbe fare sicuramente molto meglio

Per Christian Kjaer, direttore generale della European Wind Energy Association, quello dell'Europa «E' un risultato notevole in un anno difficile. Le cifre, ancora una volta, confermano che l'energia eolica, insieme ad altre tecnologie di energia rinnovabile e al passaggio dal carbone al gas, hanno prodotto le massicce riduzioni di CO2 europee, creando nel contempo sia una maggiore attività economica che nuovi posti di lavoro per i cittadini europei».


fonte:greenreport.it]]>
10/02/2010 15:15:03<![CDATA[Idrogeno solare, la scommessa della ricerca italo-greca]]> Tra le tematiche trattate sotto lo slogan “Solar energy. Now” anche quella della produzione di idrogeno tramite fotolisi dell’acqua, argomento portante dell’ultimo studio condotto dal gruppo di ricerca dello stesso Pagliaro, in collaborazione con un team greco guidati da Athanasios Konstandopoulos direttore del Laboratorio APT di Tessalonica e pubblicato nell’ultimo numero di EES. I lavori portati avanti parallelamente nei due paesi convergono nel documento in un’unica conclusione: l’idrogeno rinnovabile prodotto impiegando l’energia solare per scindere l’acqua il combustibile del futuro. I due approcci delineati rispondo ad esigenze diverse, quella per così dire ‘on-demand’ della mobilità elettrica, su cui ben risponde l’impiego di moduli fotovoltaici connessi ad un elettrolizzatore, e quella ‘massiva’ destinata alle utenze domestiche ed industriali, a cui meglio si adatta il solare a concentrazione (CSP).
Il primo, spiega l’articolo, ha la versatilità necessaria per sostenere la creazione di un’infrastruttura di generazione distribuita di energia nei paesi in via di sviluppo soprattutto ora che il prezzo di elettricità solare è scesa a livelli bassi, senza precedenti. Al contrario la nuova scissione termochimica ottenuta con il CSP ha il potenziale per trasformare e immagazzinare l’energia solare in idrogeno pulito usando solo una piccola frazione delle zone desertiche del mondo. In entrambi i casi il ricorso alla chimica nanoscopica ha dimostrato il vantaggio di rendere vicino il traguardo della convenienza economica.
Lo studio prende in esame entrambe le tecnologie mostrando come un’economia che poggi su queste basi costituisca una reale opportunità di sviluppo sostenibile e citando una serie di casi a cominciare dal progetto comunitario Hydrosol, coordinato da Konstandopoulos e le attività svolte da Pagliaro al Polo fotovoltaico della Sicilia.

fonte:rinnovabili.it]]>
10/02/2010 15:08:55<![CDATA[La Provincia di Roma si alimenta con il fotovoltaico]]>
Si è trattato di una iniziativa inserita nell’ambito di “M’illumino di meno”, il progetto lanciato dalla trasmissione radiofonica Caterpillar che quest’anno ha per obiettivo quello di far verificare sul campo ed in maniera diretta che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, ed inoltre dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile.

Ma come ha dichiarato il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti l’esperienza appena fatta della seduta consiliare “ad impatto zero” non è stata solamente dimostrativa e in tempi brevi potrà diventare una realtà stabile, inserita in quella che lo stesso Zingaretti ha definito la rivoluzione ecologica della Provincia, iniziata due anni fa. Tra le altre iniziative ecologiche della Provincia di Roma sono stati ricordati il recente stanziamento di 5 milioni di euro per sostenere il risparmio energetico e l’utilizzo delle energie rinnovabili e da ultimo il progetto per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici scolastici.

"Un’idea di sviluppo sostenibile può produrre ricchezza, lavoro e fa vivere meglio" ha sostenuto il Presidente Zingaretti. Non si può proprio dargli torto.

fonte:pienosole.it]]>
10/02/2010 09:07:00<![CDATA[Maranello: l'auto elettrica, silenziosa e tutta siciliana]]> I consumi dichiarati sono davvero bassi: si parla di una media di 3 euro per percorrere fino a 60 chilometri con una ricarica completa della batteria presso i rifornitori mentre, se la batteria viene ricaricata utilizzando l’impianto fotovoltaico istallato presso la nostra abitazione i costi di ricarica sono nulli. Con una spesa di 12.500 euro IVA esclusa si riesce quindi a spostarsi in tranquillità e senza danni ambientali, anche se si hanno 14 anni e un patentino per ciclomotori.
La vettura non circola ancora sulle strade della Sicilia ma sta facendo le prove necessarie nel comune francese di Antibes mentre per quanto riguarda il nostro Paese attualmente ne circolano una decina di esemplari tra Modena e Firenze. Il perché è forse determinato dalla mancanza di condizioni adatte per la messa in commercio “Mancano le leggi che per esempio impongano la chiusura dei centri storici alle auto a benzina – dice Carlo D’Angelo, presidente della Effedi – o gli incentivi all’acquisto di auto elettriche. Purtroppo per gli scarsi volumi di produzione i prezzi della nostra vettura restano alti per il grande pubblico. Stiamo iniziando un dialogo con la Regione che speriamo si concluda bene”.

fonte:rinnovabili.it]]>
10/02/2010 09:03:16<![CDATA[Anche l'Enea s’illumina di meno]]>M’illumino di Meno – Meglio Sole che Male Illuminati, la fortunata iniziativa lanciata dal programma di Radio2 Caterpillar per il 12 febbraio. A contribuire all’evento anche l’Enea che in qualità di Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile non poteva non dare un contributo importante come quello promesso di una serie di azioni per la riduzione dei consumi energetici. Gli interventi, messi in atto negli 11 Centri di Ricerca, coinvolgeranno i dipendenti in prima persona, invitati a piccoli impegni per evitare gli sprechi energetici quali: lasciare chiuse porte e finestre per non disperdere calore o spegnere gli standby delle apparecchiature elettroniche. Nessuno dispendio anche a livello di gestione che per l’occasione prevede di servire nelle mense “pasti a km 0”, dunque con prodotti della filiera locale che abbiano viaggiato il meno possibile sul territorio, e programmando la riduzione della temperatura degli impianti di riscaldamento di un grado e lo spegnimento prima della fine dell’orario di lavoro. Come già annunciato il 12 febbraio sarà per l’agenzia anche il giorno di presentazione di KiloWàttene, il software realizzato con il Comune di Bologna per effettuare un’analisi dei consumi elettrici domestici in maniera interattiva attraverso il confronto della bolletta reale e cercando di valutare accuratamente il contributo dei vari dispositivi in base alle loro caratteristiche.
E rivolta al pubblico è anche la scelta di fornire opuscoli informativi che forniscano consigli per un uso più efficiente dell’energia nelle abitazioni da scaricare direttamente dal sito internet di Enea.]]>
09/02/2010 09:11:22<![CDATA[Parma, 36 Comuni coinvolti in Fotovoltaico Insieme]]>Fotovoltaico insieme”, così si chiama il progetto lanciato dalla Provincia di Parma cui aderiscono ben 36 dei 47 Comuni che fanno capo a quella provincia. Obiettivo dichiarato del progetto è investire nel fotovoltaico realizzando impianti per 50 MW in grado di produrre energia elettrica sufficiente a soddisfare il 10% dell’intero fabbisogno della provincia.

Altri ritorni dell’investimento saranno : un volano per l’economia locale con nuove opportunità di lavoro, una riduzione di emissioni di anidride carbonica ed il recupero di aree cosiddette marginali come vecchie discariche o altro senza impegnare terreni a destinazione agricola.

I primi impianti fotovoltaici saranno realizzati infatti a terra e successivamente saranno presi in considerazione i tetti degli edifici pubblici. L’investimento previsto è di 50 milioni. In termini di costi viene evidenziata la possibilità di ottenere risparmi consistenti per il fatto stesso che grazie alla partecipazione di più comuni si potranno spuntare prezzi migliori sia per il maggior potere contrattuale, sia perché si potranno realizzare impianti più grandi di quelli che avrebbero potuto fare i singoli comuni operando da soli.

Le casse dei comuni interessati ne beneficeranno in quanto potranno ridurre i costi energetici ed avere nuovi introiti dalla vendita dell’energia prodotta.

Attualmente sono già in esercizio 16 impianti e 4 in attesa di autorizzazione ma il cui completamento è previsto entro l’anno. Per i rimanenti impianti programmati si sta procedendo alla individuazione delle aree.

L’iniziativa, fortemente voluta e coordinata dalla Provincia di Parma ha dato motivo al suo presidente di sottolineare il ruolo e l’importanza dell’ente locale ed a rivendicare il fatto che si tratta del primo progetto del genere in Italia.

fonte:www.pienosole.it]]>
08/02/2010 09:09:08<![CDATA[GSE: monitorare le rinnovabili? Adesso si può]]>“La realizzazione del progetto di monitoraggio degli impianti a fonte rinnovabile è unico nel panorama energetico del nostro Paese. La scelta di GSE di dotarsi di una piattaforma satellitare introduce nei processi di raccolta dati un sistema: innovativo, flessibile, espandibile e a copertura nazionale che permette di raggiungere qualsiasi luogo del territorio italiano dove si produce energia rinnovabile – ha detto Nando Pasquali, Amministratore Delegato del GSE – La piattaforma satellitare ha inoltre il vantaggio non trascurabile di trasmettere i dati a ‘costi contenuti’, paragonabili a quelli di una tradizionale linea adsl.
Aggiungo che la raccolta dati di produzione da impianti a fonte rinnovabile via satellite viene adottata per la prima volta in larga scala da un operatore del settore energia qual è il Gestore dei Servizi Energetici, per la fornitura di un servizio più efficiente ed efficace a vantaggio del consumatore”.
Grazie alla joint venture il GSE potrà accedere alla banda larga contribuendo allo sviluppo e al raggiungimento degli obiettivi energetici fissati dalla Comunità Europea in materia di incremento della produzione di energia da fonte non fossile svolgendo, inoltre, un ruolo determinante nella creazione di un mercato elettrico altamente competitivo. Della distribuzione dei nuovi terminali sul territorio italiano si occuperà il consorzio creato da SES denominato Digitaria, che si occupa degli ASTRA2Connect già dal 2007 quando venivano impiegati solo per uso privato. “Digitaria ha progettato e sviluppato un servizio chiavi in mano che non ha precedenti in Italia ed in Europa”, afferma Federico Masier, Chief Executive Officer di Digitaria. “Il trasferimento dei dati di produzione di energia si basa su una infrastruttura IT e su una piattaforma software sviluppata ad hoc ed ottimizzata per la trasmissione via satellite, in modo tale da garantire i flussi dei dati verso GSE.
L’uniformità della piattaforma trasmissiva ASTRA2Connect con copertura su tutto il territorio nazionale insieme alle funzionalità del software di gestione garantiscono una scalabilità ed una velocità di implementazione senza precedenti. Digitaria è certa che questo prodotto troverà largo consenso anche negli altri Paesi dell’Unione Europea per i quali le soluzioni adottate da GSE costituiranno un “modello di eccellenza,” ha concluso Masier.

fonte:rinnovabili.it]]>
06/02/2010 11:00:29<![CDATA[L'Italia e l'energia solare: un mercato in espansione, un'opportunità economica e politica]]>Conferenza dell’Industria Solare CIS IT 2010 verranno analizzati i temi cruciali di un settore che, in un contesto di crisi economica ed energetica globale, vede il mercato dell’energia solare al centro di un significativo sviluppo economico e di un costante aggiornamento normativo.

L’economia e le politiche nazionali ed internazionali del mercato solare sono l’oggetto della Conferenza dell’Industria Solare – Italia 2010 (CIS-IT 2010) che si svolgerà a Roma l’11 e 12 febbraio, presso l’Hilton Rome Airport e che avrà tra i suoi relatori oltre 60 esperti invitati da Solarpraxis AG di Berlino, con la collaborazione di Ambiente Italia ed eclareon. Dopo la prima edizione, che ha visto la partecipazione di oltre 450 operatori, la Conferenza dell’Industria Solare – Italia 2010 si pone l’obiettivo di consolidarsi come uno dei maggiori appuntamenti internazionali sul solare.

La Conferenza si rivolge all’industria solare italiana, alle aziende di energia solare, ai rappresentanti della politica e dei media, agli investitori, alle associazioni e agli istituti di ricerca. Le politiche, lo sviluppo del mercato, i finanziamenti e la commercializzazione di tutte le forme di energia solare saranno i temi centrali.
Un focus specifico sarà dedicato alla situazione del mercato italiano che sta attirando gli investimenti di un sempre crescente numero di aziende dall’estero. I più autorevoli esperti nazionali, insieme ai rappresentanti delle associazioni solari europee e ai rappresentanti delle aziende internazionali, illustreranno le prospettive globali delle varie forme di energia solare, con un approfondimento sulle procedure e sui regolamenti italiani.

L’energia prodotta dal fotovoltaico nel nostro paese è in continua crescita: dopo i 320 MW nel 2008 e i 560 MW nel 2009, il 2010, per il mercato italiano del fotovoltaico, può essere l’anno del primo GW . Sempre quest’anno, a breve termine, dovranno anche essere ridefinite le tariffe per il 2011, attualmente legate ancora al decreto ministeriale del 19 febbraio 2007. Non solo: sempre a proposito di fotovoltaico, si affronterà il tema dell’imminente “Grid Parity”, ovvero del momento in cui il costo di generazione dell’energia elettrica da fotovoltaico pareggerà quello dell’energia elettrica acquistato dalla rete.

Per quanto riguarda il solare termico, inoltre, il sistema di detrazione fiscale è in fase di ridefinizione, insieme all’obbligo di applicazione negli edifici. In questo settore l’Italia, dove viene venduto il 9% dei collettori solari europei, è il terzo Paese, dopo Germania e Spagna, nella classifica del venduto annualmente in Europa. Una posizione che esprime chiaramente quanto sia interessante il nostro mercato, anche per le numerose aziende straniere presenti alla Conferenza. Nonostante ciò, la diffusione pro capite di collettori solari nel nostro Paese è ancora molto bassa a paesi come l’Austria o la Grecia. Ci troviamo dunque in una fase di grandi opportunità e ampi cambiamenti sui quali è strategico rimanere aggiornati.

Il programma complero al seguente link:
Programma della Conferenza dell’Industria Solare CIS IT 2010]]>
06/02/2010 10:50:51<![CDATA[Conto Energia: Aggiornamento tariffe incentivanti per il 2010]]>
In alto la tabella, che il Gestore Servizi Elettrici (GSE) ha pubblicato sul proprio sito, delle nuove tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio nel 2010.

In accordo a quanto stabilito dal decreto del Nuovo Conto Energia (DM 19 febbraio 2007 art 6 comma 2 ) è stata applicata una riduzione pari al 4% delle tariffe incentivanti di base.

Il GSE ha inoltre comunicato che per gli impianti fotovoltaici incentivati ai sensi del DM 28/07/2005 ( il cosiddetto Vecchio Conto Energia ), la cui domanda di ammissione agli incentivi è stata inoltrata entro il 15 febbraio 2006 e per i quali si applica l’aggiornamento ISTAT delle tariffe, il tasso di variazione annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati rilevato dall’ISTAT per il 2009 è risultato pari a +0,7%.

Di conseguenza la tariffa base aggiornata per i suddetti impianti per l’anno 2010 è pari a 0,4879 euro/kWh per lo scambio sul posto ed a 0,5043 euro/kWh per la cessione in rete.]]>
05/02/2010 11:55:41<![CDATA[SI CARICA IN UN LAMPO ]]>
I motori, su questa due posti scoperta dalla vistosa carrozzeria gialla, sono due, collegati ciascuno a un assale, per un totale di 408 CV di potenza e 640 Nm di coppia. Le prestazioni sono in linea con l'aspetto da sportiva: "0-100" in circa cinque secondi e velocità massima di 200 chilometri all'ora.

L'aspetto più particolare di questa show car, però, è legato alle modalità di ricarica: la Lampo² può fare il pieno di energia alle sue batterie agli ioni di litio da 30 kWh in ben quattro modi differenti, a seconda del tipo di rete elettrica a disposizione.

Innanzitutto si può collegare a una presa domestica da 3,3 kW; in secondo luogo a una da 6,6 kW, che un giorno potrebbe essere disponibile nei parcheggi pubblici; poi a una presa trifase da 9,9 kW per la ricarica dalla rete di corrente industriale, ideale, in futuro, per le flotte aziendali. Infine, la Lampo² si può collegare a una rete di corrente continua con potenza fino a 80 kW: in questo modo, ci si può assicurare, secondo il costruttore, 100 km di autonomia in soli 10 minuti.

Al Salone di Ginevra, dove debutterà a marzo, la Lampo² sarà esposta proprio insieme a diverse infrastrutture per la ricarica: domestica della Alpiq, pubblica E-Totem e rapida, sviluppata da Abb e Brusa. Lunga quattro metri e 28, 1.580 kg di peso, la Lampo² per ora, come abbiamo detto, è soprattutto un laboratorio su quattro ruote. Non è escluso, però, che in futuro, su questa base, la Protoscar possa produrre in piccola serie una spider elettrica.

fonte:www.quattroruote.it]]>
04/02/2010 23:43:14<![CDATA[Governo impugna leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata]]>
"L'impugnativa delle tre leggi è necessaria per questioni di diritto e di merito - afferma Scajola - In punto di diritto le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente della sicurezza interna e della concorrenza (art. 117 comma 2 della Costituzione)". "Non impugnare le tre leggi - continua il ministro dello Sviluppo economico - avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione diinfrastrutture necessarie per il Paese".

"Nel merito - prosegue Scajola - il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell'energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo".

Dopo aver chiarito che l'esecutivo "impugnerà tutte le eventuali leggi regionali che dovessero strumentalmente legiferare su questa materia strategica per il Paese", il ministro conferma che "al prossimo Consiglio dei ministri del 10 febbraio ci sarà l'approvazione definitiva del decreto legislativo recante tra l'altro misure sulla definizione dei criteri per la localizzazione delle centrali nucleari".

"La questione nucleare è di rilevante importanza per le strategie di politica economica ed energetica del governo, e investono un punto fondamentale nei rapporti fra competenze statali e regionali. L'art. 7 del decreto-legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, definisce la strategia energetica nazionale posta in essere, perseguendo, fra l'altro, l'obiettivo della realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare", aggiunge Scajola ricordando poi che "sulla medesima questione si è già pronunciata nel senso esposto la Corte costituzionale".

"Un atto fascista e fuori dalla democrazia", denuncia il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. "E' sempre più evidente, ormai, la volontà di mettere i cittadini italiani davanti al fatto compiuto rispetto alla costruzione delle centrali nucleari, imponendole con l'esercito ed ignorando completamente la democrazia e le scelte delle regioni. Viene da chiedersi dov'è finito il tanto declamato federalismo di cui una delle forze della maggioranza, la Lega, ha fatto il proprio oggetto sociale".

fonte:www.repubblica.it]]>
04/02/2010 23:13:41<![CDATA[Creare un ecosistema per ottenere biodiesel e biogas]]> Per alghe ovviamente si intendono i cianobatteri, gli organismi ribattezzati anche come microalghe con cui il settore energetico sta aprendo la strada alla terza generazione di biocarburanti.
“Le alghe – spiega David Brune, professore di ingegneria e bio-processazione presso l’Università – hanno dimostrato di produrre 100 volte più di combustibile rispetto all’olio di soia, ma sono difficili da estrarre e convertire in carburante utilizzabile”. Per questo Brune e colleghi hanno realizzato un modello di coltivazione della biomassa dei cianobatteri da integrare ad una centrale elettrica a gas naturale da 50 megawatt nel sud della California. Nella progettazione dei ricercatori, le alghe alimentate a fanghi di depurazione sono coltivate in grandi canali mentre delle pale idrauliche hanno il compito di accelerarne la riproduzione spostando l’acqua. Ai gamberetti il compito di mangiare le alghe convertendole in proteine di alta qualità e olio ed ai tilapia, invece, quello di inibirne la sovrapproduzione e ridurre lo zooplancton. Successivamente i gamberetti sono raccolti e processati per separare i nutrienti proteici dall’olio, mentre i loro rifiuti sono fermentati in un digestore anaerobico in maniera tale da ottenere biogas che potrebbe sostituire il 26 per cento del gas naturale utilizzato dalla centrale. Un altro vantaggio del sistema è che l’anidride carbonica prodotta dall’impianto può essere indirizzata alle vasche contenenti le alghe.

fonte:rinnovabili.it]]>
04/02/2010 07:29:33<![CDATA[L'eolico continua a dominare sulle tecnologie energetiche della UE]]> Nella classifica dei Paesi con la quota maggiore di nuova capacità installata, sul podio, nell’ordine: Spagna (24% – 2.459 MW), Germania (19% – 1.917 MW) e Italia (11% – 1.114 MW). Seguono al quarto posto la Francia (11% – 1.088 MW) e al quinto il Regno Unito (10% – 1.077 MW). E Kjaer non manca di aggiungere le prospettive a medio termine per le quali si dichiara “abbastanza ottimista” nonostante resti “problematico il finanziamento dei progetti”.

fonte:rinnovabili.it]]>
04/02/2010 07:24:58<![CDATA[Risparmio energetico: detrazione 55% non cumulabile con incentivi locali]]>
Originariamente l'art. 10, comma 2, del decreto Ministeriale 19 febbraio 2007 - contenente "Disposizioni in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell'art. 1, comma 349, della legge 27 dicembre, n. 296" - prevedeva la cumulabilità dei benefici.

Con il D.Lgs n. 115/2008, recante norme di "Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE" si è stabilito che, a decorrere dal 1 gennaio 2009, gli strumenti di incentivazione di ogni natura attivati dallo Stato per la promozione dell'efficienza energetica, non sono cumulabili con ulteriori contributi comunitari, regionali o locali, fatta salva la possibilita' di cumulo con i certificati bianchi e fatto salvo quanto previsto dal comma 4. (art. 6 comma 3)

Il Ministero dello Sviluppo Economico - istituzionalmente competente in materia di interventi per l'efficienza energetica - ha chiarito la portata applicativa del riferito art. 6, comma 3, del D.Lgs n. 115/2008, affermando che la detrazione d'imposta del 55% e' riconducibile fra gli strumenti di incentivazione di ogni natura attivati dallo Stato, e, di conseguenza, non e' cumulabile con eventuali incentivi riconosciuti, per i medesimi interventi, dalle Regioni o dagli enti locali.

Dunque alla luce delle nuove disposizioni normative e dei chiarimenti ministeriali, il contribuente che, a decorrere dal 1 gennaio 2009, sostenga spese per interventi di riqualificazione energetica rientranti nell'oggetto dell'agevolazione fiscale, deve scegliere se beneficiare della detrazione ovvero fruire di eventuali contributi.

Il testo del provvedimento è disponibile, per gli abbonati, nella banca dati "Codice degli Immobili".

Fonte: ilsole24ore.it]]>
03/02/2010 08:46:05<![CDATA[Eco-energie: il sistema italiano di ricerca incontra Israele]]> L'occasione per la nuova allenaza si è creata nel corso del “Sistema italiano della ricerca incontra Israele” tavola rotonda promossa dall’Ambasciata Italiana a Tel Aviv e cui hanno preso parte i maggiori Centri e Agenzie di ricerca di entrambi i Paesi.

fonte:rinnovabili.it]]>
03/02/2010 08:43:18<![CDATA[Per Venezia e La Spezia un futuro da 'porti verdi']]> Un'iniziativa importante considerato che si tratta di strutture che accolgono un gran numero di navi da crociera, ma anche per il trasporto di merci. Venezia in particolare nel 2009 è diventato il primo Home Port del Mediterraneo per il numero di 'passeggeri croceristi movimentati' (i passeggeri in transito l'anno scorso sono stati infatti 1,9 milioni).

L'Italia avrà dunque a breve tre 'porti verdi', con forti riduzioni delle emissioni ma anche del rumore. Le banchine elettrificate, spiegano infatti gli esperti dell'Enel, sono già operative in Nord America nei porti di Los Angeles, Seattle, Juneau e Vancouver, e in Europa a Goteborg, Lubecca, Zeebrugge (Belgio), oltre che in tre porti finlandesi. Il sistema del 'cold ironing', grazie alla maggiore efficienza e ai sistemi di abbattimento delle emissioni presenti nelle centrali elettriche, permette, rispetto ai tradizionali generatori di bordo, "una riduzione di oltre il 30 per cento delle emissioni di CO2, di più del 95 per cento per gli ossidi di azoto e il particolato e l'azzeramento dell'inquinamento acustico".

Cosa succede per esempio se una nave da crociera viene alimentata con il cold ironing, anziché con i generatori di bordo? In dieci ore di sosta le emissioni si riducono da 72,20 a 50,16 tonnellate di anidride carbonica, da 1,47 a 0,04 tonnellate di ossido di azoto e da 1,23 a 0,04 tonnellate di ossido di zolfo.

Se il tipo di alimentazione nelle banchine è la principale caratteristica dei porti verdi, ci sono però altre iniziative che verranno prese per ridurre le emissioni inquinanti. Infatti i protocolli d'intesa firmati oggi a Roma prevedono anche lo studio di sistemi di mobilità elettrica all'interno del porto, lo sviluppo di fonti rinnovabili come il solare e l'eolico, l'adozione di sistemi di illuminazione a led basso consumo, iniziative di 'illuminazione artistica' e, in generale, il miglioramento dell'efficienza dei sistemi energetici dei porti.

Nel porto di Civitavecchia è stato già realizzato un impianto fotovoltaico, e un analogo progetto verrà studiato per Venezia e per La Spezia. Inoltre agli armatori verrà imposto l'uso di combustibili "con tenore di zolfo allo 0,1 per cento durante la sosta in porto", pena un incremento di costo per la maggiore onerosità del combustibile e per la necessità di predisporre una doppia cisterna. ]]>
03/02/2010 08:40:25<![CDATA[Coltivare tabacco per ottenere celle fotovoltaiche sintetiche?]]>E’ noto che le piante sono degli ottimi ricettori della luce solare che utilizzano come energia nella sintesi clorofilliana. Hanno sviluppato questa straordinaria capacità nell’arco di milioni di anni di evoluzione naturale.
Alcuni ricercatori dell’Università californiana di Berkeley hanno ora trovato un modo per forzare le piante di tabacco a sviluppare artificialmente cellule con proprietà fotovoltaiche e fotochimiche che possono essere poi facilmente estratte, disciolte in soluzione e spruzzate su qualsiasi supporto, plastica o vetro, per dare origine a pannelli solari.
I ricercatori americani hanno geneticamente programmato un virus, il cosiddetto “mosaico del tabacco” che infettando le coltivazioni di tabacco le rende capaci di fabbricare dei cromofori artificiali che colpiti dalla luce del sole sono in grado di trasformarla in elettroni ad alta potenza.

Perché è stata scelta proprio la pianta del tabacco? La risposta sta nel fatto che, affinché i cromofori lavorino correttamente, essi devono essere distanziati di una certa distanza gli uni dagli altri, circa due o tre nanometri. Se si trovano un po’ più vicini o un po’ più distanti la corrente elettrica si arrestata o il flusso di elettroni risulta molto difficile da catturare.

Le cellule della pianta del tabacco, grazie all’evoluzione naturale, si trovano allineate esattamente a questa distanza in una catena a spirale lunga centinaia di nanometri. I ricercatori hanno sfruttato quindi questa dislocazione naturale per far crescere i cromofori sintetici esattamente alla distanza voluta.

Anche se ancora tutte da sperimentare le celle solari ottenute da piante potrebbero avere diversi vantaggi rispetto a quelle tradizionali. Per esempio, non richiederebbero l’uso di sostanze chimiche tossiche, sarebbero biodegradabili e poco costose da produrre. D’altra parte le “bio-celle solari” non sarebbero abbastanza efficienti come quelle al silicio e probabilmente avranno una durata inferiore ma sarebbero il frutto di un processo di produzione biocompatibile e viste le caratteristiche di durata e biodegradabilità potranno essere vantaggiosamente utilizzate nei dispositivi temporanei e usa e getta.

Sicuramente in questo processo c’è una biologia interessante in gioco. Condizionare genomi vegetali a produrre strutture sintetiche che possono fornire energia pulita alla nostra vita è una bella idea rivoluzionaria.



fonte:www.pienosole.it

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02/02/2010 08:35:08<![CDATA[Il Canada abbraccia la green economy ]]>
Non solo: porre l'accento sulla green economy può tradursi anche in una sorta di sfida ai vicini Stati Uniti: "Noi vogliamo essere leader nel settore dell'energia eolica, solare, e dalle biomasse, e farne un motore economico - conferma Sandra Pupatello, ministro dello Sviluppo Economico e del Commercio dell'Ontario - Sappiamo che molti stati Usa ci guardano con attenzione, a cominciare dalla California. Contiamo di fare da traino, anche grazie alla ricerca e agli investimenti nelle nuove tecnologie, dimostrando che grazie alla green economy tutto il sistema prospera".

Una scommessa che già sta dando molti frutti, anche in termini di soluzioni all'avanguardia per la produzione di energia, i trasporti, la tecnologia. Ma che non è priva di contraddizioni: mentre ci sono province canadesi come l'Ontario che hanno varato normative che promuovono e finanziano le aziende che investono in energie alternative e soluzioni tecnologiche che rispettino l'ambiente, a cominciare dal 'Green energy act', il Canada probabilmente non formalizzerà i propri obiettivi sulle riduzioni di emissione dei gas serra entro il 2020 per il prossimo 31 gennaio. La scadenza fissata a Copenaghen, ha detto qualche giorno fa il segretario esecutivo dell'Unfccc, Yvo de Boer, in effetti verrà disattesa da molti paesi. E il ministro Clement ha sottolineato nel corso di un incontro con alcuni giornalisti stranieri le difficoltà del Canada ad assumere impegni precisi alla scadenza pattuita, nel caso in cui non lo facciano contemporaneamente gli Stati Uniti.

Ma intanto investimenti e progetti vanno avanti, e il Canada diventa ogni giorno di più una vetrina interessante di quanto di meglio si produca nel campo dell'energia pulita. Non c'è soltanto il contratto con la Samsung, che è stato già definito come "il più grande affare sulle energie rinnovabili mai siglato", e che porterà alla creazione di 16mila posti di lavoro nell'Ontario e alla produzione di una quantità di energia elettrica pari a quella di tre centrali nucleari di media grandezza, sufficiente a coprire il fabbisogno di 580mila case (l'Ontario ha circa 13 milioni di abitanti).

Ci sono anche soluzioni originali e particolarmente all'avanguardia, come quella adottata da qualche anno da Enwave Energy Corporation Deep Lake Water Cooling Facility, che ha messo a punto un sistema che utilizza l'acqua presa in profondità dal lago Ontario per il riscaldamento d'inverno e il raffreddamento d'estate di una settantina di grandi edifici, risparmiando sui costi. L'acqua destinata ai consumi urbani di Toronto viene succhiata da una "cannuccia" lunga cinque chilometri che scende a 83 metri sotto il lago Ontario. L'acqua che arriva, destinata a essere filtrata e potabilizzata, ha la temperatura di circa 4 gradi d'inverno e 5 d'estate. Un sistema che permette di risparmiare fino all'80 per cento dei costi.

Una soluzione, certo, che però è difficilmente esportabile. Mentre guardano con molto interesse all'esportazione in tutto il mondo la Morgan Solar, piccola azienda fondata da due fratelli trentenni che ha messo a punto pannelli solari di ultima generazione dai costi particolarmente bassi, e la Electrovaya, che produce batterie ai superpolimeri di litio che permettono di immagazzinare più energia in uno spazio contenuto. "A differenza di molte altre aziende del settore - spiega Paul L. Hart, direttore finanziario di Elecrovaya - noi non ci limitiamo a mettere sul mercato un prodotto che non inquina quando viene utilizzato. Infatti le nostre batterie al litio vengono prodotte senza l'utilizzo di solventi, che certo scompaiono nel prodotto finale, ma danneggiano la salute dei dipendenti dell'azienda e di chi vive nell'ambiente circostante la fabbrica". Elecrovaya ha usufruito anche di un cospicuo investimento da parte della provincia dell'Ontario: 16,7 milioni di dollari (l'equivalente di circa 14 milioni di euro) per finanziare la ricerca di batterie ai superpolimeri, e per favorirne la commercializzazione.

I nuovissimi pannelli solari di Morgan Solar potrebbero arrivare presto anche in Italia: "Siamo in trattative con un'azienda di Tremezzo, sul lago di Como - dice Nicolas Morgan, 36 anni - non dico il nome perché ancora il contratto non è chiuso". E' già concluso invece l'accordo con un'azienda francese. Il materiale utilizzato dai pannelli messi a punto da John Paul Morgan, 32 anni, ingegnere, fratello di Nicolas, utilizzano un particolare tipo di materia plastica, il metacrilato PMMA: "Nella seconda guerra mondiale veniva utilizzato per costruire i parabrezza degli aerei da combattimento". Un materiale resistente, che permette ai pannelli solari di durare dai 20 ai 25 anni, poco costoso e riciclabile al 50 per cento. Il microchip al centro, nel prototipo della Morgan Solar, permette una maggiore concentrazione dei raggi solari, favorita anche dalla curvatura del metacrilato. Particolari sistemi d'installazione evitano i problemi derivanti dal surriscaldamento.

Dal Canada dunque non arriva solo il Blackberry. Dalle sinergie tra le università e le aziende potrebbero arrivare presto molte novità. E anche le principali città potrebbero cambiare volto nel giro di pochi anni, a cominciare da Toronto, che sta investendo anche in un progetto a lunga scadenza di 'nuova città sostenibile', definito "Waterfront Toronto". Nuovi quartieri stanno già sorgendo e sorgeranno nei prossimi anni negli spazi liberi a ridosso delle rive dell'Ontario, quartieri 'sostenibili', con ampie aree verdi, canali, soluzioni che massimizzano il risparmio energetico come i pannelli solari e i 'tetti verdi'. Insomma, tra qualche anno, sulle rive dell'Ontario potrebbe esserci un'intera città 'verde'. ]]>
01/02/2010 22:55:44<![CDATA[Da un batterio modificato arriverà l'energia del futuro]]>
I vantaggi. Lo studio identifica un metodo potenzialmente poco costoso per convertire la cellulosa e gli scarti di prati e raccolti in carburante pulito, senza far aumentare i prezzi dei generi alimentari e soprattutto senza sottrarre risorse preziose per sfamare la popolazione mondiale. Finora, infatti, l'industria dei biocarburanti si è concentrata soprattutto sulla produzione di bioetanolo, un etanolo che si ottiene tramite la fermentazione di prodotti agricoli ricchi di zucchero, come i cereali, la canna da zucchero, gli amidacei e le vinacce. Una delle principali obiezioni a questo genere di carburanti, dunque, è proprio il fatto di consumare troppe risorse alimentari, andando a creare una competizione "sleale" tra bocche da sfamare e serbatoi delle automobili.

Il batterio modificato. Per uscire da questa impasse, i ricercatori di Berkeley e della LS9 hanno elaborato una versione geneticamente modificata di E. coli in grado di ottenere e "digerire" gli zuccheri anche a partire dalla cellulosa. Ciò consentirebbe, nel giro di alcuni anni, di estendere la gamma di risorse da cui partire per produrre il biocarburante: a grano, mais e canna da zucchero, potrebbero presto aggiungersi legno, paglia e altri materiali per i quali è necessario dividere la cellulosa in zuccheri. Un compito in cui la nuova versione del batterio sembra essere particolarmente capace, candidandosi come la nuova frontiera nella produzione del carburante biologico.

Il biocarburante. Lo studio dei ricercatori di Berkeley è innovativo perché per la prima volta il prodotto finale, il biocarburante, non è l'etanolo, bensì una miscela di molecole molto più complesse: gli acidi grassi etil-esteri, che sono in grado di produrre una quantità molto maggiore di energia. "Il biocarburante che siamo riusciti a produrre con E. coli libera almeno il doppio dell'energia prodotta con il bioetanolo", ha spiegato Eric Steen, uno degli autori dello studio. "Inoltre, a differenza del bioetanolo - ha aggiunto - queste molecole possono sostituire direttamente i normali combustibili senza bisogno di alcuna modifica degli attuali sistemi di combustione".

Le prospettive offerte dai batteri. L'utilizzo di batteri come produttori di biocombustibili offre poi numerosi vantaggi: dalla maggiore facilità con cui si possono introdurre modificazioni genomiche e rendere possibili nuove reazioni, alla diminuzione dei problemi legati alla produzione su larga scala. Inoltre, la capacità dei batteri di adattarsi a condizioni ambientali estreme e sfruttarne le risorse presenti allarga notevolmente, rispetto agli altri organismi, la possibilità di utilizzare materiali di scarto sia agricoli che industriali. A tutto vantaggio dell'ambiente e della produzione alimentare, che non vedrebbe sottrarsi del materiale prezioso. ]]>
01/02/2010 22:50:14<![CDATA[TerniEnergia: 10 MWp entro marzo, e le rinnovabili avanzano]]> “L’inizio del 2010 è contrassegnato da un incremento significativo del nostro business che prevede entro marzo la realizzazione di 10 MWp di potenza installata. Tale sensibile accelerazione rispetto al primo trimestre 2009, che aveva visto la realizzazione di potenza installata pari a 2 MWp, ci permette di essere confidenti sull’anticipazione dei target per il 2010”, ha dichiarato Stefano Neri, Presidente ed Amministratore Delegato della società, in occasione della presentazione del progetto Da completare entro la fine di marzo 2010 le istallazioni saranno realizzate per conto terzi per circa 5,5 MWp mentre 4,5 MWp sono destinati alle joint venture che il mercato riuscirà a proporre.
Grazie alla produzione di energia pulita che le nuove istallazioni produrranno si abbasseranno i livelli di inquinanti in atmosfera e il consumo di combustibili fossili per la generazione di energia.

fonte:rinnovabili.it]]>
01/02/2010 19:30:19<![CDATA[Rinnovabili, al 2020 la Spagna supererà l’obiettivo UE]]> E ben accoglie questi dati l’Ewea che attraverso Jacopo Moccia, Regulatory Affairs Advisor dell’Associazione fa sapere: “E ‘incoraggiante vedere che alcuni Stati membri stiano mirando a superare i propri obiettivi per il 2020. Nel caso della Spagna, l’energia eolica gioca un ruolo importante nelle previsioni ottimiste del Paese”. L’industria in tal senso prevede che la capacità nazionale di energia eolica salirà da poco più di 19.000 MW nel 2009, fino a 42.500 MW entro il 2020.

fonte:rinnovabili.it]]>
01/02/2010 19:28:25<![CDATA[Nuovi incentivi fotovoltaico: pronto il decreto?]]>
Da più parti si temeva una forte riduzione delle attuali tariffe, un taglio secco del 20% , che avrebbe fatto correre il rischio di un blocco del mercato ed un colpo mortale all’industria del settore, cosa già vista in Spagna nell’anno appena trascorso.

Le voci che arrivano dall’interno dei palazzi ministeriali parlano ora di una proposta di riduzione media del 6% , con una riduzione a scaglioni quadrimestrali nel 2011 in modo da “spalmare” il taglio più consistente previsto per il primo anno ed evitare un impatto forte ed in un solo colpo sul mercato. In pratica, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani finanziari:

   * per gli impianti che entreranno in produzione tra gennaio ed aprile 2011 si applicherebbe una riduzione delle tariffe incentivanti che a seconda del tipo di impianto oscillerebbe tra il 6,5 e l’8%
   * tra il 10 ed il 12,8% sarebbe invece la riduzione applicata agli impianti entrati in esercizio tra maggio ed agosto
   * tra il 15 ed il 17,5% la riduzione prevista per gli impianti che inizieranno a funzionare tra settembre e dicembre 2011
   * a partire da gennaio 2012 si andrebbe a regime e le tariffe applicate si ridurrebbero del 6% ogni anno

Nella nuova bozza del decreto il limite di potenza incentivabile sarebbe stato portato da 2 a 3GW.

Il 6% di riduzione annua delle tariffe incentivanti sarebbe un compromesso tra l’ipotesi originaria del governo di un taglio del 10% annuo e la richiesta degli operatori del settore che ritenevano più opportuno il 4% .

Sarà comunque la prova del mercato a dire se lo schema proposto oggi è quello giusto. Solo se a questo livello di riduzione degli incentivi corrisponderà una proporzionata diminuzione dei costi di installazione degli impianti fotovoltaici rimarrà la convenienza ad investire nel fotovoltaico e contemporaneamente il settore continuerà a svilupparsi e sarà in grado di procedere sempre più da solo e sulle proprie gambe.

fonte:www.pienosole.it]]>
01/02/2010 08:33:39<![CDATA[La Valle d’Aosta destina 2 milioni di euro al fotovoltaico]]>
Ora però la Regione autonoma valdostana ha lanciato, tra le altre, una sfida a sviluppare gli investimenti nel settore proponendo modifiche al Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013. Il programma prevede una dotazione di 2 milioni di euro per aiutare le aziende agricole della regione ad investire nel fotovoltaico.

Il meccanismo prevede un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese di impianto per cui gli investimenti complessivi attivabili potranno raggiungere la somma di 10 milioni di euro. Il contributo è vincolato alla tenuta in esercizio per almeno 20 anni dell’impianto realizzato.

Il fondo messo a disposizione dello sviluppo del fotovoltaico regionale è cofinanziato dall’Unione Europea per il 75% ed il restante 25% in quote uguali da Stato e Regione.

E’ ovvio che, in base alle norme vigenti, gli impianti fotovoltaici realizzati con il contributo del 20% potranno comunque avvalersi, in aggiunta, degli incentivi previsti dal Nuovo Conto Energia.

fonte:www.pienosole.it]]>
31/01/2010 23:05:15<![CDATA[Intel passa al solare con 2,5 MW di nuovi progetti]]>“L’Intel – ha dichiarato Brian Krzanich, vice president e general manager della produzione – è impegnata nelle energie verdi per ridurre la propria impronta di carbonio, nonché per stimolare il mercato e rendere più economicamente fattibili le rinnovabili per privati e aziende di distribuzione”.
Krzanich ha ribadito inoltre la volontà di continuare a perseguire investimenti nelle energie pulite come dimostra peraltro la Green Power Partner classifica compilata dall’Environmental Protection Agency (EPA) che pone l’Intel sul podio come il più grande acquirente volontario di elettricità verde.

fonte:rinnovabili.it]]>
31/01/2010 22:59:10<![CDATA[The winner is... l'Islanda, il paese più "verde" del mondo]]> Composto da 25 voci, é chiamato Environmental Performance Index ed è in grado di far interagire i dati della Banca Mondiale con quelli di alcuni istituti dell’Onu per capire quale, tra gli oltre 160 Paesi del pianeta presi in esame, è quello che risulta più vicino all’ideale di sostenibilità, nella produzione energetica, nell’edilizia, nei trasporti, nel trattamento dei rifiuti, nella mobilità, nei programmi del taglio dei gas serra e in altri importanti settori. Alla sua terza edizione, presentata al “World Economic Forum” di Davos, quella del 2010 (ma i dati raccolti si fermano all’inizio del 2009), il primo posto della classifica va all’Islanda. Seconda la Svizzera e terzo il Costarica. Questi non ci sorprendono. Quello che ci pare positivo che si siano relativamente ben piazzati alcuni paesi popolosi, ricchi e a forte industrializzazione. Ad esempio ottimo il settimo posto della Francia, buono il 14° della Gran Bretagna, discreto il 17° della Germania. L’Italia è al 18°. Ricordiamolo su 160 Paesi. E agli ultimi posti non troviamo Usa e Cina (i due maggiori inquinatori del mondo), ma poveri paesi soprattutto africani. Ultimo la Sierra Leone, penultimo la Repubblica Centro Africana, 161° la Mauritania, poi via via più su l’Angola, il Togo e il Niger. Stupisce invece il 152° dei pur ricchissimi Emirati Arabi che evidentemente non destinano grandi budget al settore clima-energia (o se lo fanno non si vedono i risultati, almeno secondo questo Index). Il maggior produttore di gas serra del mondo, la Cina, la troviamo al 121° posto e il secondo, gli Usa invece sono nella 62° posizione. Certo il fatto che paesi poveri e con difficoltà di sviluppo siano anche i più inquinati non deve essere accettabile da nessuno e dovrebbe spingere la comunità internazionale a essere più generosa e consapevole di quanto non lo sia stata alla Conferenza di Copenhagen. Il futuro della Terra dipende da “tutti” i paesi del mondo e i più ricchi non possono tirarsi indietro nel’aiutare i più poveri nell’intraprendere una strada sostenibile nello sviluppo economico e industriale. Non foss’altro perché, come gli è stato più volte rimproverato, per oltre un secolo e mezzo hanno prodotto, inquinato e consumato energia senza limiti e senza preoccupazioni, anche rispetto alla situazione di emergenza in cui oggi si trova tutto il pianeta.

fonte:rinnovabili.it]]>
31/01/2010 22:55:27<![CDATA[Milano: incentivi per caldaie pulite e pannelli solari]]> Il bando pubblicato ieri (28/01/2010) si rivolge a scuole di tutti i livelli, ospedali e cliniche, centri sportivi e ricreativi, ma anche le chiese e i musei di Milano potranno ricevere dal Comune fino a 200mila euro a fondo perduto per installare pannelli solari per la produzione di acqua calda e fotovoltaici, sostituire caldaie o isolare il proprio edificio con un cappotto coibentante, installazione di generatori di calore alimentati a gas naturale o di pompe di calore e impianti geotermici. I contributi saranno assegnati in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda e sino a esaurimento dei fondi.
«La città - spiega Massari - ha problemi di inquinamento e di risparmio energetico. Io credo che l’inquinamento non si combatta solo sul fronte delle auto e del traffico». Ecco perché questo nuovo finanziamento da 2 milioni di euro per un programma destinato a ridurre le emissioni inquinanti tramite una maggiore efficienza energetica dei palazzi.
Il cofinanziamento comunale prevede due diversi capitoli di sussidio: un primo per cappotti, impianti solari o fotovoltaici e sostituzione caldaie che garantisce un contributo fino a 130mila euro e un secondo dedicato invece all'installazione di impianti di condizionamento estivo per un importo totale di 70mila euro. «Questo bando costituisce un tassello importante nel quadro strategico disegnato dal Piano clima del Comune - aggiunge Massari - per favorire il risparmio energetico e migliorare la qualità dell'aria in città. La strategia per un ambente migliore? Consumare meno, risparmiare e utilizzare energie alternative. Con un nuovo impianto si riscalda meglio e si spende di meno». Il bando si può scaricare dal sito www.comune.milano.it alla voce «bandi» e alla sezione «contributi».

Domande all'ufficio protocollo di via Beccaria 19, dal lunedì al venerdì (ore 9-12).
Informazioni al settore Attuazione politiche ambientali - Servizio energia inviando un fax al numero 02-88454426 o una mail a MTA.Energia@comune.milano.it. ]]>
29/01/2010 08:42:22<![CDATA[ENERGIA: APPROVATO LEED ITALIA 2009 'NUOVE COSTRUZIONI']]>Un riconoscimento di grande rilevanza in quanto il GBC italiano e' in questo momento il primo a raggiungere questo ambizioso obiettivo. Adesso partira' l'ultima fase di messa a punto, che si concludera' a Trento il 14 aprile con il lancio ufficiale di Leed Italia e la pubblicazione della relativa guida. Questo significa che e' adesso possibile attivare il processo di certificazione secondo Leed Italia.

fonte:AGI]]>
29/01/2010 08:31:56<![CDATA[ENERGIA: RAPPORTO ERGEG, ANCORA SCARSA CONCORRENZA IN UE]]>Questo e' il giudizio che emerge dal Rapporto 2009 sullo stato delle liberalizzazioni e della regolazione, pubblicato dall'Ergeg, il Gruppo dei Regolatori europei dell'energia di cui fanno parte anche l'Autorita' italiana per l'energia e la Commissione europea.
Il Rapporto evidenzia come nell'ultimo anno i progressi delle liberalizzazioni nei settori elettrico e gas siano stati piuttosto limitati, sottolineando i principali ostacoli che alimentano la carenza di concorrenza: in molti mercati all'ingrosso e al dettaglio l'offerta e' concentrata nelle mani di pochissimi operatori; in alcuni Paesi esistono ancora prezzi amministrati che distorcono la concorrenza; alcuni importanti Gruppi restano ancora verticalmente integrati, ritardando l'applicazione di norme europee in tema di unbundling o separazione delle reti.
Per assicurare maggiori vantaggi a tutti i consumatori dell'Unione, l'agenda 2010 dell'Ergeg si concentrera' principalmente sulle azioni a favore di una maggiore concorrenza nel mercato europeo. I Regolatori europei hanno identificato, in coerenza con le nuove Direttive, alcuni obiettivi per l'anno in corso: sviluppare nuove azioni a tutela dei consumatori; promuovere il superamento di dominanze e monopoli ancora esistenti; progredire verso un assetto piu' aperto ed integrato fra mercati nazionali; intensificare le iniziative a favore dell'unbundling delle infrastrutture regolate.
Particolare attenzione sara' cosi' pure riservata: all'attuazione del Terzo Pacchetto di normative Ue per l'energia, comprendente l'attivazione della nuova Agenzia europea dei Regolatori nazionali; al miglioramento della trasparenza e dell'efficienza dei mercati, valorizzando anche le iniziative regionali gia' operative e armonizzando, per quanto possibile, i quadri regolatori fra i vari Paesi dell'Unione.
Nell'agenda 2010 dell'Ergeg trova anche evidenza l'impegno dei Regolatori europei a sostegno dell'Icer (la Confederazione mondiale dei regolatori dell'energia, recentemente formatasi proprio su iniziativa dei Regolatori europei) e delle attivita' di ricerca e formazione che trovano nella Scuola Internazionale per la Regolazione basata in Italia, a Firenze, un valido e collaudato riferimento.

fonte:AGI ]]>
29/01/2010 08:27:17<![CDATA[Apple punta al fotovoltaico per l’ iPod]]>Si ha notizia che Apple ha registrato un brevetto che riguarda l’alimentazione di dispositivi elettronici tramite celle fotovoltaiche trasparenti integrate nella struttura stessa dell’apparecchiatura.

Il brevetto si riferisce a nuovi dispositivi PMP (Portable Media Player), famiglia di dispositivi elettronici di cui gli iPod fanno parte, alimentati da energia rinnovabile.
Una delle peculiarità del brevetto è il sistema di gestione del flusso di elettricità generato dalle celle solari.

Il sistema brevettato assicura che solo nel caso ci sia sufficiente tensione la corrente generata vada ad alimentare direttamente il dispositivo elettronico , altrimenti l’energia fotovoltaica prodotta viene inviata a caricare la batteria interna.



fonte:www.pienosole.it]]>
28/01/2010 10:11:40<![CDATA[Certificati verdi, dall’Aeeg il prezzo dell’energia 2010]]>Con la legge n. 244/07 si è stabilito che a partire dal 2008, i certificati verdi emessi dal Gestore dei servizi energetici, ossia il sistema di incentivazione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili, fossero collocati sul mercato a un prezzo - riferito al MWh elettrico – pari alla differenza tra 180 euro/MWh e il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica definito dall’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas e registrato nell’anno precedente.

L’Authority nella riunione dello scorso 25 gennaio ha pertanto deliberato che “ai fini della definizione del prezzo di collocamento sul mercato dei certificati verdi per l’anno 2010, ai sensi dell’articolo 2, comma 148, della legge n. 244/07, il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica, definito in attuazione dell’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 387/03 e calcolato applicando i criteri previsti dalla deliberazione ARG/elt 24/08, è pari a 67,18 €/MWh”.

Dunque 24,16 euro in meno rispetto al 2009 in cui tale valore era stato definito pari a 91,34 €/MWh.

fonte:rinnovabili.it]]>
28/01/2010 09:52:23<![CDATA[Si moltiplicano le iniziative per promuovere il fotovoltaico]]>L’energia fotovoltaica continua ad essere al centro di iniziative per promuovere e rendere più facile l’installazione di nuovi impianti in molte città italiane. Sono di questi giorni due nuovi progetti, a Cesena e Reggio Emilia.

Nella cittadina romagnola l’iniziativa nasce dalla costatazione che a frenare la diffusione del fotovoltaico in Italia ci sia anche l’investimento iniziale e la difficoltà di accesso al credito. Così un accordo siglato tra la società Amico Sole e la Banca Romagna Cooperativa rende possibile installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto di casa letteralmente a costo zero.

Il privato cittadino o l’azienda che richiederà l’installazione dell’impianto fotovoltaico non dovrà sostenere nessun costo, sarà Amico Sole a fornire l’impianto “chiavi in mano” grazie al finanziamento della Banca Romagnola Cooperativa ed in cambio si limiterà ad incassare gli incentivi del Conto Energia per i venti anni previsti. Da parte sua il privato cittadino o l’azienda beneficerà per tutta la vita utile dell’impianto (stima circa 30 anni ) del risparmio in bolletta e del conguaglio annuale tra energia prodotta e quella consumata.
A Reggio Emilia si chiama “Raggi e Vantaggi” il progetto per il fotovoltaico promosso dal Comune e gestito dall’azienda multi-utility ENIA. A differenza del precedente, il progetto lanciato a Reggio Emilia si rivolge alle sole imprese ed ha l’obiettivo dichiarato di dare un’opportunità di crescita all’economia del territorio ed all’occupazione, pure in un momento di crisi, attraverso investimenti nelle energie rinnovabili.

Il progetto offre alle imprese del territorio un rapporto di collaborazione completo per la scelta e la realizzazione di impianti fotovoltaici, dallo studio di pre-fattibilità alla valutazione economica e finanziaria dell’operazione, dal finanziamento fino al 100% del costo dell’impianto alla sua realizzazione, dal collaudo e messa in esercizio agli interventi di manutenzione nel tempo. La caratteristica distintiva di “Raggi e Vantaggi” è quella di voler “mettere in rete”, know how , capacità e competenze presenti nel territorio, valorizzando l’economia locale e creando un volano di sviluppo. Al centro dell’operazione: il fotovoltaico .



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27/01/2010 09:59:43<![CDATA[La fabbrica più grande d’Italia per la produzione di pannelli fotovoltaici a film sottile]]>Nascerà a Catania il nuovo impianto per la produzione di pannelli fotovoltaici grazie ad un accordo appena siglato da Enel Green Power, Sharp e STMicroelectronics. Lo stabilimento sarà il più grande d’Italia nel settore e produrrà innovativi pannelli a film sottile su tecnologia Sharp già a partire dai primi mesi del prossimo anno: la capacità iniziale sarà pari a 160 MW destinata a raggiungere i 480 MW una volta a regime.

La nuova iniziativa nasce nell’ambito di un accordo più generale di partnership strategica tra le aziende finalizzata allo sviluppo del mercato del fotovoltaico nell’area del Mediterraneo.

Sharp contribuirà alla partnership con la sua innovativa tecnologia del film sottile a tripla giunzione, Enel Green Power con le sue competenze nel Project Management e nello sviluppo del mercato, STMicroelectronics con le capacità e competenze del suo personale già altamente specializzato nei settori a forte contenuto tecnologico. Per accelerare la realizzazione dell’iniziativa la fabbrica sarà localizzata presso un ‘impianto industriale esistente della STMicroelectronics che quest’ultima conferirà alla nuova società.

E’ previsto che lo sbocco commerciale della nuova realtà produttiva sia l’intero mercato dell’area Europa, Medio Oriente, Africa ma con un focus particolare nell’area del Mediterraneo.

Le stime di fatturato sono di circa 320 milioni di euro nel prossimo anno che ci si augura potranno arrivare ad un miliardo nel 2014 mentre l’investimento iniziale è di 320 milioni di euro con un target di 770 milioni nel 2014.

Le celle fotovoltaiche multi-giunzione sono realizzate sovrapponendo film sottili costituiti da semiconduttori diversi ( es Germanio, Arseniuro di Gallio, Fosfuro di Gallio), ognuno in grado di assorbire fotoni di un certo range di energia, consentendo così di assorbire le radiazioni solari in una banda più larga dello spettro ovvero, in parole più semplici, di massimizzare l’assorbimento della luce.



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26/01/2010 13:21:57<![CDATA[Energethica 2010, largo ai giovani progettisti]]> La vera novità del 2010 consiste però nella nascita di due nuovi eventi che si svolgeranno parallelamente alla manifestazione: ‘Energethica Piazza’ ed ‘Energethica Congress’ che si terranno nei centri minori e nei capoluoghi, cercando di diffondere in maniera capillare quelli che sono i principi chiave di Energethica, che quest’anno ha deciso di dare spazio anche ai più giovani. Dedicati ai progettisti under 35 i due concorsi banditi in occasione della 5° edizione dell’evento sulle rinnovabili:
Energia e trasporto merci: risparmio energetico e fonti rinnovabili per una catena logistica sostenibile i progetti presentati dovranno suggerire tecniche e metodologie per l’aumento dell’efficienza energetica e dell’utilizzo delle rinnovabili applicabili alla catena di distribuzione delle merci, tenendo sempre in primo piano la sostenibilità ambientale. In premio la somma di 4mila euro.
Per quanto riguarda il secondo bando Progetti che integrano la produzione di energia da impianti solari fotovoltaici. i progetti dovranno essere incentrati sulla micro e mini produzione energetica da fonte non fossile. Premio finale 3000 euro.

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26/01/2010 13:18:30<![CDATA[Acqua salata, pesci e mangrovie. E i biofuel divengono sostenibili]]>Integrati in quanto l’approccio utilizza acqua di mare per l’allevamento ittico in parallelo con la coltivazione di mangrovie e Salicornia, pianta comunemente diffusa su suoli salini. Questo sistema a ciclo chiuso, spiegano le compagnie, converte i rifiuti dell’acquacoltura in nutrienti e fertilizzanti per la vegetazione.
Le fonti di biomassa possono poi essere raccolte in modo sostenibile per generare energia pulita, creare biocarburanti aerei e altri prodotti. Commentando l’annuncio Jim Albaugh, presidente e CEO di Boeing Commercial Airplanes ha dichiarato: “Insieme con il governo di Abu Dhabi, Etihad Airways e altri leader del settore, stiamo creando il nostro futuro energetico attraverso lo sviluppo di una fornitura di combustibile rinnovabile già da oggi, e non quando i combustibili fossili si saranno impoveriti. Sviluppare e commercializzazione queste fonti di energia a basso tenore carbonio è la cosa giusta per il nostro settore, per i nostri clienti e per le generazioni future”.
Il Masdar Institute ospiterà il SBRP e fornirà laboratorio e strutture atte alla dimostrazione sia all’interno che all’esterno di Masdar City, mostrando la redditività di una soluzione ottimizzata geograficamente e la disponibilità di una tecnologia che carburanti verdi per il trasporto produce ad alta qualità.

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25/01/2010 16:16:54<![CDATA[Il fotovoltaico può portare 22 miliardi di valore aggiunto all’economia italiana]]>
Questi impressionanti dati sono il risultato della ricerca I-com “ll contributo del fotovoltaico alla competitività del sistema economico italiano”. Il presidente Stefano da Empoli aggiunge che queste risultanze si riferiscono allo stato attuale della filiera italiana. Ipotizzando infatti una produzione annuale equivalente a 3000 MW di pannelli fotovoltaici made in Italy, in parte destinata all’esportazione, si otterrebbe nel periodo 2010-2020 un valore aggiunto di 110 miliardi ed un’occupazione di 210 mila unità di lavoro in più. Altrettanto significativo sarebbe il beneficio fiscale per lo Stato: nello scenario di 9 GW installati al 2020 le entrate fiscali, tra redditi di lavoro e redditi di impresa, sarebbero pari a 6,6 miliardi di euro nel periodo.
Passando ai benefici ambientali la stima è di 6 milioni di tonnellate annue di emissioni evitate di CO2, con una contestuale significativa riduzione della bolletta energetica grazie ad un minor ricorso all’uso di fonti fossili per produrre elettricità pari a 800 mila tonnellate di carbone, 1,6 miliardi di metri cubi di gas e 200 mila tonnellate di prodotti petroliferi all’anno.

L’indagine rileva che nel nostro Paese il settore fotovoltaico si è sviluppato tardivamente rispetto ad altri Paesi nonostante l’Italia abbia potenzialità maggiori di quasi tutti i principali protagonisti a livello mondiale. Solamente alla fine del 2009 l’Italia si è avvicinata alla soglia dei 1000 MW installati, traguardo raggiunto da Germania e Giappone già nel 2004. Tuttavia non è troppo tardi per recuperare il terreno perduto ed i primi risultati si sono visti a partire dal 2008 grazie al sistema di incentivazione del Nuovo Conto Energia. La ricerca evidenzia poi che i costi d’installazione e gestione di un impianto fotovoltaico di 1 MW nel 2011 sono previsti in diminuzione di circa il 15% rispetto al 2007, ma avverte che ridurre drasticamente la tariffa incentivante per il 2011 rischierebbe di rendere assolutamente non finanziabili molti progetti.

Secondo lo studio I-com infine “appare fondamentale prevedere un orizzonte temporale d’incentivazione sufficientemente lungo, specie se si vuole stimolare la crescita di una filiera industriale, in modo tale da ridurre l’incertezza per gli investitori e consentire al sistema paese di cogliere i benefici indicati in precedenza”.

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24/01/2010 22:41:55<![CDATA[Eolico: 20MW grazie al nuovo 'Piano del Cornale']]>“Siamo onorati per la fiducia che AceaElectrabel ci ha nuovamente accordato. La firma di questo progetto riafferma l’ottimo rapporto instaurato con l’azienda, l’ulteriore sviluppo del mercato eolico in Italia, nonchè l’affidabilità e l’adattabilità del modello di turbina V52-850kW”, ha dichiarato Rainer Karan, General Manager di Vestas Italia.

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24/01/2010 22:38:21<![CDATA[Festival dell’Energia 2010: spazio all’innovazione]]> Tra le numerose iniziative torna il Call for papers, un bando per la presentazione di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica in ambito energetico, rivolto a Università, Fondazioni, Associazioni, Istituti di ricerca pubblici e privati, italiani e stranieri. Le proposte devono essere inviate entro il 15 marzo 2010 all'indirizzo callforpapers@festivaldellenergia.it e saranno selezionate dal Comitato Scientifico del Festival in base a criteri di innovazione e fattibilità.
Come nel 2009, i lavori di ricerca selezionati saranno presentati al pubblico durante i giorni della manifestazione all’interno di un’area dedicata – lo Spazio Innovazione - a cui si aggiunge la collaborazione tra I-Com (Istituto per la competitività) e Aris che, grazie alle rispettive esperienze nel settore della ricerca e della comunicazione, potranno dare maggiore visibilità all’iniziativa, creando una vetrina virtuale dove sarà possibile visualizzare e scaricare tutti i progetti.

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22/01/2010 18:31:21<![CDATA[Biocarburanti: sulle tracce del DNA dei girasoli]]> Gli scienziati mirano a realizzare attraverso l’incrocio di due specie un ibrido con semi ricchi d’olio da destinare all’alimentazione e spessi steli carichi di zuccheri complessi da convertire in bio-etanolo.
Ovviamente tra gli obiettivi finali c’è anche quello di rendere la pianta resistente alla siccità e ai parassiti. Il primo passo ovviamente sarà individuare i geni responsabili di tratti sopracitati. Gli scienziati sperano, entro quattro anni, d’essere già in grado di sviluppare una base per un programma di coltivazioni in cui la comprensione dei geni riduca drasticamente il tempo necessario per sviluppare gli ibridi che avranno così tutte le caratteristiche alimentari ed energetiche per rispondere alle sfide del prossimo futuro.

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22/01/2010 13:20:08<![CDATA[Bioenergy Expo, Verona dà spazio alle biomasse]]> Durante la seconda giornata, l’evento verterà sulla valorizzazione della terza fase di EUBIONET III, progetto incentrato sullo sfruttamento delle biomasse legnose per la produzione di energia da fonte pulita. “Ci sono enormi potenzialità in Italia per la filiera energetica da biomasse legnose. Bisogna in parallelo promuovere anche la gestione dei boschi e migliorare le infrastrutture forestali, spesso inesistenti”, ha dichiarato l’Ing. Leonardo Nibbi dell’Università di Firenze aggiungendo che il panorama delle biomasse in Italia risulta essere indietro rispetto alle potenzialità. Un’eccezione è costituita dal Trentino Alto Adige, che sembra aver capito l’importanza di tale risorsa dotando la regione delle necessarie infrastrutture forestali.
Il progetto EUBIONET coinvolge numerosi partner istituzionali e accademici appartenenti a 18 Paesi europei coordinati dalla Finlandia, intenzionati a diffondere ed incrementare il commercio internazionale della biomassa a fine energetici.
Le opportunità, secondo Leonardo Nibbi, sono concrete: “La parte forse più ardua – ha ammesso – è quella di convincere gli imprenditori agricoli ad intraprendere con consapevolezza la strada delle agro-energie, che davvero presenta potenzialità molto vaste”.
La manifestazione sarà, per i 19 partner del progetto sulle biomasse, l’occasione per comprendere le migliori strategie da adottare per la valorizzazione e la crescita del settore e del commercio internazionale di biocombustibili derivanti dalle biomasse al fine di accrescere l’economia nel totale rispetto dell’ambiente.

fonte:rinnovabili.it]]>
22/01/2010 13:17:23<![CDATA[IL GSE PUBBLICA IL NUOVO RAPPORTO SUL FOTOVOLTAICO]]>
I seguenti dati ci indicano la situazione nel periodo compreso fra il settembre 2008 e l’agosto 2009. Ed ecco che emerge come le Regioni che più si distinguono in positivo per diffusione di questa tecnologia sono l’Emilia Romagna (in modo particolare per impianti sino a 20 kW), la Basilicata e la Puglia (queste ultime per impianti con una potenza compresa fra i 20 e i 50 kW, mentre la Puglia è leader in solitario anche per le potenze sino a 1 MW). Capitolo Conto Energia.

Il Gse comunica che al gennaio 2009 sono in esercizio 61.874 impianti che hanno avuto accesso al Conto Energia di 813 MW. La considerazione che più balza all’occhio è il fatto che sarebbero appena 2 i MW di potenza installata che non usufruiscono dell’incentivo. Probabilmente si tratta di impianti stand-alone (quindi non connessi alla rete) e di impianti che per diversi motivi (burocratici e/o di cattiva organizzazione dei proprietari degli impianti) hanno perso la possibilità di usufruire dell’incentivo.

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21/01/2010 16:49:43<![CDATA[“Energy Roof”, un tetto che genera energia per la città o icona architettonica?]]>
L’Energy Roof è composto da tre strati, quello superiore contiene l’unità di generazione di energia, il livello di mezzo è quello strutturale e lo strato inferiore è costituito da una combinazione di vetri laminati e cuscini pneumatici traslucidi. L’ala ovest del tetto catturerà l’energia solare attraverso celle fotovoltaiche , mentre l’ala est catturerà l’energia eolica grazie a cinque turbine.

Il tetto, generatore di energia e nello stesso tempo bellezza architettonica, è inserito in un più ampio progetto di ricerca dell’Università di Perugia denominato “Passeggiando attraverso la storia” che ha l’obiettivo di creare un “percorso-racconto” lungo la storia della città attraverso siti archeologici sotterranei. “Energy Roof” verrà utilizzato come copertura della centrale via Mazzini e segnerà il punto di ingresso di una passeggiata archeologica attraverso la storia di Perugia. Aperture nel suolo permetteranno di avere la visione del tetto dal passaggio sotterraneo.

Sono in molti a sostenere che questa elegante ed innovativa struttura tecnologica ed architettonica sarà di esempio per un utilizzo brillante delle energie alternative e costituirà un’ulteriore elemento di orgoglio per la città di Perugia.

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21/01/2010 16:44:31<![CDATA[Terremoto Haiti: il fotovoltaico dà una mano ai soccorritori]]>Un nuovo importante strumento va ad aggiungersi a quelli tradizionalmente a disposizione dei soccorritori nelle situazioni di gravi emergenze. E’ il caso del terremoto che ha colpito l’isola caraibica.

Sol inc., una società americana produttrice di sistemi fotovoltaici per illuminazione, oltre ad una generosa donazione in denaro ha inviato ad Haiti lampioni solari alimentati da pannelli fotovoltaici in grado di illuminare strade, installazioni di pronto soccorso e strutture di assistenza in situazioni di mancanza di energia elettrica dalla rete.

In circostanze così drammatiche la disponibilità di illuminazione rende possibile prestare i soccorsi con continuità anche nelle ore notturne e far funzionare le strutture sanitarie 24 ore su 24, ma anche diminuire furti e saccheggi. I lampioni che la Sol inc. ha inviato ad Haiti sono della serie chiamata “Tropical”. Si tratta , come dice il nome stesso, di sistemi di illuminazione appositamente progettati per paesi tropicali, possono resistere infatti a situazioni meteo estreme come i forti venti degli uragani, sono a prova di corrosione, facili da installare (in meno di un’ora) e difficili da manomettere o trafugare. Sono dotate di lampade a LED per avere il massimo di luminosità con il minimo di consumo e sono dotate di batterie ricaricabili per immagazzinare l’energia durante le ore di insolazione ed erogarla quando si fa buio o nelle giornate senza sole (hanno autonomia fino a cinque notti consecutive) . Lampioni dello stesso tipo sono stati utilizzati con successo in occasione degli uragani Katrina e Rita.
Nel caso di Haiti, oltre ad un suo intervento diretto, Sol inc. ha lanciato una campagna per coinvolgere i clienti : per ogni lampada acquistata e messa a disposizione delle unità di soccorso nell’isola la società ne donerà una seconda.

Ci è sembrato importante segnalare questa storia , sia per il suo valore intrinseco di intelligente generosità, sia per la testimonianza che offre circa l’importanza positiva che la tecnologia del fotovoltaico sta sempre più assumendo nella vita dell’uomo moderno.



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20/01/2010 13:36:10<![CDATA[Sull’Isola di Ross ghiaccio, freddo e 3 turbine eoliche]]> Oggi l’isola è la sede della Base antartica Scott, stazione di ricerca della Nuova Zelanda e dell’americana McMurdo Station, che potranno così, a fronte degli oltre 7 milioni di dollari investiti, ricevere l’11% dell’energia necessaria al loro fabbisogno. Con una capacità di poco meno di un megawatt i tre aerogeneratori consentiranno una riduzione di quasi mezzo milione di litri di gasolio l’anno, altrimenti necessari per alimentare le stazioni. La particolare conformazione delle turbine dovrebbe renderle in grado di resistere ai forti venti della regione in grado di arrivare anche a 205 chilometri orari: tredici blocchi in calcestruzzo, inseriti nel terreno e raccordati da una struttura in acciaio fanno da ancora agli alberi. “Con temperature di 57 gradi sottozero – ha spiegato il portavoce Alan Seay – il comune processo di costruzione non è stato attuabile. Dal momento che non si possono eseguire colate di cemento in Antartide le fondamenta sono state prefabbricate in Nuova Zelanda, trasportate in volo al sito e letteralmente congelati in posizione”. Per Scott Bennett, project manager della Meridian: “se l’impianto eolico darà prova di successo, potrebbe essere seguito da altri, prendendo in considerazione anche il potenziale uso di energia solare. La filosofia é quella di ottenere un impianto in attivo e funzionante, che possa essere operativo per un anno ed indicarci la strada da seguire”.

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20/01/2010 09:49:12<![CDATA[Lazio: scenario energetico e opportunità per le imprese]]> L’appuntamento è all’Aula del PoloIdrogeno al Porto storico di Civitavecchia. Il responsabile, professor Vincenzo Naso, introdurrà il Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fabio Ciani e il Sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini.
I lavori inizieranno con il tema de “I Poli della Regione Lazio” cui interverranno Iosella Bruschi, dirigente della pianificazione in materia di uso razionale dell’energia e di utilizzo delle fonti per la Regione Lazio, Claudia Bettiol, consulente della Regione Lazio per i Poli, Fabio M. Frattale Mascioli del Polo “Mobilità Sostenibile Regione Lazio” e quindi Aldo di Caroin rappresentante del Polo Solare Organico Regione Lazio.
Quindi lo stesso professor Vincenzo Naso introdurrà il tema dell’ “Evoluzione dello Scenario Energetico”, seguita da una relazione di Fabio Orecchini, Responsabile Scientifico del PoloIdrogeno “CIRPS e PoloIdrogeno Lazio: facts and figures di una concreta realtà di ricerca”, con una relazione conclusiva di Vincenzo Naso.
Poi sarà il turno di “Aziende e Territorio: indicazioni, esperienze e confronto con istituzioni e ricerca” al quale interverranno David Imbriaco di Air Liquide, Chiara Pocaterra di APRE, Laura Cassì di ENEL, Agostino Iacobazzi dell’ENEA, Thomas Gromeier dell’ENI e Luana Grimolizzi di SAPIO. Nella sessione pomeridiana dei lavori si parlerà di “Attività e risultati del PoloIdrogeno Lazio come opportunità per le imprese” con delle relazioni del GEA (Gruppo Energia e Ambiente) e del GRA-(Gruppo di Ricerca Automotive) del CIRPS – Università Sapienza di Roma. Le relazioni si concluderanno con quella dell’Assessore all’Ambiente ed alla Cooperazione tra i popoli della Regione Lazio, Filiberto Zaratti, su “Strategia delle Rinnovabili della Regione Lazio”.

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19/01/2010 17:11:38<![CDATA[Energia fotovoltaica per alimentare le “navi ibride”]]>Sanyo ha annunciato di partecipare, insieme a Mitsubishi Heavy Industries Ltd ed alla società di navigazione Mitsui OSK Lines, al progetto di ricerca “ Hybrid Car Carrier” per la messa a punto di “navi ibride per il trasporto di auto” in grado di utilizzare energia naturale. Si tratta di un sistema di pannelli fotovoltaici (previsto un impianto di 200kW di potenza ) e batterie ricaricabili agli ioni di litio a bordo delle navi da trasporto auto che aiuta a ridurre le emissioni di CO2 . Il sistema funziona in ibrido con la classica alimentazione diesel e fornisce normalmente energia elettrica alla nave.

L’energia fotovoltaica prodotta durante la navigazione viene immagazzinata in batterie a ioni di litio ed erogata a richiesta. In particolare, quando la nave è ormeggiata, l’elettricità fotovoltaica viene utilizzata per le operazioni in porto invece di quella generata dal gasolio dei motori diesel che possono così essere fermati completamente assicurando zero emissioni di CO2 .Il progetto è entrato a far parte del “Programma per lo sviluppo di tecnologie per la riduzione delle emissioni di CO2 dalle nuove navi” del governo giapponese ed è previsto sia completato entro il 2012.

Più in generale Sanyo è sempre più impegnata nel business dei “Sistemi Intelligenti di Energia” che combinano generazione di energia (fotovoltaico), immagazzinamento di energia (batterie ricaricabili) e risparmio di energia. L’azienda giapponese ha pubblicamente dichiarato di puntare a diventare leader nel campo della energia e dell’ambiente.



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19/01/2010 13:27:48<![CDATA[La Francia taglia gli incentivi al fotovoltaico, la Germania è pronta a seguirla]]>La Francia, per bocca del suo Ministro per l’Ecologia Jean-Louis Borloo, ha annunciato un taglio alle tariffe incentivanti del fotovoltaico a partire da gennaio 2010 e fino a tutto il 2012.

Anche in Germania, governo, associazioni di categoria e aziende del settore stanno discutendo per una riduzione degli incentivi al fotovoltaico. Il ridimensionamento dell’aiuto allo sviluppo del fotovoltaico sembra essere davvero un orientamento comune in Europa man mano che l’industria del settore raggiunge la maturità e la dimensione degli incentivi comincia a pesare in maniera consistente sulle entrate fiscali o sulle bollette dei cittadini.

Tornando alla Francia, le nuove tariffe incentivanti prevedono tagli fino al 24% rispetto a quelle precedenti e sono così articolate:

  • 0,58 euro/kWh per gli impianti integrati (abitazioni, scuole e ospedali)
  • 0,50 euro/kWh per gli impianti integrati (tutte le altre tipologie di edifici)
  • 0,42 €/kWh per impianti parzialmente integrati
  • da 0,314 a 0,377 €/kWh per impianti a terra (la variabilità dipende dalla regione, quelle meno soleggiate beneficiano di tariffe più alte)

E’ importante ricordare che il piano energetico francese prevede un target di 1,1 MW fotovoltaici installati al 2012 e 5,4 MW al 2020.

Per quanto riguarda la Germania c’è grande attesa per la proposta di ribasso delle tariffe che verrà fatta a giorni dal ministro dell’ambiente. Qui alcune voci che circolano parlano di tagli fino al 25% mentre altre riferiscono di “contenuta riduzione” delle tariffe incentivanti ( oggi sono intorno a 0,39 €/KWh). Sono in molti comunque a sostenere che, anche in presenza di tagli alle tariffe, la domanda rimarrà sostenuta grazie alla diminuzione dei prezzi degli impianti. Ma non è proprio questo il criterio alla base del meccanismo di incentivazione ?

In Germania il fotovoltaico continua ad avere un grande successo: a fine 2009 si è raggiunto il ragguardevole traguardo di 7,7GW di potenza installata e la creazione di circa 80.000 nuovi posti di lavoro nel settore.

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18/01/2010 13:29:13<![CDATA[Nuovi sviluppi nella tecnologia dei vetri fotovoltaici trasparenti]]>La società americana New Energy Technologies ha annunciato ulteriori progressi nella messa a punto della sua tecnologia Solarwindows TM, superfici di vetro in grado di generare energia elettrica fotovoltaica grazie all’applicazione in superficie di minuscole celle solari. Finora uno dei maggiori ostacoli incontrati è stata la presenza di parti in metallo che per via della loro opacità diminuivano significativamente la trasparenza del vetro e perciò ne limitavano l’applicazione per finestre.

Per la prima volta,è stato annunciato, si è superata una significativa barriera scientifica realizzando una superficie fotovoltaica completamente trasparente grazie alla rimozione delle residue parti metalliche costituenti i contatti elettrici, sostituiti con materiali sintetici, ecologici e soprattutto più trasparenti.

La produzione di elettricità fotovoltaica generata su vetro è resa possibile dalla presenza di piccolissime celle solari , le più piccole finora mai prodotte al mondo, realizzate con polimeri conduttivi trasparenti che possono essere disciolti in liquidi e essere applicati sulle superfici per mezzo di una soluzione spray, con un innovativo processo in fase di brevetto.Il materiale usato per queste minuscole celle fotovoltaiche, che hanno dimensioni inferiori ad ¼ di un chicco di riso, possiede le stesse proprietà di semiconduttore del silicio ma mostra una capacità di gran lunga superiore di assorbire la radiazione luminosa e trasformarla in elettricità.

Tra l’altro una caratteristica distintiva importante di questi materiali e di Solarwindows TM è quella di essere in grado di generare energia elettrica non solo dalla luce naturale ma anche dalla luce artificiale, perciò sono in grado di sfruttare la luce delle lampade fluorescenti tipiche dell’illuminazione degli uffici e dei locali commerciali.

La tecnologia purtroppo non è ancora pronta per la produzione commerciale ma i progressi registrati e la potenzialità del “fotovoltaico spray” fanno sperare per un forte impulso al settore con il superamento dello concetto stesso dell’attuale, classico pannello solare.


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18/01/2010 13:26:15<![CDATA[Fotovoltaico italiano, superato anche il traguardo degli 800 MW]]>
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18/01/2010 13:21:16<![CDATA[Fotovoltaico, tra vecchio e nuovo Conto Energia]]> Il documento contiene il resoconto sulle domande ricevute, sulla gestione commerciale e amministrativa e sulle verifiche ispettive effettuate, fornendo inoltre, per ciascuna regione e provincia autonoma energia prodotta, energia incentivata e ubicazione degli impianti in esercizio.
Ad oggi scrive il Gse nelle conclusioni “si può ritenere che il primo Conto Energia sia di fatto esaurito e il bilancio conclusivo possa essere stimato in quasi 6000 impianti in esercizio per una potenza totale di circa 180 MW, a fronte degli oltre 12.000 impianti ammessi all’incentivazione per una potenza totale di 387 MW”. In riferimento ai primi due anni del nuovo Conto Energia il numero di impianti convenzionati è quasi cinque volte superiore a quelli relativi al primo e nella quasi totalità si tratta comunque di impianti in regime di scambio sul posto di piccolissima taglia, con una potenza media di poco superiore ai 4kW, “ le iniziative commerciali e soprattutto le grandi centrali multimegawatt necessitano di tempi lunghi di sviluppo: esistono criticità realizzative connesse alle incertezze degli iter autorizzativi e ai ritardi nelle connessioni alla rete MT e AT, soprattutto nelle regioni meridionali. Questi impianti, pertanto, faranno sentire il loro peso, soprattutto in termini di potenza installata, a partire dal 2010”.
Le stime ad oggi eseguibili prevedono che il limite di 1200 MW, relativo al nuovo Conto energia, potrebbe essere raggiunto già nel corso del 2010.

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18/01/2010 13:18:31<![CDATA[Un nuovo traguardo del fotovoltaico: le micro celle di silicio]]>Sono state messe a punto nel New Mexico(USA) presso la struttura governativa dei Sandia National Laboratories e presentate lo scorso dicembre.

Le micro celle di silicio hanno le dimensioni di piccoli brillantini, sono a base di silicio multicristallino e sono efficienti quanto le celle tradizionali ma meno costose per via del minor contenuto di silicio.

Grazie alla combinazione delle loro caratteristiche le nuove micro celle sono probabilmente destinate a costituire un nuovo standard per le celle fotovoltaiche.

Tra i vantaggi sottolineati dal team di ricerca americano che le ha messe a punto vi sono: nuove applicazioni, performance migliorate ed una forte potenzialità di riduzione di costi ed aumento di efficienza.Ma vediamo più in dettaglio gli elementi distintivi che caratterizzano le nuove celle.

  • Hanno una larghezza variabile da 0,25 a 1 millimetro ed uno spessore da 14 a 20 millesimi di millimetro ( il doppio di un globulo rosso o 1/5 di un capello umano).
  • Hanno una efficienza di conversione dichiarata del 14,9% e sono in grado di produrre la stessa quantità di energia di una cella tradizionale ma con una quantità di silicio cento volte inferiore.
  • Affidabilità ed effetto ombreggiamento prendono un vantaggio dalle ridotte dimensioni. Infatti essendo molto piccole le celle Sandia subiscono minori deformazioni meccaniche e per quanto riguarda l’ombreggiamento si verifica che anche con un’ombreggiatura parziale ce ne siano sempre molte altre completamente irraggiate e perciò produttive.
  • Sono realizzate utilizzando le tecniche di micro elettromeccanica di comune applicazione nell’industria elettronica e dei circuiti stampati e questo, insieme alla minor quantità di silicio, contribuisce a tenere bassi i costi di produzione.

Moduli fotovoltaici per i tetti delle case e dei magazzini realizzati con queste micro celle potranno avere controlli intelligenti, inverter e persino accumulatori integrati a livello di chip. Un modulo integrato di questo tipo semplificherebbe notevolmente le attuali complesse procedure di installazione e di autorizzazione.” ( Vipin Gupta, ingegnere Sandia)

Minuscoli concentratori solari realizzati con lenti di tipo molto economico ( poiché di focale corta e fabbricate allo scopo ) potrebbero essere montati su ogni singola micro cella in modo da aumentare il numero di fotoni che la colpiscono e quindi la produzione di elettricità.

E’ possibile avere elettricità ad elevato voltaggio direttamente all’uscita dei moduli per via dell’elevato numero di micro celle in un insieme. Questo porterebbe una riduzione dei costi associati con il cablaggio a causa delle minori perdite resistive a voltaggi superiori.

Insomma a detta del team dei Sandia National Laboratories il micro apre nuovi orizzonti ed interessanti opportunità al fotovoltaico.



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14/01/2010 16:53:42<![CDATA[Solare-eolico: futuro accordo per incrementare le rinnovabili]]> La regione spagnola della Navarra, parte dell’accordo, ha una produzione di energia eolica e solare che copre il 70% del suo fabbisogno, con l’ulteriore intenzione di raggiungere il 100% entro il 2015.
“Mentre affrontiamo le emergenze ereditate dal passato, pensiamo anche alla Sardegna del futuro.
Cerchiamo simultaneamente soluzioni adeguate per chi oggi rischia di essere travolto dalla crisi e progettiamo un nuovo modello di sviluppo per la nostra Isola, coniugando il rispetto dell’ambiente e la creazione di nuova occupazione”, ha dichiarato il presidente della Regione Ugo Cappellacci. “La cooperazione tra regioni, come quella che stiamo mettendo in atto tra la nostra Isola e la Navarra, rientra tra le linee strategiche volute dall’Unione europea che premia, finanzia e incentiva progetti pilota che risaltano le eccellenze sul fronte della ricerca e dell’innovazione”.
I rappresentanti delle due realtà si sono incontrati in Spagna dove hanno approfondito i rispettivi panorami energetici presentando i progetti sardi realizzati e discutendo di quelli futuri come il ‘Sardegna CO2.0’, il programma incentrato sulla riduzione delle emissioni dannose puntando alla diffusione delle rinnovabili grazie all’impiego di impianti innovativi, sostenibili dal punto di vista ambientale e soprattutto low carbon.

fonte:rinnovabili.it]]>
14/01/2010 09:51:30<![CDATA[Energia Fotovoltaica verso il 2011]]>
Alla luce di questi risultati e per non vanificare gli sforzi sin qui fatti ANIE e GIFI evidenziano tre temi su cui a loro parere occorre lavorare insieme ai rappresentanti istituzionali con massima urgenza e senso di responsabilità:

Limite degli 8.000 MWp incentivabili con il Conto Energia 2011 nel periodo 2011/2015 (e 15.000 MWp al 2020). I limiti inferiori ipotizzati nelle prime bozze del governo non garantirebbero lo sviluppo nel tempo del settore, mettendo seriamente a rischio i 15.000 preziosi posti di lavoro che si sono creati in questi ultimi 2 anni e tuttora in crescita.Necessità di chiarezza sulle autorizzazioni. Laddove si è consentita l’installazione degli impianti fotovoltaici tramite autorizzazioni semplificate si sono sì ottenuti risultati importanti, ma si è anche registrata, come è noto, la “produzione” di migliaia di MWp di autorizzazioni e diritti alle connessioni volte più alla “rivendita” delle stesse che alla vera e propria realizzazione.

Pianificazione e sviluppo della distribuzione e della trasmissione di energia elettrica nazionale. L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas dovrebbe stabilire una data entro cui i “produttori” di energia elettrica da fonte fotovoltaica portino a termine i lavori di realizzazione degli impianti per i quali hanno chiesto autorizzazione e connessione.

Successivamente a tale data si perderebbe il diritto alla connessione originariamente acquisito. Si dovrebbe stabilire la quota percentuale massima di superfici agricole che all’interno di ogni comune possa essere destinata a “uso fotovoltaico” , confermando la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici fino a 1 MWp tramite DIA.

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13/01/2010 17:09:49<![CDATA[Una tecnologia innovativa e italiana per rendere meno costoso il fotovoltaico]]>
Ma in cosa consiste la nuova tecnica e quali vantaggi dà al settore del fotovoltaico?
Cominciamo col dire che i materiali semiconduttori che costituiscono gli elementi di base delle celle fotovoltaiche sono Silicio, Arseniuro di Gallio, Rame, Indio e Germanio. Alcuni di questi sono rari e costosi, il Germanio in particolare.

I nostri ricercatori allora, utilizzando speciali apparecchiature e la tecnologia del plasma ( gas ionizzato, simile a quello che fa funzionare i televisori a schermo piatto “al plasma”) sono riusciti a depositare il più costoso e raro Germanio su un substrato di Silicio, elemento abbondantissimo in natura.

I vantaggi per il fotovoltaico sono di grande rilevanza in quanto si realizza così la possibilità di costruire celle solari che utilizzano il Germanio, elemento semiconduttore con la più alta efficienza nella conversione della luce ( attualmente fino al 40%), ma in quantità fortemente ridotta in quanto depositato via plasma su un substrato di materiale diverso.

E’ stato riportato che il costo dell’elemento costitutivo di una cella fotovoltaica possa così essere ridotta di circa il 60% , mentre è del 30% la riduzione del costo calcolato rispetto ad una cella più costosa basata sul solo Germanio.
La scoperta è definita rivoluzionaria per l’industria del fotovoltaico e vi è l’orgoglio tutto italiano per aver messo a punto una tecnica in grado di ottenere celle fotovoltaiche con una maggiore efficienza e risparmiando sui materiali.

fonte:www.pienosole.it]]>
13/01/2010 17:02:37<![CDATA[UE: a Siviglia per parlare del piano energetico 2010-2014]]> Al fine di evitare il tipo di problemi verificatisi tra la Russia e l’Ucraina, Garcìa ha affermato che durante questa legislatura, la Presidenza spagnola dell’Unione europea cercherà di migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico diversificando le fonti di energia e lo sviluppo infrastrutture interconnessione dei paesi. Il funzionario ha espresso l’auspicio che la nuova normativa europea in materia possa essere approvata proprio durante il periodo spagnolo e ha definito le interconnessioni tra i vari paesi come l’elemento “chiave”, che permetterà tra le altre cose di ottenere di rifornire i paesi comunitari con il gas proveniente dal Nord Africa.
Il settore delle imprese ha mostrato particolare interesse per la creazione di tre nuove interconnessioni nel settore della fornitura energetica a cui si uniranno anche lo sviluppo della rete elettrica per migliorare la gestione delle energie rinnovabili, prevedendo di redigire i progetti definitivi entro giugno. Tra gli obiettivi del mandato spagnolo anche la ricerca di nuove misure d’efficienza energetica, il miglioramento del coordinamento tra le diverse autorità di regolamentazione e l’approfondimento delle relazioni con i paesi terzi.

fonte:www.rinnovabili.it]]>
13/01/2010 16:55:24<![CDATA[Nuovi progressi sullo spray fotovoltaico]]> La società ha annunciato in questi giorni d’aver sviluppato un processo, ancora in attesa di brevetto, per l’applicazione delle celle e dei relativi componenti sui supporti vetrosi. I ricercatori sono stati in grado di superare con successo uno dei più grandi ostacoli relativi alla trasparenza della soluzione spray, incontrati nello sviluppo di un altro prodotto della società, la SolarWindow New Energy, ossia la presenza del metallo che in quanto materiale opaco blocca e impedisce la visibilità della luce attraverso il vetro.
Nonostante il progetto si trovi ancora alle prime fasi Meetesh V. Patel, presidente e CEO di New Energy Technologies, è convinto di poter ottenere in breve tempo risultati tali da passere allo scale-up. “In termini commerciali - spiega Patel - questa nuova tecnologia spray potrebbe tradursi in vantaggi di produzione importanti per la nostra SolarWindow, compresi significativi risparmi, una maggiore velocità di produzione, ed un lavoro a temperatura ambiente, ostacoli comuni al successo commerciale delle nuove tecnologie solari”.

fonte:www.repubblica.it]]>
13/01/2010 09:49:55<![CDATA[Quando biomasse e solare termodinamico lavorano in tandem]]> E’ ormai noto come la tecnologia termodinamica a torre impieghi degli specchi per la concentrazione della luce solare; questa a sua volta è utilizzata per la generazione di vapore impiegato per azionare la turbina.
"La Cina vuole costruire a grande scala" ha dichiarato Bill Gross fondatore e chief executive dell’azienda californiana, “Nel corso del tempo ci sarà la domanda di 2 terawatt - duemila volte quello che stiamo facendo adesso.”
L’accordo, firmato la settimana scorsa, vedrà la eSolar e la Pengai Electric, produttore cinese di apparecchiature elettriche di potenza, unite nella costruzione, nell’arco del prossimo decennio, di 2 GW di impianti solari termici. In questo caso il piano prevede anche la costruzione di centrali elettriche a biomassa per la produzione di energia elettrica quando il sole tramonta, impiegando come materia prima un arbusto locale (una varietà di salice) coltivato nella regione circostante per combattere la desertificazione La società ha annunciato che i lavori per la realizzazione del primo impianto da 92 MW inizieranno entro la fine dell’anno nel Yulin Alternative Energy Park, accanto alla locazione di una nuova centrale a biomasse creando un sito dedicato interamente alle rinnovabili. Zhao Weikang, presidente e chairman della Shaanxi Yulin Huayang New Energy Co., che possiederà e gestirà l’impianto da 92 MW ha dichiarato che il contributo di eSolar sarà rappresentato “ dalla tecnologia a torre CSP, che ha dimostrato maturità commerciale e di fattibilità economica”.

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12/01/2010 19:29:05<![CDATA[Il nostro primo Giga fotovoltaico]]>
Tanto per dare un riferimento quantitativo, un Gigawatt corrisponde all’incirca alla potenza media una centrale elettrica tradizionale ed è in grado di soddisfare il fabbisogno di circa 350 mila utenze familiari, anche tenendo conto dei picchi di consumo. La Germania, paese europeo leader nell’installazione del fotovoltaico, a fine 2008 poteva contare invece su 5,3 GW, seguita dalla Spagna a quota 3,4 GW.

Il dato italiano 2009, anche se rettificabile nel dettaglio, oltre a rappresentare un motivo di soddisfazione per quanto fatto sinora (ma molto di più si poteva ottenere se politica, disinformazione e burocrazia non avessero congiurato per tarpare le ali alle potenzialità delle rinnovabili), serve però anche da monito per il futuro. Si tratta infatti, sottolinea ancora Qualenergia, di un risultato “utile a valutare i futuri sviluppi del settore alla luce della prima, discutibile, bozza del prossimo conto energia che partirà dal 2011 e fatta trapelare a dicembre (se ne è parlato anche su questo blog). Qui infatti le nuove tariffe incentivanti vengono rese disponibili fino ad una soglia di potenza di 1.500-2.000 MW, che secondo l’attuale trend potrebbe essere coperta in un solo anno e mezzo. Un orizzonte troppo ravvicinato per le scelte di investimento degli operatori. Per non parlare dell’articolo 3, comma 1 di questa bozza in cui si parla di un obiettivo nazionale al 2020 di soli 5.000 MW, molto sottodimensionato rispetto all’obiettivo governativo presentato nel 2007 (8.500 MW) e veramente risibile rispetto a quello indicati recentemente dalle associazioni di categoria (15.000 MW)”.

Il dato ufficiale sulla potenza fotovoltaica installata in Italia verrà pubblicato nei prossimi giorni del Gse, il Gestore del servizio elettrico nazionale.

fonte:repubblica.it]]>
12/01/2010 11:14:52<![CDATA[Energia, dalle fonti rinnovabili un quinto dell'elettricità prodotta nel 2009]]> «Il nostro obiettivo è di produrre un quarto dell'elettricità con le fonti rinnovabili – ha affermato il ministro Claudio Scajola - e per arrivarci, ancora per alcuni anni sarà necessario prevedere forme di sostegno al settore per compensare i maggiori costi di queste fonti e attrarre nuovi specifici investimenti. Ma è anche necessario raggiungere una maggior efficienza con investimenti in ricerca e tecnologia".
L'accelerazione maggiore tra le fonti rinnovabili si registra nella produzione di energia solare da impianti fotovoltaici, che da un anno all'altro è passata da 193 GWh a circa 1.000 GWh del 2009, con un incremento di oltre il 400 per cento. Rilevante pure il dato di produzione dell'eolico, che è passato da 4.861 GWh del 2008 a circa 6.600 GWh dell'anno scorso, con un aumento del 35 per cento.
Altrettanto indicativo il dato sulla produzione degli impianti a biomasse: dai 5.966 GWh del 2008 si è arrivati ad una stima di circa 6.500 GWh del 2009, con un incremento del 10 per cento.
Contribuisce, infine, in maniera significativa e continuativa l'apporto degli impianti idroelettrici che, grazie alle opere di rifacimento delle infrastrutture esistenti e all'ottima idraulicità registrata lo scorso anno, hanno registrato un aumento della produzione del 13%, da 41.623 GWh a circa 47mila GWh. Grazie a tali incrementi, la produzione da fonti rinnovabili ha pertanto coperto nel 2009 circa il 20% del consumo interno lordo di elettricità, rispetto al 16,5% del 2008, dato che sconta la flessione dei consumi registrata nel corso dell'anno.
Si tratta di risultati molto significativi – ha concluso Scajola – che confermano l'efficacia del sistema di incentivi pubblici creato nel nostro Paese per tutte le fonti rinnovabili, reso ancora più conveniente per i piccoli impianti dal decreto governativo del dicembre 2008. Tali risultati andranno confermati nel corso dei prossimi anni attraverso altri interventi per rendere più stabile ed efficiente il quadro complessivo di sostegno e per semplificare i processi di autorizzazione e connessione alle reti elettriche degli impianti". In tal senso, alcuni congrui interventi sono già stati previsti dalla "legge Sviluppo" (del luglio 2009) e vedranno i loro frutti nel corso del 2010. Nei primi mesi di quest'anno, inoltre, un ulteriore contributo sarà dato dall'emanazione di una serie di provvedimenti, già messi in cantiere a fine 2009, come il nuovo "conto energia" per il fotovoltaico e le linee guida nazionali per l'autorizzazione degli impianti da fonti rinnovabili. Infine, sempre secondo Scajola, entro la fine del 2010 con il recepimento della direttiva europea 2009/28/Ce, attuativa del pacchetto 3x20 "energia-clima", potrà essere completato il quadro necessario per il raggiungimento dei target europei e simultaneamente data attuazione agli obiettivi fissati dal programma di governo al fine di ottenere, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità ambientale, un migliore mix energetico.

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11/01/2010 09:54:03<![CDATA[La Germania ancora regina del vento europeo nel 2020]]> Secondo gli ultimi dati calcolati dall’industria di questo totale fino a 42 GW saranno prodotti da impianti eolici onshore, mentre i restanti 10 GW saranno ottenuti da turbine offshore. “Il mercato interno si è dimostrato molto stabile negli ultimi anni e sarà anche capace di venir fuori dagli ostacoli amministrativi che ora lo affliggono”, ha fatto sapere la lobby tedesca BWE che, con il rapporto Ewea alla mano, si lancia nella sua previsione: entro il 2020 l’energia eolica potrebbe soddisfare un massiccio 25% del consumo d’energia elettrica in Germania.
Tuttavia, BWE avverte che per raggiungere questo livello è di vitale importanza una rapida espansione della rete, utilizzando in alcune zone cavi sotterranei e nel contempo un miglioramento della capacità complessiva della trasmissione elettrica con misure quali la gestione dei flussi di carico e conduttori ad alta temperatura. Le nuove regole concordate lo scorso anno hanno finalmente reso l’eolico marino finanziariamente sostenibile, spiega la BWE, ma la ricerca deve essere eancora portata avanti.

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09/01/2010 16:09:04<![CDATA[Quanto ci costa un mondo pulito diminuire le emissioni è low cost]]>
Una valanga che travolgerà il nostro stile di vita, costringendoci a rinunce e penitenze? La risposta è no. Dimezzare le emissioni non significa che saremo costretti ad andare in giro in sandali e lana grezza. Al contrario, gli effetti sulla vita quotidiana sono straordinariamente limitati.

I modelli econometrici hanno un valore di predizione necessariamente limitato, tanto più quando si tratta di prevedere il comportamento dei prezzi, da qui a quarant'anni. Se prestiamo fede ai più recenti esercizi degli economisti, tuttavia, meno emissioni non significano disastro in vista. Secondo uno studio della scorsa estate della Northwestern University, tagliare le emissioni del 50 per cento comporterebbe, negli Stati Uniti, un aumento generale del prezzi al consumo non superiore, in media, al 5 per cento. È vero, però, che, per arrivare ad un taglio globale del 50 per cento delle emissioni, i paesi industrializzati dovrebbero ridurre le loro (come ha già annunciato di voler fare Obama), dell'80 per cento. Ma anche questo taglio non avrebbe effetti drammatici, secondo il Pew Center on Global Climate Change: "Anche tagliare le emissioni dell'80 per cento nell'arco di quattro decenni avrebbe, nella gran parte dei casi, un effetto molto limitato sui consumatori".


Lo stesso vale per l'Europa. La rivista New Scientist ha commissionato a Cambridge Econometrics - una società di consulenza che fornisce regolarmente, sul cambiamento climatico, modelli econometrici al governo britannico, ma a scadenza più ravvicinata - una previsione dell'impatto sui prezzi, per i consumatori inglesi, di un taglio delle emissioni, al 2050, dell'80 per cento, rispetto al 1990. I ricercatori ci sono arrivati, prendendo come riferimento l'esperienza storica. Cioè quanto, in passato, i mutamenti del costo dell'energia hanno influenzato i prezzi di 40 diversi prodotti di consumo. Risultato? L'impatto, sui prezzi di gran parte dei prodotti di consumo è modesto: l'1-2 per cento. Il prezzo del cibo aumenterebbe, in media, dell'1 per cento, come quello dei vestiti e delle automobili. Una pinta di birra costerebbe il 2 per cento in più, un pc portatile da 1.000 euro ne costerebbe 1.020. Anche una lavatrice o un frigorifero costerebbero solo il 2 per cento in più.

Questo avviene perché l'energia necessaria a produrre questi beni rappresenta, appunto, l'1-2 per cento del prezzo finale. I beni e i prodotti in cui l'energia pesa di più subirebbero una spinta assai più forte, ma sono relativamente pochi. La bolletta dell'elettricità, ad esempio, rincarerebbe del 15 per cento. E ancora di più i viaggi aerei, dove l'energia rappresenta oltre il 7 per cento del prezzo finale. Dato che le compagnie aeree, al momento, non hanno un'alternativa a basso contenuto di anidride carbonica come combustibile, pagarsi i diritti alle emissioni sarebbe un costo pesante. Cambridge Econometrics prevede un aumento del 140 per cento del prezzo dei biglietti aerei.


In effetti, i calcoli del modello presuppongono due ipotesi. La prima è che il governo fornisca incentivi ai cittadini perché, invece del gas, usino l'elettricità per la cucina e, soprattutto, il riscaldamento. La seconda è che il governo stesso investa massicciamente nelle infrastrutture necessarie per le auto elettriche. Da qui a 40 anni, non sono, però, ipotesi remote. E, comunque, dice un altro studio, realizzato da un gigante mondiale della consulenza, come McKinsey, hanno un peso relativo: "Quattro quinti delle riduzioni nelle emissioni - sostengono gli analisti della McKinsey - possono essere realizzati sfruttando tecnologie che già oggi esistono su scala commerciale". Basterebbe, dicono, un prezzo dei diritti alle emissioni di 50 dollari per tonnellata di CO2. "E il 40 per cento delle riduzioni - aggiungono - di fatto consentono di risparmiare soldi".

Ma allora, le previsioni catastrofiche, come quelle di un luminare di Yale, William Nordhaus, secondo il quale stabilizzare clima e temperature costerebbe, solo agli Usa, 20 mila miliardi di dollari? Si tratta di intendersi. Stephen Schneider, di Stanford, ha rifatto i conti di Nordhaus. I 20 mila miliardi di dollari, infatti, non sono il costo immediato, ma al 2100. Se si assume che, da qui ad allora, l'economia americana crescerà in media del 2 per cento l'anno, un ritmo abbastanza ordinario per il gigante Usa, il prezzo da pagare per salvare il pianeta non sembra un granché: "Vuol dire solo - secondo Schneider - che gli americani dovranno aspettare il 2101 per essere ricchi, quanto, senza toccare le emissioni, sarebbero stati nel 2100".

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08/01/2010 09:51:59<![CDATA[Kenya, la Spagna finanzia una wind farm da 10 MW]]>07/01/2010 15:58:12<![CDATA[Marocco: il Piano Solare da 9 mld pronto a decollare]]> “Stiamo avanzando senza problemi nel piano di implementazione di questo grande progetto. Inizieremo prima con la gara per la centrale elettrica Ouarzazate e successivamente con gli altri bandi”, ha riferito Benkhadra in occasione dell’inaugurazione di un impianto di stoccaggio di gas nel porto di Jorf Lasfar, nei pressi di Casablanca. Un progetto ambizioso ma di cui il Paese ha fortemente bisogno se si considera come sia attualmente l’unico stato africano costretto a importare petrolio. Una volta completate, le cinque centrali rappresenteranno circa il 38% della produzione energetica nazionale disponibile entro il 2020. La copertura finanziaria del piano sarà ottenuta da una combinazione di capitali pubblici e privati, ed in tal senso il ministro ha ricordato come il Marocco sia aperto alla cooperazione con governi e imprese straniere ed allo scambio del know-how tecnologico.

fonte:rinnovabili.it]]>
07/01/2010 15:52:24<![CDATA[Nove auto elettriche pronte al debutto in Italia]]>
Quest'anno è previsto il debutto di: Mitsubishi i-Miev, Smart Electric Drive, Citroen C-Zero e Peugeot Ion, tutte solo elettriche; a queste si affiancherà la Toyota Prius ibrida plug-in.

Nel 2011 arriveranno invece: Renault, probabilmente con due differenti modelli; Opel Ampera, Chevrolet Volt, Mercedes Classe A e non è esclusa la possibilità che ci sia anche la Nissan Leaf.

fonte:www.h2roma.org]]>
04/01/2010 15:51:06<![CDATA[No della Campania alle centrali nucleari]]>
In attesa che i siti vengano definiti, la Campania dichiara dunque off-limits il nucleare, in tutte le sue versioni. Anche se dalle tante voci ufficiose non era emersa finora l'ipotesi di un sito in Campania, fatta eccezione forse per la tentazione di utilizzare la dismessa centrale di Sessa Aurunca sul Garigliano come deposito. La norma ricalca quasi letteralmente quella varata circa un mese fa dalla Puglia di Nichi Vendola. E si aggiunge alla battaglia già intrapresa da altre Regioni con il ricorso avanzato alla Corte costituzionale contro il piano energetico nazionale. Proprio quel piano diventa ora il terreno di battaglia, dato che è lì che si individua il carattere strategico degli impianti e quindi anche la competenza dello Stato centrale.

Non a caso, passato il capodanno, in Campania è scoppiata immediata le polemica da parte di esponenti del Pdl. Il fuoco alle polveri lo ha dato il consigliere regionale Fulvio Martusciello: "È un polverone su una materia non delegabile alle regioni. Abbiamo già provveduto a segnalare l'incostituzionalità al ministro competente. La verità è che c'è chi vorrebbe una Campania anni '50". È d'accordo Franco D'Ercole, leader dell'opposizione in Consiglio regionale: "Quella parte della Finanziaria potrebbe essere impugnata dal governo in quanto il nucleare risponde ad una scelta strategica nazionale che è sottratta alla competenza regionale. Noi non diciamo che in Campania debbano necessariamente farsi le centrali, ma affermare il principio che la Campania non può autorizzare l'installazione di centrali nucleari può comportare il rischio di rimanere a secco di energia".

Si profila dunque un braccio di ferro sul nucleare presso la Consulta. I partiti del centrosinistra campano comunque difendono la norma. Nicola Marrazzo di Italia dei valori non ha dubbi: "Abbiamo salvato la Campania da un piano scellerato. Ora il governo deve concordare le sue scelte con la Regione". Tonino Scala di Sinistra e Libertà sancisce che "il piano di Scajola è inapplicabile". E la notizia viene accolta con favore da Alfiero Grandi, presidente del "comitato per le energie rinnovabili-no al nucleare". Grandi rileva che "ben 13 Regioni hanno già fatto ricorso alla Corte Costituzionale e molte hanno adottato atti che concordano ad escludere il nucleare nel loro territorio. Purtroppo ancora troppo poco si è capito che il Governo ha fatto approvare una legge che non solo è uno schiaffo al referendum del 1987 ma prevede una procedura autoritaria e impositiva". Il che fa augurare a Grandi che "nelle prossime elezioni regionali la questione nucleare venga affrontata esplicitamente".

fonte:www.repubblica.it]]>
04/01/2010 13:29:46<![CDATA[La bioingegneria migliora il biodiesel che viene dal tabacco]]> Secondo Vyacheslav Andrianov, professore assistente al Cancer Biology dell’ateneo, il tabacco è in grado di generare biocombustibile in maniera più efficiente rispetto ad altre colture agricole. La maggior parte dell’olio si trova in genere nei semi della pianta in una percentuale di circa il 40 per cento rispetto al peso secco.
Già testato per l’utilizzo come combustibile per motori diesel la resa del tabacco è tuttavia modesta essendo a sua volta ridotto il quantitativo di semenza (circa 600 kg di semi per ettaro). Il Dr. Andrianov ei suoi colleghi hanno pertanto studiato, attraverso la bioingegneria, un modo per modificare geneticamente le piante affinché le foglie nascano con un’alta percentuale di olio. “Il tabacco possiede molta attrazione come biocombustibile dal momento che si tratta di una coltura non destinata alla produzione alimentare”, ha detto il dottor Andrianov.
“Noi siamo riusciti a trovare il modo di modificare geneticamente le piante in modo che le loro foglie esprimano più olio. In alcuni casi, le piante modificate hanno aumentato tale produzione di una ventina di volte”. Il loro lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica Plant Biotechnology Journal.

fonte:www.rinnovabili.it]]>
04/01/2010 12:56:11<![CDATA[GIU' I PREZZI DEL FOTOVOLTAICO, IN AUMENTO IL CONTRIBUTO DELL'ITALIA]]>
Complessivamente, nel nostro Paese la potenza degli impianti fotovoltaici installati è pari a 668,6 megawatt. Secondo lo studio, entro il 2020 con questa fonte energetica si potrebbe soddisfare addirittura il 12% della domanda di elettricità dell'Unione europea, a confronto con la situazione attuale di poco inferiore all'1%.

Il nostro Paese, se venisse confermata questa tendenza, sarebbe uno di quelli che potrebbe contribuire in misura maggiore al conseguimento degli obiettivi europei di lotta al cambiamento climatico. Ma, secondo l'Epia, si tratta di un traguardo realizzabile soltanto a patto che in Europa si verifichino due condizioni in particolare: una maggiore flessibilità del sistema di generazione elettrica e sistemi di sostegno al mercato stabili e sostenibili.

A livello operativo tra i maggiori beneficiari di queste notizie c'è Kerself che oggi in Borsa passa di mano a quota 8,745 euro e sale dell'1,16%. Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mse) starebbe elaborando uno schema di tariffe incentivanti in linea con quelle richieste dalle associazioni di settore. Il decreto dovrebbe essere emanato presumibilmente entro metà gennaio.

fonte:www.milanofinanza.it]]>
31/12/2009 10:57:23<![CDATA[Sudan, partita la prima esportazione di bioetanolo]]>
fonte:Rinnovabili.it]]>
29/12/2009 10:21:26<![CDATA[Bolzano: Fotovoltaico all’aeroporto]]>
fonte:www.libero-news.it]]>
28/12/2009 22:12:06<![CDATA[FOTOVOLTAICO, ECCO COME TRASPORTARE GLI ELEMENTI COSTOSI ]]>Una tecnica ideata in Italia dal Cnr

“Trasformare un elemento fotovoltaico in un altro, per ottimizzare le sempre piu' rare e preziose materie prime disponibili, ma anche per snellire tempi e costi di produzione".

E' la rivoluzionaria tecnica, informa un comunicato del Cnr, messa a punto dalla Dichroic Cell in collaborazione con l'Università degli studi di Ferrara e Cnr-Infm.

Gli elementi alla base delle celle fotovoltaiche sono silicio, arseniuro di gallio, fosfuro di indio e gallio, ma soprattutto germanio. Tutti rari e costosi, soprattutto il germanio. Per aggirare questo ostacolo, la Dichroic Cell ha iniziato a sviluppare una metodologia del tutto innovativa, che mira a convertire un elemento costoso e raro come il germanio in un altro elemento, il silicio, più reperibile e meno dispendioso.

"Energie rinnovabili ed efficienti, oltre che alla portata di tutti: con questo obiettivo - sottolinea il presidente del Cnr Luciano Maiani - il Consiglio nazionale delle ricerche si cimenta da anni. Ogni progresso in tal senso costituisce dunque un passo in avanti verso un traguardo tanto ambizioso quanto strategico per il paese".

fonte:agricolturaonweb]]>
28/12/2009 22:08:04<![CDATA[Decreto Scajola: requisiti delle zone sede delle centrali nucleari]]>Sulla base di tali criteri saranno poi le imprese interessate a proporre in quali zone intendono realizzare gli impianti nucleari”.
Questa la dichiarazione del ministro per lo Sviluppo, Scajola, in merito al decreto che fissa i criteri per l’individuazione per i siti dove dovrebbero sorgere le centrali nucleari in Italia, frutto dell’accordo con i partner francesi.
Da queste parole si desume che dovrebbero essere, nel rispetto di alcuni criteri generali, le stesse imprese che realizzeranno gli impianti a scegliere la loro collocazione.
Il programma sulla produzione di energia nucleare, secondo gli obiettivi del governo, porteranno al completamento della prima centrale nel 2013. Scajola insiste sul concetto che si tratta di una scelta indispensabile per una maggiore autonomia dall’importazione di energia sia pure, come precisa il ministro, con una “particolare attenzione alla sicurezza delle persone e alla protezione dell’ambiente”.
Tre i ministri che hanno preparato il decreto, oltre a Scajola, il ministro dell’Ambiente e Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture.
Ora la parola passa alla Conferenza Stato-Regioni e in seguito alle Commissioni Parlamentari. L’iter prevede poi il ritorno del decreto al consiglio dei ministri per la formulazione definitiva della cosiddetta “strategia nucleare” dove saranno esplicitati tutti gli obiettivi.
I siti prescelti dovranno rispondere ad “uno schema di parametri di riferimento relativi a caratteristiche ambientali e tecniche” proposti dell’Agenzia del Nucleare e stabiliti dal ministero dello Sviluppo, da quello dell’Ambiente e quello dei Trasporti. In questi parametri rientrano le caratteristiche ambientali vale a dire “popolazione e fattori socio-economici, qualità dell’aria, risorse idriche, fattori climatici, suolo e geologia, valore paesaggistico, valore architettonico-storico, accessibilità”. Poi ci sono i requisiti tecnici in merito a “stato sismo-tettonico, distanza da aree abitate, geotecnica, disponibilità di adeguate risorse per il sistema di raffreddamento della tipologia di impianti ammessa, strategicità dell’area per il sistema energetico e caratteristiche della rete elettrica, rischi potenziali indotti da attività umane nel territorio circostante”.
Per i territori in cui verranno impiantate le centrali ci saranno dei compensi in benefici economici su base annua. Verranno erogati e corrisposti anticipatamente per ogni anno di costruzione dell’impianto dai tre ai quattromila euro per ogni MW sino ad una potenza di 1.600 MW. Questa sarà poi aumentata del 20% per potenze maggiori. Incentivi e benefici anche per le amministrazioni comunali situate entro un’area di venti chilometri dall’impianto, per gli utenti della zona sconti sulla bolletta elettrica, sui rifiuti urbani e anche sulle addizionali Irpef e Irpeg e perfino sull’Ici.
Questi territori, assicurano al ministero, saranno soggetti a speciali forme di vigilanza e protezione dal momento che ospiteranno le centrali nucleari e saranno quindi considerati “di interesse strategico nazionale”.

fonte:www.rinnovabili.it]]>
28/12/2009 20:09:28<![CDATA[Fotovoltaico: Progetto riciclo pannelli esauriti]]>
fonte:www.ansa.it]]>
24/12/2009 13:53:31<![CDATA[Solare: aumenta l'impegno di 9REN in Puglia]]>
fonte:rinnovabili.it]]>
24/12/2009 13:47:58<![CDATA[INCENTIVI FISCALI E PREMI PER FAVORIRE L'AMBIENTE]]>
L'agevolazione fiscale più consistente per incentivare il risparmio energetico permette di detrarre dall'Irpef o dall'Ires lorda il 55% delle spese sostenute, sugli edifici già accatastati, per installare pannelli solari per produrre acqua calda, per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione, per gli interventi sulle strutture opache verticali (pareti isolanti o cappotti), sulle strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), sulle finestre comprensive di infissi (con bassa trasmittanza termica) e per gli interventi generali di riqualificazione energetica degli edificio. Questa agevolazione scadrà il 31 dicembre 2010 ed è rivolta ai privati, ai professionisti, agli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, alle società semplici e anche ai soggetti che conseguono reddito d'impresa (ditte individuali, familiari e coniugali, società di persone e società di capitali). Gli interventi devono essere eseguiti su edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali. Scadrà il 31 dicembre 2009, invece, la possibilità di detrarre dall'Irpef o dall'Ires il 55% delle spese sostenute per la sostituzione intera o parziale degli impianti di climatizzazione invernale non a condensazione.

Inoltre, i contribuenti possono detrarre dall'Irpef il 36% dei costi sostenuti per installare impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia (come gli impianti a energia solare, eolica, idraulica), per la coibentazione degli edifici, per installare nuovi generatori di calore ad alto rendimento e impianti e pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica. Per utilizzare l'agevolazione non è necessario che l'unità immobiliare residenziale sia adibita ad abitazione principale o che si trasferisca lì la propria residenza. I beneficiari del l'incentivo devono rispettare queste condizioni: essere i soggetti che hanno sostenuto le spese agevolate (e queste devono restare a loro carico); essere soggetti passivi dell'Irpef, residenti e non residenti nel territorio dello stato; e possedere o detenere, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi. L'agevolazione doveva scadere il 31 dicembre 2011, ma il disegno di legge finanziaria per il 2010 l'ha prorogata al 31 dicembre 2012.

Però, se ci si avvale della detrazione Irpef del 36% per installare i pannelli fotovoltaici, l'elettricità prodotta non può essere incentivata attraverso il cosiddetto "conto energia", le cui tariffe sono state aggiornate dal decreto del 19 febbraio 2007. Le tariffe incentivanti e il premio aggiuntivo per gli impianti abbinati a un uso efficiente dell'energia non sono infatti applicabili all'elettricità prodotta dai pannelli fotovoltaici per i quali sia stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie del 36 per cento.

fonte:www.ilsole24ore.it]]>
22/12/2009 17:39:15<![CDATA[L’Università di Perugia punta sul fotovoltaico]]>22/12/2009 08:54:13<![CDATA[La prima fabbrica di moduli fotovoltaici in Italia]]> Oltre alla produzione resa possibile dall’impiego di 130 dipendenti lo stabilimento si occuperà anche di ricerca grazie ad un centro per gli studi finalizzati al perfezionamento delle tecniche destinate al settore solare, con particolare attenzione ad una tecnologia statunitense brevettata dalla Applied Materials che si basa “su un plasma arricchito che, grazie a particolari macchinari e lavorazioni, produce vapori chimici attraverso i quali si deposita uno strato di silicio ‘drogato’ che costituisce la base della nuova cella fotovoltaica”.
Il nuovo stabilimento si trova nella zona industriale di Campofranco, in provincia di Caltanissetta, ed è stato realizzato in soli 9 mesi grazie alla collaborazione tra Moncada Energy Group e Alpiq Italia, con la partecipazione anche del Gruppo Montepaschi di Siena e con un investimento di 90 milioni di euro interamente da capitali privati e bancari.

fonte:www.rinnovabili.it]]>
21/12/2009 21:37:10<![CDATA[Accordo a Copenaghen ma non ci sono i vincoli]]>
La fonte americana ha ammesso che "nessun Paese è interamente soddisfatto dell'intero impianto": quella raggiunta a Copenaghen dopo due settimane di negoziati è un'intesa è "significativa" ma "insufficiente per combattere i mutamenti climatici". Si tratta, per dirla con la fonte Usa, di "un primo passo avanti, importante e storico, di una base su cui costruire in futuro". Obama, più tardi, è stato anche più esplicito: "C'è ancora molto da fare. Dovremo lavorare ancora per arrivare a un'intesa vincolante per tutti". Poi ha ribadito che gli Stati Uniti non sono legalmente vincolati dall'accordo ma ribadiscono i loro obiettivi per il taglio delle emissioni.

Tutti i Paesi, sviluppati e in via di sviluppo, hanno concordato di fissare a livello nazionale i loro impegni e le misure da attuare. Le nazioni industrializzate stabiliranno i propri obiettivi a gennaio per il taglio delle emissioni entro il 2020. Per quanto riguarda i controlli, uno dei punti più controversi del negoziato, si è deciso che i vari governi daranno le informazioni sulle loro emissioni tramite "comunicazioni nazionali", con la possibilità di attivare consultazioni internazionali.

Il presidente francese Sarkozy ha spiegato i termini dell'intesa: "L'accordo sarà sottoscritto da tutti i 120 leader ma non è perfetto. Tutti i Paesi industrializzati, compresa la Cina, dovranno definire entro gennaio 2010 piani scritti per tagliare le emissioni di CO2 (anidride carbonica) e i Paesi più sviluppati forniranno 100 miliardi di dollari in aiuti a quelli in via di sviluppo entro il 2020. Una "delusione" per il leader dell'Eliseo l'assenza dell'obiettivo di ridurre del 50% le emissioni entro il 2050. Il presidente francese ha poi annunciato che "una nuova conferenza si terrà a Bonn entro sei mesi", aggiungendo che la organizzerà la cancelliera tedesca, Angela Merkel per preparare la prossima Conferenza sul clima in Messico alla fine del 2010.

Una giornata sull'orlo del fallimento. L'accordo è arrivato dopo una giornata intensa, cominciata con l'intervento di Obama, proseguita con i vertici bilaterali con la Cina, la Russia e i Paesi dell'Ue e con una riunione ristretta dei leader. Dopo il colloquio tra il capo della Casa Bianca e il premier cinese Wen si è parlato di "progressi", ma poi è subentrato di nuovo il pessimismo. La giornata è andata avanti tra alti e bassi. Sul Bella Center di Copenaghen ha aleggiato per ore la possibilità di protrarre i lavori oltre la chiusura prevista per stasera e andare avanti fino a domenica, come chiesto dalle Nazioni Unite.

Il ruolo di Obama. Il presidente americano ha dato la sua impronta al vertice fin dal suo arrivo. Già nel discorso tenuto stamane ha sottolineato che era necessario raggiungere un accordo, anche se imperfetto. E poi, dopo il raggiungimento dell'intesa, ha sottolineato che "per la prima volta nella storia tutte le maggiori economie hanno deciso un'azione contro i mutamenti climatici", anche se "c'è ancora molto da fare".

"Gli Stati Uniti continueranno a lottare contro il cambiamento climatico, a prescindere da quello che verrà deciso a Copenaghen. Siamo qui non per parlare ma per agire", ha assicurato Obama nel discorso di questa mattina. "L'America è pronta a prendersi le sue responsabilità in quanto leader - ha proseguito - Non sareste qui se non foste convinti che il pericolo è reale. Il cambiamento climatico non è fantascienza, ma è scienza, è reale".

Quanto all'impegno concreto sul da farsi, Obama ha detto che gli Usa sono pronti a fare la propria parte sia per il finanziamento dei Paesi più poveri che nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e ha chiesto a tutti i partner di condividere questi sforzi. Obama non ha però fatto nuovi annunci su impegni ulteriori degli Stati Uniti, limitandosi quindi a confermare l'impegno a "tagliare le nostre emissioni del 17 per cento entro il 2020, e di oltre l'80 per cento entro il 2050".

La bozza del pomeriggio. Durante questa convulsa giornata è emerso a un certo punto un documento nel quale si usava per la prima volta la parola "accordo". Nella bozza si fissavano alcuni obiettivi: taglio delle emissioni dell'80 per cento per i Paesi ricchi entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990, e fino al 50 per cento per gli altri Paesi; limite entro cui contenere l'aumento della temperatura a due gradi centigradi, con la possibilità di portarlo a 1,5 alla prossima Conferenza del 2016.

fonte:www.repubblica.it]]>
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