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Un progetto per realizzare la filiera italiana del fotovoltaico
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Si chiama Scoop il progetto che il “sistema Italia” ha messo in campo per sviluppare tecnologie innovative nel fotovoltaico e far partire una filiera tutta italiana del settore.
Scoop è l’acronimo di Italian Solar COncentration technOlogies for Photovoltaic systems. Il progetto, per cui è previsto un investimento complessivo di 17 milioni di euro, è finanziato per 7 milioni dal Ministero per lo Sviluppo economico e per la rimanente parte da sedici tra aziende, enti ed università coordinate da Enel Ricerche.
Obiettivo primario del progetto è quello di sviluppare la tecnologia fotovoltaica a concentrazione, la tecnologia in grado di raccogliere una quantità maggiore di radiazione solare (da cento a mille volte) e dunque di produrre molta più energia per unità di superficie rispetto ai moduli tradizionali ( un impianto di 3 KWp potrà occupare pochi metri quadri di tetto o di terreno).
La tecnologia del fotovoltaico a concentrazione si basa su un semplice sistema ottico (lente di Fresnel) che invia la luce solare concentrandola su una cella di silicio oppure, nelle ricerche più avanzate, su un prisma che raccogliendo la radiazione solare la divide nei tre colori base della luce (tricroico) e li invia a tre chip fotovoltaici specializzati su quella frequenza, aumentando ulteriormente l’efficienza del sistema.
“Scoop” seguirà quattro linee di lavoro, un sistema dicroico compatto per impianti di piccola potenza, uno ad alta concentrazione per impianti di grande potenza, impianti di cogenerazione di energia elettrica e calore integrati nell’edilizia e impianti di cogenerazione per piccole e medie attività commerciali. Le tecnologie chiave coinvolte saranno: le celle fotovoltaiche innovative, i sistemi ottici ad elevata efficienza e l’elettronica di potenza e di controllo.
Un’altra ricaduta importante del progetto sarà di tipo economico. Oggi l’Italia, pur essendo tra i maggiori paesi al mondo in termini di potenza fotovoltaica installata non ne sfrutta appieno il grande potenziale economico in quanto la maggior parte dei pannelli installati è prodotta in paesi stranieri.
Il piano di lavoro predisposto intende favorire la creazione di una vera e propria filiera italiana capace di realizzare non solo i componenti ma anche una rete che vada dalla ricerca alla produzione fino all’installazione e per di più in grado di abbattere notevolmente i costi . Il risultato atteso è la creazione di un grande indotto dell’industria fotovoltaica, tanti nuovi posti di lavoro “green”.
Secondo Sauro Pasini, responsabile della ricerca Enel, entro fine anno saranno pronti i primi prototipi delle quattro linee di lavoro ed entro il 2011 potrebbe essere avviata la nuova filiera industriale del solare avanzato made in Italy.
Insomma un vero e proprio salto di qualità per l’industria fotovoltaica italiana.
fonte:www.pienosole.it |
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